Il gruppo Quadrifoglio festeggia 25 anni di attività

 

 

Quanti sono secondo voi i gruppi di volontariato nella nostra zona, quelli che si occupano di chi, per un motivo o per un altro, ha bisogno di compagnia, di assistenza e di un posto dove ritrovarsi? Sono molti, ma spesso vivono nell’ombra, nel sottobosco di una realtà difficile, quella della solidarietà e dell’aiuto incondizionato.

Il gruppo Quadrifoglio è una di queste realtà, e quest’anno festeggia il suo Venticinquesimo anno di attività. Il suo obiettivo è quello di offrire a persone diversamente abili, un luogo d’incontro, di svago e di educazione alla socialità. Sono circa venti i ragazzi che gravitano attorno al gruppo, nato nella parrocchia di S. Pio V in via Lattanzio 60,ma molti meno, però, i volontari che se ne occupano. Simona, una delle responsabili mi racconta proprio che “Il problema principale è quello dei numeri: noi vorremmo che il rapporto di assistenza fosse di un volontario per ogni ragazzo circa, ma è difficile, non è quasi mai successo”.

Ma 25 anni sono tantissimi per un gruppo di questo tipo, e allora, qual è la loro storia e il loro segreto?
Vengo accolta da un numeroso gruppo di volontari e ragazzi che sono impazienti di raccontarmi tutto della loro esperienza e io sono curiosa di ascoltarli.
L’idea di creare un luogo sociale di incontro per questi ragazzi nasce da don Diego Banti, sacerdote purtroppo oggi scomparso, che 25 anni fa diede una risposta al bisogno di assistenza delle famiglie di questi ragazzi e alla loro voglia di fare, socializzare. “All’inizio”, ci raccontano “non eravamo in molti e ci incontravamo qui all’oratorio solamente la domenica per dei corsi di stenografia e dattilografia, ma con il tempo e grazie al passaparola, tanti altri ragazzi si sono aggiunti a noi”. I giorni di incontro si sono moltiplicati e così ora sono altri tre i giorni (lunedì, mercoledì e giovedì) in cui qui durante il pomeriggio si riunisce questo gruppo, che sembra una famiglia numerosa, di quelle che oramai non ci sono più.

Quali sono le attività che si svolgono qui abitualmente?Uno dei ragazzi, Davide, mi racconta che qui si fa un po’ di tutto, si disegna, si scrive, si creano oggetti per le piccole mostre e mercatini che vengono organizzati dall’oratorio. Ma ci sono anche le gite (anche se non sono molto frequenti, perché i soldi scarseggiano) e le serate in pizzeria.
Mi mostrano un po’ dei loro lavori, e anche un giornalino che viene realizzato due volte all’anno, che raccoglie dei brevi testi scritti dai ragazzi: io l’ho letto e vi assicuro che sono davvero bravissimi!

Questi 25 anni sono un traguardo importantissimo che è stato raggiunto grazie alla caparbietà e alla forza di tante persone che credono in questo progetto e che continueranno ad assicurarne la sopravvivenza, seppur in mezzo a moltissime difficoltà.
Se volete contattarli per entrare a far parte di questa bellissima esperienza potete rivolgervi alla parrocchia di S. Pio V nei giorni in cui si riunisce il gruppo dalle 15.30 alle 18.00, ne vale davvero la pena.
Federica Giordani