Il Palazzo del Ghiaccio cambia pelle e nascono iservizi per l’arte

 

Il Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi, storica istituzione per i milanesi appassionati di pattinaggio e non solo, tornerà a nuova vita tra meno di un anno, quando la sua elegante struttura liberty di ferro, vetro e stencil riaprirà le porte per ospitare le evoluzioni dei pattinatori. Ma l’edificio, finalmente ripulito delle parti spurie edificate negli anni ‘70, sarà anche uno spazio polifunzionale dove si terranno eventi culturali e artistici, per una platea di ben 1.800 spettatori.

La resurrezione del Palazzo del Ghiaccio fa parte di un ampio progetto di rinnovamento che vede protagonista Open Care, la società di servizi per l’arte nata dalla riconversione della Frigoriferi Milanesi. Il primo stadio della metamorfosi è stato la ricopertura con grandi lastre di vetro rosso scuro dell’edificio basso e lungo che si affaccia su via Piranesi, la cosiddetta “Stecca”. Vi saranno ospitati in futuro gli uffici della società, mentre è già da tempo in attività il raffinato Open Care Cafè.

E’ in costruzione, inoltre, il quarto piano del corpo principale del complesso,dove troverà posto l’Open Care Space, uno spazio espositivo aperto a 360 gradi sulla città, accessibile al pubblico e fornito di un bar scenograficamente affacciato sulla cupola del Palazzo del Ghiaccio.

Open Care è un pregevole esempio di riconversione industriale, o se vogliamo di capacità creativa e reattiva in risposta all’evoluzione della società e dei suoi bisogni. Nasce nel 1899 come fabbrica del ghiaccio, ma nel dopoguerra la graduale diffusione dei frigoriferi costrinse l’azienda a trovare un nuovo utilizzo delle proprie tecnologie: la conservazione di tappeti e pellicce. Poi, nel 2003, Frigoriferi Milanesi cambia nuovamente pelle e nasce Open Care, la prima società in Europa a offrire servizi integrati per la conservazione, la valorizzazione e la gestione del patrimonio artistico.

Entro le sue mura trovano posto laboratori per la conservazione e il restauro di dipinti e affreschi, arazzi e tessili antichi, tappeti e mobili. La società offre inoltre un’ampia gamma di servizi di art consulting, quali ad esempio stime e perizie a scopo assicurativo o fiscale.

Ma il sancta sanctorum della struttura resta il caveau, che è anche il più grande d’Europa specializzato in opere d’arte: un labirinto sotterraneo di 8.000 mq. dove, entro spazi che vanno dalla piccola cassetta di sicurezza alla cella ampia come un appartamento, i milanesi possono lasciare in custodia i propri valori, siano essi opere d’arte o semplici ma non meno importanti beni di affezione.

Tra le iniziative di cui Open Care è più orgogliosa vi è sicuramente il recente restauro della Vergine Leggente, uno dei capolavori esposti a Roma nella mostra su Antonello da Messina, tuttora in corso. Di tutte le opere presenti alle Scuderie del Quirinale la società ha condotto inoltre l’analisi scientifica, in collaborazione con le Università di Milano, Bergamo e Bologna.

Ma sono numerosi e di alto profilo gli interventi condotti da Open Care: come il restauro degli arazzi e tappeti provenienti da casa Necchi Campiglio, la villa milanese progettata da Piero Portaluppi negli anni ‘30 e recentemente acquisita dal Fai. Basti pensare che per il restauro di un raro e pregiatissimo tappeto del Cinquecento, Luisella Belleri, la responsabile del laboratorio, ha dovuto liberare le preziose fibre da strati secolari di polvere nonché dal petrolio che in passato veniva incautamente usato per la pulitura del vello, provocando il “viraggio” degli antichi e straordinari colori.

Insomma, all’interno del grande complesso di via Piranesi trovano posto non soltanto grandi tesori d’arte ma anche un enorme patrimonio di conoscenze scientifiche e artistiche al servizio di tutti. E, se sarà rispettata la tabella di marcia del progetto di ristrutturazione, ideato dallo studio genovese di architettura “5+1”, dal mese di gennaio del 2007 il glorioso Palazzo del Ghiaccio tornerà a essere un punto di riferimento per Milano. Valeria Andreoli

 

Un laboratorio di restauro di strumenti scientifici

Oltre a tele preziose, arazzi antichi e mobili pregiati, Open Care ospita anche un laboratorio per il restauro di strumenti scientifici antichi. E’ gestito da Arass Brera, l’unica associazione di volontariato esistente in Italia che si occupa di restauro. I suoi membri, oltre una ventina, sono infatti tutti volontari, in massima parte pensionati, e posseggono un’elevata competenza in campo scientifico, con specializzazioni che spaziano dalla fisica all’elettrotecnica.

Nata nel 1998 per il restauro della strumentazione dell’osservatorio di Brera, Arass da allora ha recuperato il patrimonio di importanti istituzioni pubbliche tra cui i licei Parini, Berchet e Beccaria, l’Università di Genova e il ministero delle Politiche Agricole, che prima del 1926, quando questo servizio passò all’Aeronautica Militare, si occupava delle previsioni meteorologiche e sismiche e che è quindi in possesso di una ricchissima collezione di dati e strumenti.

Ma l’attività di Arass non è limitata soltanto agli enti pubblici, bensì è rivolta a chiunque sia in possesso di un orologio antico o di un vecchio strumento nautico o astronomico che abbia urgente bisogno di cure da parte di questi “medici” tanto entusiasti quanto competenti. V.A.