La parola agli operatori dei mercati agroalimentari

 

Nel novembre scorso avevamo intervistato il Presidente di SO.GE.M.I., la Società che gestisce i mercati agroalimentari, sulle prospettive a breve e a lungo termine dell’ortomercato e dei mercati del pesce, della carne, dell’avicunicolo e dei fiori.

Riprendiamo in questo numero il discorso perché abbiamo avuto l’occasione di partecipare ad un incontro aperto alla stampa fra Bruno Ferrante, candidato sindaco per il centrosinistra, e i rappresentanti dei vari mercati, dal Presidente dell’Associazione grossisti ortofrutticoli, Mario Esposito, a Marco Pedòn, del mercato ittico, a Franco Cereda del Consorzio dei commercianti all’ingrosso del mercato dei fiori, a Giuseppe Bianchi dell’Associazione grossisti e commissionari in bestiame e carne..

Un incontro che avviene qualche giorno dopo l’uscita di un articolo su un quotidiano milanese che dipingeva una situazione all’interno dell’ortomercato caotica e illegale.

Ben diversa invece la situazione descritta da Mario Esposito: “L’ortomercato è la più grossa azienda milanese con 293 aziende operanti, 1900 occupati e un fatturato di 5000 miliardi delle vecchie lire.Dal 1980, però, la quantità di prodotti commercializzati è diminuita a poco più di un terzo. Mancano investimenti per nuove piattaforme, per i frigoriferi, per quei servizi che un mercato deve offrire. Inoltre c’è un mercato parallelo senza alcun controllo sulla sicurezza alimentare e sulla legalità: i vigili sono passati da 27 a 5-7, che svolgono questo lavoro su base volontaria!”

Anche il mercato ittico ha i suoi problemi: “Abbiamo un contenzioso con SO.GE.M.I. da 5 anni; in pochi anni abbiamo avuto due traslochi, da via Sammartini a viale Molise ed ora in via Lombroso; manca un piano industriale per rilanciare il mercato, e di questo noi vogliamo essere protagonisti; invece di capire la complessità, si sta distruggendo”

Ancora più lunga la travagliata storia del mercato dei fiori, risalente al lontano 1969, quando i grossisti non avevano accettato di stare all’interno dell’ortomercato su di un ballatoio e “momentaneamente” si erano trasferiti in Marco Bruto affittando degli spazi. Anche qui contenziosi vari fra Comune, SO.GE.M.I. e la Cooperativa consortile creata dai produttori e dai commercianti del mercato dei fiori: “E adesso siamo qui nel mercato di SO.GE.M.I. Si paga per entrare, la merce paga per entrare e per uscire; abbiamo avuto una perdita del 50-60% dei clienti, mentre all’esterno prospera l’abusivismo. Abbiamo poi un contenzioso per i costi della centrale termica per la produzione del freddo: ci avevano detto che avremmo risparmiato il 50%, invece abbiamo avuto costi dieci volte superiori!”

Analoga lista di problemi dal rappresentante del mercato delle carni: “Abbiamo strutture vecchie, tecnologicamente obsolete, non vediamo possibilità di sopravvivenza. Dai 52 operatori del 1980, ora siamo ridotti a 3.Siamo lasciati allo sbando.”

Se questa è la situazione quali la cause e quali le prospettive?
Fra le ragioni storiche addotte sia dagli operatori che dallo stesso Ferrante c’è stata la mancanza di competenza dei componenti e dei Presidenti dei vari Consigli di Amministrazione di SO.GE.M.I., e questa logica di collocare questo o quel politico ha impedito di avere una strategia di sviluppo verso i Mercati.

Nel suo intervento, poi, Ferrante ha sottolineato come i mercati siano una grande risorsa, sia perché sono una occasione di sviluppo economico per Milano, sia per il ruolo pubblico e sociale di calmieratori dei prezzi e di controllo di qualità.Per quanto riguarda il che fare, preso atto che il modello SO.GE.M.I. ha fallito, si tratta di trovare un nuovo modello di governance, che potrebbe essere: la proprietà pubblica dei mercati, ma la gestione mista pubblico-privata, con il coinvolgimento di quanti operano nei mercati.

A nostra specifica domanda sulla futura dislocazione dei mercati, il presidente dell’Associazione Grossisti Ortomercato ha risposto che loro è da 15 anni che si sono detti disponibili al trasferimento appena fuori Milano, mentre meno interessato ci è parso il rappresentante del mercato ittico.

Bruno Ferrante si è mostrato favorevole, per poter dare strutture più moderne ed efficienti ai mercati e decongestionare e riqualificare l’attuale area che per la sua posizione ormai centrale è di straordinario interesse.Nel frattempo però vanno fatti gli investimenti necessari per permettere il proseguimento dell’attività per i prossimi anni nelle migliori condizionipossibili.
Stefania Aleni