Si discute della Milano-Mortara

 

Si riparla in zona della ferrovia Milano-Mortara, dopo l’incontro avvenuto in Consiglio di Zona lo scorso 19 dicembre alla presenza dell’Ing. Stefani del Comune di Milano e dell’Ing. Facchin di RFI (le ferrovie, per intenderci).Di quell’incontro avevamo già informato i nostri lettori nel numero di gennaio di QUATTRO, ed ora riprendiamo l’argomento a seguito di una assemblea pubblica che si è tenuta il 13 marzo scorso presso il teatro di S. Luigi, convocata dal Comitato della Zona 4.

Assemblea molto partecipata, essendo migliaia i residenti interessati alla progettata modernizzazione delle Ferrovie, che prevede un consistente aumento della circolazione dei treni nella cintura Sud di Milano.
Nella introduzione alla assemblea il consigliere comunale dei DS Aldo Ugliano ha ripercorso un po’ tutta la storia della linea Milano-Mortara, dei problemi già sorti nelle zone 5 e 6, dove la ferrovia passa vicino alle case, ed ha anticipato le richieste, poi uscite anche dagli interventi dei cittadini e riassunte in un documento finale presentato dal Comitato Zona Quattro.

Riportiamo dal loro documento: “Pur riconoscendo la validità del piano di modernizzazione delle Ferrovie italiane e gli indubbi benefici per la città di Milano, per i suoi cittadini, per i residenti della Zona Quattro nonché per il popolo dei pendolari, i residenti della Zona Quattro, come già richiesto dalle famiglie residenti nelle Zone 5 e 6, chiedono delle garanzie in merito ai seguenti problemi:
- Mitigazione dell'inquinamento acustico che sarà provocato dal forte incremento dei passaggi dei treni, giorno e notte e dall'ingrandimento della stazione di Porta Romana;
- Provvedimenti per scongiurare il conseguente acuirsi del problema delle vibrazioni, anche in considerazione dell'età di alcuni condomini e della vetustà di alcuni stabili nei pressi del tracciato della Ferrovia;
- Il rischio di degrado dell'area intorno alla Stazione come è comune in ogni stazione di una certa importanza;
- Un inasprimento del problema dei parcheggi auto che già assilla i residenti e gli esercizi pubblici intorno a Piazza Lodi.”

In particolare il Comitato propone la realizzazione di un tunnel antirumore trasparente, con elevato livello di qualità architettonica, nella tratta dal ponte su Corso Lodi a via Sulmona.

Per RFI è intervenuto l’ing. Facchin, responsabile del progetto del raddoppio della linea ferroviaria: in realtà la tratta urbana fra S. Cristoforo e lo Scalo Romana è già doppia e qui il problema è quello del piano paesaggistico e della mitigazione degli effetti negativi (rumore e vibrazioni) del passaggio dei treni in aree ormai abbastanza centrali e molto urbanizzate, dopo la dismissione delle aree industriali (la OM, la TIBB, la Celestri). La tratta urbana prevede tre nuove stazioni: S. Cristoforo (area Richard Ginori), Romolo e Tibaldi, oltre alla Stazione Romana che verrà spostata al di là del ponte e verrà collegata alla stazione Lodi Tibb della Linea gialla. Di tutti i binari dello scalo merci un tempo funzionante, abbandonata l’idea di utilizzare ancora lo Scalo per il transito dei treni merci, resteranno solo due linee. Per quanto invece riguarda le richieste e le proposte avanzate dai cittadini, il rappresentante RFI ha affermato che le soluzioni verranno trovate mediante il bando che verrà appositamente fatto allo scopo di trovare risposte ai problemi dell’inserimento paesaggistico e della mitigazione del rumore e delle vibrazioni: non si esclude il tunnel ma si aspettano i risultati del bando per fare una scelta definitiva. Nel bando, secondo quanto affermato dall’ing. Enrico Leopardi, responsabile della Direzione investimenti di RFI, ci sarà anche la richiesta di proposte progettuali relative agli interscambi, ai parcheggi, agli spazi verdi, alla sistemazione delle fermate e alla riorganizzazione del territorio fino a viale Puglie.

Infine, come ultima informazione più volte sollecitata dai residenti, l’ing. Facchin ha precisato che la capacità teorica della linea è di 220 treni, ma la previsione di trasporto prevista al termine dei lavori (non molto presto) è di 180 treni al giorno, non di notte, perché essendo una linea di trasporto dei pendolari, notoriamente non si recano al lavoro di notte.Ha comunque tenuto a precisare che la frequenza di una linea è stabilita dalla Regione in base alle esigenze di trasporto registrate.

Avremo sicuramente l’occasione di ritornare sull’argomento man mano che il progetto andrà avanti: RFI ha anche dato la disponibilità a costituire un tavolo di lavoro con i rappresentanti dei cittadini e del Consiglio di Zona, per cui contiamo di avere informazioni sempre aggiornate.

Stefania Aleni