L’organo fratelli Costamagna di San Michele e Santa Rita
Costruito nel 1962 su progetto del Maestro Eugenio Consonni, che curò personalmente il concerto di inaugurazione, l’Organo Fratelli Costamagna del Santuario Diocesano ed Europeo di San MicheleArcangelo e Santa Rita si presenta oggi come uno strumento dalle caratteristiche alquanto interessanti.
Nel progetto iniziale si è sfruttato strategicamente la posizione delle canne rispetto all’acustica molto particolare dell’altare. L’Organo, infatti, è ancora oggi collocato nelle nicchie-stanze poste sopra le due sacrestie e sull’altare dietro al tabernacolo. In questo modo il suono si trasmette con un’immediata riflessione e si amalgama nella cupola dell’altare per poi venire proiettato in assemblea dove a sua volta, superato il cupolone maggiore, arriva fino al portale d’ingresso. I costruttori dell’Organo, i fratelli Giovanni e Piero Costamagna di Milano, erano inizialmente operai della Ditta Balbiani Vegezzi Bossi, dalla quale si resero indipendenti per intraprendere autonomamente la professione di organari. L’Organo del Santuario può essere a pieno titolo considerato uno dei migliori strumenti usciti dalla loro Ditta. Lo dimostra la bellezza dei registri solistici (oboe, cromorno, bordone…), la spiccata tendenza ad essere uno strumento per la liturgia, la concezione fonica a tre tastiere.
A questo proposito, si può affermare che in Italia gli organi a tre tastiere non sono in generale così diffusi come quelli a due o ancor più a una tastiera. Nella storia dell’organo italiano, infatti, sino alla fine del 1800 erano poche le chiese sul territorio nazionale che disponevano di uno strumento a due tastiere e gli organi a tre tastiere erano l’eccezione.
L’organo in questione si presenta dunque, così com’è stato concepito, come uno strumento di grandi dimensioni, ed ha ininterrottamente suonato per animare le liturgie di una Parrocchia molto viva e in fermento.L’organo ha sempre continuato il suo magistero nei decenni sempre in maniera lodevole, non subendo sino al 2004 interventi di manutenzione rilevanti, ma soltanto qualche intervento d’ordinaria manutenzione e una sommaria sistemazione generale avvenuta nel 2001.
Nel 2003 si è reso necessario intervenire più seriamente sullo strumento poiché il centralino elettrico, risalente al 1962, cominciava a far sentire i segni del tempo. L’intenzione era inoltre quella di spostare la Consolle (è il centralino dell’organo, costituito dalle tastiere, dalla pedaliera e dai comandi di funzionamento dello strumento) per avvicinare i Cantori all’assemblea e coinvolgerli maggiormente nelle liturgie. Dopo aver attentamente analizzato differenti preventivi, è stata interpellata la CASA ORGANARIA di BALBIANI VEGEZZI BOSSI di Milano, specializzata nella cura e manutenzione di organi a trasmissione elettrica, che ha costruito, in Milano e non solo, ottimi e pregevolissimi strumenti.
Data questa breve introduzione sul funzionamento dell’Organo, vediamo ora più nel dettaglio gli interventi che sono stati eseguiti sullo strumento, terminati un anno fa.La Casa Organaria Balbiani Vegezzi Bossi di Milano ha eseguito: lo spostamento della Consolle dalla posizione originaria nel coro a sotto l’altare vicino alla nicchia di San Michele Arcangelo; l’ammodernamento del Centralino elettronico di trasmissione del suono; ritocchi all’intonazione di alcune canne. Di questi tre punti, il più visibile è, senza dubbio, lo spostamento della Consolle, ma anche l’intervento di intonazione delle canne ha portato lo strumento ad avere un suono più “robusto” di quanto fosse prima. Infine l’intervento al centralino, che ora è completamente elettronico e non più elettromeccanico, ha modernizzato lo strumento, comportando meno ingombro, più affidabilità e migliori prestazioni.
Dopo l’effettuazione di questi interventi, l’auspicio è quindi quello che lo strumento possa essere valorizzato, non soltanto nella liturgia ma anche attraverso iniziative concertistiche, concerti corali, vespri d’organo e iniziative musicali di vario tipo. E’ auspicabile che la cultura musicale sull’organo, che genera cultura di coesione, non venga mai meno in un mondo dove tutto va veloce e tutto viene consumato in fretta.
Ed ecco che, in questo spirito di continua ricerca del bello, i lavori sull’Organo non sono comunque terminati. Si è fatto soltanto il primo passo per ripristinare uno strumento che negli ultimi anni dava i segni del tempo. Ci si augura che, in un secondo momento, possano proseguire i lavori per migliorare ulteriormente lo strumento come ipotizzato dal progetto di ampliamento dello strumento che prevede l’aggiunta di nuovi registri, che andranno a completare ed a perfezionare la tavolozza timbrica, in modo che l’organo potrà migliorare ulteriormente la sua udibilità e la sua bellezza.
L’Organo è stato “battezzato”, per così dire, sabato 1 ottobre 2005 con il Concerto di Inaugurazione dei lavori che è stato eseguito con grande magistralità dal M° Emanuele Vianelli, organista titolare degli organi del Duomo di Milano, tra il pubblico erano presenti anche la moglie di Giovanni Costamagna, Annamaria, e il figlio, Alberto.
Paolo La Rosa - Organista titolare e Maestro di cappella del Santuario Diocesano ed Europeo di San Michele Arcangelo e Santa Rita di Milano.
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