Salvator Presta allo Spazio Lattuada

A volte chilometri e chilometri non servono per poter godere appieno di un soffio di cultura. A volte, infatti, basta girare l’angolo. Abbiamo presenziato per voi giovedì 15 dicembre all’inaugurazione della personale di Salvador Presta, “Dal Madì all’arte della luce”, ospite allo Spazio Lattuada, in via Lattuada 2 a due passi da Medaglie d’Oro.

Qualche dato biografico è indispensabile per capire di chi stiamo parlando.
Pittore, scultore, poeta, fondatore del Movimento Madì italiano, nonché del gruppo “Arte della Luce”, nasce in Italia nel 1925, ma dopo due anni viene subito portato dai genitori in Argentina dove vi resta fino al 1965.Una vita dedicata all’arte, una continua evoluzione. Dal “Costruttivismo” al “Madì”, una corrente astratta, certo, ma decorativa. Partecipa in seguito alla “Nueva Mission”. L’attività di Presta ha preso vie e sfumature diverse: quadri, forme sospese nell’aria, fasci luminosi e opere religiose reinterpretate secondo una personale visione mistica. Una cosa però lo ha sempre distinto dalla massa: l’aver mantenuto la sua individualità, senza farsi corrompere dalle altre tendenze.

L’arte è pura armonia con l’universo, e questo il Nostro lo sa bene. Le sue opere sono forme libere, senza alcun tipo di vincolo. Per meglio capire la filosofia di questo pittore sui generis vengono in aiuto le parole del critico Gillo Dorfles che ha introdotto la mostra.

“Opere che regalano energia, danno gioia, tendono all’infinito. L’atmosfera che le sue creazioni donano, ci fa rinascere in modo universale: segni astratti, ma aderenti e incarnati. I suoi quadri danno pace, ci ridonano quell’ epicentro di cui abbiamo bisogno. Quadri che sprigionano risonanze musicali, armoniche e al contempo leggerezza. Ci fa vedere l’invisibile. Sono evocazioni poetiche, pezzetti d’anima che senti dentro.”

Presta non cerca la luce, la trova e ci lavora dentro. Con la sua profonda sensibilità trasforma in movimento la minima luminosità atmosferica e in suono ogni ombra. Lavora con toni ricchi e sonori, accresce il patrimonio artistico di vibranti ricchezze. Ovunque la sua opera trova corrispondenze comunicative. “Guarda il mondo con occhi caldi e lo pensa a freddo”. Su fondi bianchi applica “trame” bianche creando un sottile gioco di luci e ombre fino a formare una continua interazione con l’ambiente, poi una tempesta di dolci colori.

Strutture che si sovrappongono a vibrazioni e sonorità. Sembra quasi un gioco di illusioni, per questo non si possono leggere le sue opere con troppo tecnicismo. Presta usa tutte le forme possibili di libertà, le sperimenta, le reinvesta, le fa sue.

Sabrina De Luca