MARCELLO CANDIA NELLA SUA CHIESA
Prossima la traslazione della salma nella parrocchia degli Angeli Custodi
Fra i parrocchiani degli Angeli Custodi, in via Colletta, sono ancora molti a ricordare di avere incontrato in chiesa Marcello Candia: c’è chi lo ricorda presente alla celebrazione della prima messa della nuova parrocchia, creata nel 1962, ancora nel capannone della vecchia tintoria industriale poi demolita per fare spazio all’attuale edificio. E nella nuova chiesa è stata ora preparata la tomba che accoglierà le spoglie dell’industriale missionario, ora Servo di Dio, prima tappa del processo che si conclude con il riconoscimento dell’essere fra i santi.
E’ vero che nella visione cristiana la tomba, come i funerali, ha davvero poca importanza: sono espressioni di morte, per quanto comprensibili, mentre l’attenzione di Cristo è protesa allaresurrezione; in lui la morte è negata e la vita affermata.Tuttavia la tomba per chi resta rappresenta un’occasione di ricordo affettuoso, un luogo di comunione fra i vivi e gli scomparsi amati e ammirati, di preghiera e di speranza. In questa prospettiva è da leggere l’idea della traslazione della salma di Marcello Candia, scomparso nel 1983 e sepolto nel cimitero di Chiaravalle. Candia, residente in via Lazzaro Papi, era noto in zona prima come titolare dell’industria che porta il suo nome, poi come creatore di un importante ospedale ai margini della foresta brasiliana e tuttora ha sede nella nostra zona la fondazione a lui intestata che continua a sostenere una serie di iniziative per poveri, anziani, bambini abbandonati, lebbrosi nel nord est brasiliano.
La tomba, già terminata e visibile, è opera dell’architetto Raffaele Selleri: costruita con gli stessi materiali utilizzati per la chiesa è perfettamente inserita nella struttura dell’edificio. Occupa“uno spazio sufficientemente visibile e nel contempo appartato che non interferisce e non muta la gerarchia dei poli liturgici”, scrive il parroco Tarcisio Ferri: mi pare proprio nello stile del dottor Candia, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Desideroso di circondarsi di bellezza e di offrire bellezza anche ai poveri, discreto sempre, anche se travolgente nell’entusiasmo con cui parlava di quello che stava facendo, attento a non prendere mai il posto che non gli spetta: il centro è del Signore e dei poveri ai quali davvero ha dedicato competenze, energie, danaro, conoscenze.
Laico e romantico, Ugo Foscolo nel suo celebre carme dedicato proprio ai sepolcri, scrive che “a egregie cose il forte animo accendon l’urne dei forti”: sentirsi vicini uomini che hanno compiuto azioni importanti stimola sentimenti profondi e opere coraggiose facendone percepire anche la fattibilità. Marcello Candia è un modello moderno di santità, lontano da certi stereotipi: se la sua attività in Brasile resta la più estesa nel tempo e ricca nel numero delle iniziative, bisogna anche ricordare che già a Milano, quando ancora dirigeva la sua industria, era stato protagonista di svariate iniziative a favore di diverse categorie di poveri a partire, nell’immediato dopoguerra, dall’organizzazione del rientro dei reduci senza nulla e spesso con problemi di salute fisica e mentale.
Ma anche in Brasile l’impegno era, e continua a essere nell’opera della fondazione Candia, nel costruire ospedali efficienti e scientificamente aggiornati, lebbrosari che garantiscano oltre alle cure condizioni di vita umanamente accettabili; nel creare attività che possano offrire lavoro; nel discutere con le autorità politiche locali perché si occupino dei problemi del territorio e della gente e non solo di farsi proteggere dalla polizia. Per lui sempre motore di ogni pensiero il Cristo di fronte al quale il mondo cambia volto, i valori si rovesciano, e al primo posto si affollano i poveri, e diventa più importante regalare che tenere per sé. La tomba in chiesa vorrebbe suggerire gratitudine e ricordare tutto questo: la traslazione avrà luogo appena saranno completate le pratiche relative. Ugo Basso
![]() |