CENTRO GIOVANI PONTE LAMBRO – UN ANNO DI APERTURA
Non si può più dire chea Ponte Lambro non ci siano Centri o servizi che si occupano degli adolescenti del quartiere o che non ci sia un luogo dove essi possano incontrarsi che non sia la strada.
Finalmente un Centro Giovani c’é.
Dopo 5 mesi di chiusura, la gara d’appalto indetta nell’estate 2004, ha portato alla riapertura del Centro Giovani ad opera della Cooperativa sociale MOSAICO, realtà già attiva e conosciuta nel territorio dal 1998, grazie al servizio educativo “Simbad” e “TirNaNog” in collaborazione con il Volontariato Vincenziano.
Il 10 ottobre 2005 la nuova gestione ha compiuto un anno di apertura.
La sfida che aspettava la nuova equipe di lavoro (1 coordinatore/educatore e 4 educatori) non era facile: ricreare un luogo di aggregazione per adolescenti e giovani, con regole e adulti disposti a mettersi in gioco per ridare loro fiducia, diventando dei riferimenti e non un “nemico da contrastare”.
La scelta degli educatori quindi è stata quella di far precedere la riapertura ufficiale da una prima fase di lavoro all’esterno del Centro nel mese di settembre. Questo ha permesso di avvicinare i ragazzi in un luogo neutro e iniziare così la reciproca conoscenza, di riprendere alcuni contatti già avviati negli anni passati e di partire dalle richieste dei ragazzi stessi per avviare la nuova organizzazione del Centro.
Le attività proposte sono state quindi strutturate tenendo conto delle loro esigenze e delle diverse modalità di relazione richieste, suddividendo i ragazzi in due grosse fasce d’età: 11-14 anni (preadolescenti) e 15-21 anni (adolescenti e giovani) e proponendo attività strutturate, semi-strutturate e di libera aggregazione.
Nel corso di tutto l’anno il numero dei ragazzi iscritti è aumentato: 90 ragazzi in totale (70% maschi),70 adolescenti e giovani e20 preadolescenti. La presenza media giornaliera è stata di 30-35 ragazzi.
Un gran risultato se si pensa alla storia di questo Centro che mette in evidenza quanto un Centro Giovani fosse desiderato e aspettato dai ragazzi: è l’unico spazio di aggregazione per loro presente nel quartiere.
Molteplici sono state le attività realizzate: spazio compiti, attività sportive (calcio, pallavolo, basket, atletica leggera), spazi aperti di libera aggregazione, sportello di formazione e orientamento al lavoro, percorso di orientamento per i ragazzi di terza media e preparazione degli esami, laboratori di spry-art, hip-hop e percussioni, aperture serali, feste, gite/uscite in giornata e un intervento durante l’orario scolastico in una classe della scuola media “Meda”.
La suddivisione e la diversificazione delle attività per interesse e fasce d’età ha permesso ad ogni iscritto di trovare il suo spazio, partecipando (anche a livello decisionale ed organizzativo) alle attività che più soddisfacevano le sue esigenze. Col passare dei mesi si è sviluppato in molti ragazzi un sempre maggiore senso di appartenenza al Centro ed è stato possibile instaurare con la maggior parte di essi una sincera relazione di fiducia, riconoscimento e rispetto reciproco.
Col tempo si sono avvicinati al Centro ragazzi che all’inizio non venivano per la diffidenza sviluppata dalle precedenti esperienze e alcune attività strutturate quali, calcio, percussioni, spazio compiti, torneo di biliardino hanno dato spazio e favorito un’integrazione e una frequenza costante anche alle altre attività.
Non sempre è stato facile far rispettare le semplici ed uniche regole del Centro (tenere puliti gli spazi, non fumare, rispettare gli orari).
Nel corso dell’anno non sono mancati momenti di difficile gestione che hanno ostacolato il normale svolgimento delle attività, rendendo il contenimento una delle modalità principali di gestione degli spazi, episodi che si sono verificati pur sempre in maniera mai così grave da indurre alla chiusura del Centro e che si ècercato di risolvere con il dialogo e la relazione.
Tutto questo esprime un disagio più profondo che deriva spesso dalle difficili situazioni familiari dei ragazzie dalla noia che sovrasta ogni loro pomeriggio: a questo il Centro Giovani da solo non può e non deve dare risposte.
E’ necessario un reale lavoro di collaborazione e programmazione condivisa con le diverse realtà presenti sul territorio, poichè la gestione delle emergenze non è una soluzione né una prevenzione.
Proprio per questo l’equipe ha investito energie e tempo nel lavoro di rete attivando diversi livelli di collaborazione con i servizi presenti nel quartiere, in Zona 4 e con gli altri CAG di Milano. Significativi sono stati a questo riguardo la partecipazione al torneo di calcetto tra i CAG di Milano e la realizzazione del centro estivo di quartiere (con la Parrocchia e il Centro Educativo del Volontariato Vincenziano), alla quale 18 adolescenti hanno offerto il loro aiuto e dopo un breve percorso di formazione hanno contribuito attivamente nella conduzione delle attività.
Particolare attenzione è stata data al rapporto con i genitori. Con quasi tutti si è riusciti ad avere un contatto/conoscenza formale. Relazioni più approfondite si sono avute in caso di episodi contingenti, anche esterni alle attività del Centro, e nel coinvolgimento in attività più specifiche come le aperture serali e le partite di calcio.
Dopo alcuni anni finalmente il Centro Giovani è tornato ad essere protagonista della Festa di Quartiere di giugno, animando il sabato pomeriggio con un triangolare di calcio e con l’esibizione dei ragazzi del laboratorio di percussioni, diventato nei mesi precedenti momento di aggregazione anche per gli abitanti.
Il nuovo percorso faticosamente iniziato, ma che ha già iniziato a dare i primi buoni risultati, si scontra con la brevità dell’attuale gestione (solamente biennale), mentre risultati educativamente più significativi necessitano una maggiore continuità e stabilità supportata da un costante monitoraggio e verifica dei risultati.
Sarebbe un vero peccato non poter continuare questo progetto che sta collaborando a riqualificare il quartiere Ponte Lambro, sollevandolo dalla fama di “quartiere disagiato” che ormai da troppi anni si porta dietro, a maggior ragione in questo periodo in cui il “Contratto di Quartiere” sembra davvero concretizzare nuove prospettive per gli abitanti.
Gli educatori del Centro Giovani Ponte Lambro
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