La Biblioteca Europea a Porta Vittoria:
i passi avanti di un grande progetto che vogliamo vedere realizzato
L’Assemblea dei soci della Associazione “Milano Biblioteca del 2000” è uno degli appuntamenti a cui non manchiamo mai (da quando abbiamo aderito, fin dalla sua nascita peraltro, per conto della Associazione QUATTRO), essendo quella la sede in cui possiamo avere tutti gli aggiornamenti sul progetto della BEIC (la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), che tutti noi speriamo venga realizzata nell’area di Porta Vittoria destinata a ciò dal Comune. Il punto viene fatto dal Professor Antonio Padoa Schioppa, instancabile promotore di questo importante progetto che darebbe a Milano la prima grande biblioteca a scaffale aperto, dove convivono e si integrano fra loro libri, periodici, testi digitali, banche dati e informazioni in rete.
Una biblioteca con oltre 500.000 opere relative a tutti i rami del sapere, sistematicamente organizzate e selezionate, le opere dei classici e i testi fondamentali di ogni tempo e luogo, in originale e in traduzione.
Una grande Biblioteca di pubblica lettura, ma anche di ricerca a livello europeo, con 2000 posti di lettura.
Questo progetto, che all’inizio ci sembrava un sogno non realizzabile, ora ha fatto una serie importanti di passi avanti, che finora hanno portato alla creazione della Fondazione “Biblioteca Europea” (dicembre 2003), alla concessione dell’area da parte del Comune di Milano (2004), al completamento del progetto preliminare dell’edificio da parte dello studio di architettura Bolles&Wilson (marzo 2005), vincitore del concorso internazionale di progettazione, ed infine al progetto definitivo che verrà presentato ufficialmente a dicembre.
Le risorse economiche per la progettazione erano state rese disponibili nelle finanziarie 2002, 2003, 2005: finora solo una parte è stata trasferita alla Fondazione, quella che ha permesso la progettazione preliminare e definitiva, mentre la progettazione esecutiva è subordinata all’erogazione delle risorse (si spera a gennaio per concludere questa parte a giugno 2006).
Ovviamente accanto al progetto architettonico, deve prendere avvio la costituzione del patrimonio librario, sia le collezioni digitali che quelle librarie: a tale scopo sono stati attivati due gruppi di lavoro che dovranno affrontare le complesse problematiche che stanno dietro alle singole scelte.
Per esemplificare, come si digitalizza? Vi sono diverse possibilità. Oppure come acquistare i libri, come catalogarli, quali opere comprare (per questo sono stati già coinvolti una cinquantina di docenti universitari per una prima stesura dei titoli delle opere: un catalogo straordinario del sapere). Questo lavoro sul patrimonio librario va fatto contestualmente, anzi, il patrimonio digitale potrebbe essere posto in rete al servizio dei lettori, anche prima dell’apertura della Biblioteca stessa.
E veniamo alla questione più spinosa, quella della realizzazione della Biblioteca nei tempi previsti dalla Fondazione, ovvero inizio dei lavori di costruzione nel 2008 e apertura nel 2011, 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia.
L’impegno finanziario è ingente (ma certamente non spropositato), si tratta di un investimento complessivo di 215 milioni di euro nell’arco di 5-6 anni, che dovranno essere inseriti per la maggior parte nel bilancio nazionale.Le previsioni di copertura vanno da una Legge speciale, alla erogazione di Mutui da parte della Cassa Depositi e prestiti, dai Finanziamenti europei a quelli degli Enti territoriali, da contributi di altre Fondazioni a quelli di privati e aziende.
La speranza del prof. Antonio Padoa Schioppa è che già da questa finanziaria si incominci a inserire qualche vincolo per il futuro, ma la esprime sorridendo, come speranza molto remota.
Se restano immutati la determinazione e l’ottimismo di quanti hanno creduto in questo progetto, se il consenso per la realizzazione della Biblioteca si rafforza non solo fra le Istituzione più direttamente interessate e coinvolte nella Fondazione, ma anche fra i cittadini e i futuri utenti, allora la speranza di vedere operante la Biblioteca nel 2011 diventa più concreta.
Stefania Aleni
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