La vera storia del passaggio a livello di via Bonfadini
Avevamo anticipato sul numero scorso di QUATTRO che ci saremmo occupati più ampiamente della chiusura del passaggio a livello di via Bonfadini e delle sue conseguenze sulla viabilità in piazzale Bologna e vie adiacenti.
Ai primi di settembre, infatti, di fronte alla situazione caotica venutasi a creare, le informazioni erano ancora scarse e solo l’8 settembre era uscito un comunicato stampa dell’assessorato ai Trasporti e Mobilità.
Ora siamo in grado di dare maggiori informazioni, dopo l’incontro in Commissione Trasporti Traffico Viabilità del Consiglio di Zona 4 con l’ing. Stefani, direttore di Settore, il sig. Giana della segreteria dell’assessore Goggi, il dr. Colucci responsabile del Settore Traffico della Vigilanza urbana e il sig. De Filippo, responsabile della Vigilanza Vigentina.
Questo è quanto emerso dall’incontro: il passaggio a livello su via Bonfadini è stato chiuso a metà agosto, con un paio di settimane di anticipo rispetto alla chiusura programmata, perché lì stanno iniziando i lavori per la posa di nuovi binari per il Passante Ferroviario, ramo verso lo Scalo Romana. Il Passante infatti, già in funzione con molte linee, deve essere completato sia verso lo Scalo Romana che verso Rogoredo. Dopo il completamento dell’allargamento dei Tre Ponti, dopo la recente fine dei lavori sulla via Lombroso, con analogo allargamento del ponte ferroviario, i lavori ora si stanno eseguendo in località La Trecca ed eccoci quindi subito in Bonfadini.
Il problema è che la strada alternativa e sostitutiva di quella appena resa intransitabile, però, non c’è ancora: si tratta del lotto 4 della Paullese, un sottopasso del ramo Romana della ferrovia che congiungerà via Toffetti con via Varsavia. L’iter per l’approvazione di questo lotto si è appena concluso, ed ha richiesto una variante al piano regolatore e una procedura di impatto ambientale che è terminata a luglio scorso. Il progetto ora è stato sia approvato che finanziato, parte coi fondi 2005, parte coi fondi 2006, trattandosi di un investimento di 35 milioni di euro. L’appalto verrà assegnato il prossimo giugno ed i lavori dureranno due anni.
E nel frattempo? Premettiamo che l’impressione avuta durante la riunione della Commissione ed espressa anche in alcuni interventi, è che i settori comunali interessati si siano trovati un po’ spiazzati di fronte alla situazione caotica che si è verificata nella prima decade di settembre: la contemporaneità della chiusura del passaggio a livello e della ripresa del “normale” traffico autunnale, aveva veramente reso quelle piazze e vie una trappola per macchine e mezzi pesanti. Verificata la insostenibilità della situazione, si è iniziato a cercare e a proporre soluzioni. Primo provvedimento, un piano di segnalamento: sulle tangenziali mediante pannelli, in città mediante cartelli, che consigliano un diverso itinerario (Mecenate-Ovidio-Ortomercato) in particolare ai mezzi pesanti diretti all’ortomercato. Poi, una serie di modifiche agli impianti semaforici a seguito dell’aumento del traffico, per tenere libere le rotatorie; questa operazione almeno i primi tempi viene attuata dalla vigilanza urbana, che è presente in modo continuo per normalizzare il flusso di traffico.
Infine, entro la prima metà di novembre, verrà creata una nuova strada di passaggio da viale Puglie a via Varsavia per i mezzi diretti all’Ortomercato, facendoli quindi deviare prima di raggiungere piazzale Cuoco e via Monte Cimone. Questa nuova strada, in realtà, non è altro che la sistemazione (ampliamento e transitabilità) della via Tertulliano (tratto al di là del viale Puglie – vedi foto) e di via Sacile.
Questo intervento è sicuramente parziale, e ne beneficeranno piazzale Cuoco e via Monte Cimone (a proposito di quest’ultima via, come anticipato nel numero di aprile 2004 di QUATTRO, i lavori di riqualificazione della Monte Cimone avranno inizio nei prossimi mesi).
Per il resto, c’è da prevedere che il traffico rimarrà comunque sostenuto in tutta la zona annonaria, pur così “ridistribuito”. S.A.
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