Indossare un'idea.  "Rispetto" in zona Quattro

 

E’ un messaggio positivo quello che Stefano Rho con Claudio Furlan vogliono trasmettere attraverso la loro linea di street wear (letteralmente “abbigliamento di strada”).  L’idea nasce l’anno scorso: questi due giovavi creativi di Milano, vicini da sempre all’ambiente della strada grazie alla loro passione per lo skate e l’arte dei graffiti, decidono di esprimere la loro concezione positiva di questo mondo attraverso una linea d’abbigliamento. “Negli anni in cui io ero uno skater, questo sport non era molto conosciuto, si tratta di una disciplina difficile che richiede impegno ed esercizio continuo, ma - ci racconta Stefano Rho - gli spazi nella città erano e sono davvero limitati per praticarlo”. Non è mai stato uno sport molto commerciale proprio a causa delle difficoltà e della fatica, anche fisica, che comporta. Per questo poi ha deciso di smettere. A quanto pare però la passione per quel modo di vivere e pensare gli è rimasta anche “da grande”, tanto che insieme ad un suo collega decide di creare la linea di street wear “R35P3C7”(ri’spekt).  Una marca che è una sigla da interpretare, uno stimolo creativo ed insieme un messaggio per i giovani. “Troppo spesso lo street wear è associato a valori negativi, marche che si fondano sul disprezzo della società in cui viviamo, per questo abbiamo deciso di puntare su un messaggio forte, nuovo, serio e soprattutto positivo: il rispetto”. Iniziare un’attività come questa non è mai semplice, soprattutto se si decide, come hanno fatto i “Fratelli pettinati” (questo è il nome della società) di occuparsi direttamente di tutta la produzione: dalla progettazione del marchio, del suo concept, fino ai tessuti, ai modelli e ai luoghi di produzione, tutti rigorosamente Made in Italy.  Anzi, la linea estiva della collezione, alla quale se ne affiancherà probabilmente una invernale, è tutta prodotta a Milano e provincia. 

Stefano Rho, creativo lo è per talento e passione, oltre che ora per mestiere; ai tempi in cui faceva ancora il writer si firmava “aka Sted” (Also know as Sted), e suo ad esempio era un graffito (“no tag, niente scritte sui palazzi, solo muri di ferrovia o inutilizzati”- garantisce) sul muro di cinta del Pratone dell’Acquabella, peraltro a due passi dall’ITC Gramsci dove ha frequentato le scuole superiori.
Il sogno e la speranza sono quelli di far diventare questa prima esperienza nel settore dello “street wear” un progetto più ampio, la loro nuova professione.

Per farsi conoscere, poichè le risorse economiche sono limitate, utilizzano canali di pubblicità insoliti come l’affissione di adesivi con il marchio che spicca con il suo colore rosso acceso su semafori, cassette delle lettere, cestini dei rifiuti , muri della città di Milano e persino automobili (un ignoto automobilista si è addirittura fatto una gigantografia del marchio e lo ha incollato sul tettuccio della sua Mini).
Questa forma di pubblicità si chiama “street marketing” ossia la diffusione di un messaggio pubblicitario mediante chi compra il prodotto stesso, una sorta di passa-parola commerciale. Gli adesivi di varie dimensioni si trovano abbinati ai prodotti, ma si possono avere anche mettendosi in contatto direttamente con la società, tramite una ormai indispensabile pagina web www.R35P3C7.com

Anche questo è un modo per esprimere la creatività e l’anima di chi vive una città dalla quale vorrebbe emergere anche attraverso un semplice marchio da indossare che porta con sé un messaggio senza dubbio positivo: il rispetto. Ce n’è bisogno.  Federica Giordani