Impegno civile umorismo prezzi bassi nella stagione del “Franco Parenti”

Mentre attendiamo con emozione e curiosità l’inaugurazione della Cittadella dello Spettacolo in via Pier Lombardo, prevista per l’inizio del 2007, salutiamo come fortuna per la nostra zona anche la seconda stagione del teatro Franco Parenti nella sede provvisoria di via Tertulliano. La fantasia, l’intuizione, la passione di Andrée Ruth Shammah, fondatrice del teatro accanto allo stesso Franco Parenti, e da trent’anni regista e animatrice delle molteplici iniziative che non si esauriscono nelle produzioni teatrali, hanno trovato vie nuove, hanno interpretato luoghi e spazi per un teatro fedele, coerente e nel contempo originale. Andrée Shammah, a cui rivolgiamo il nostro augurio per un rapido ritorno al lavoro dopo la frattura che la costringe lontano dai suoi palchi, ha valorizzato una situazione di necessità da una parte offrendo spettacoli importanti e attori di fama e di qualità a un pubblico non familiare al grande teatro, dall’altra offrendo al suo pubblico abituale le produzioni create qui in sale storiche del centro della città.
Accanto alla saletta provvisoria all’angolo di via Cadolini, a pochi passi dalla grande area per spettacoli viaggianti di viale Puglie, ne saranno messe in funzione altre due, per dilatare e caratterizzare l’offerta teatrale, mentre una nuova edizione di un testo di Eduardo De Filippo sarà l’inaugurazione della stagione della sala Paolo Grassi del Piccolo Teatro, nella sede storica di via Rovello, luogo di culto per tutti gli appassionati di teatro non solo milanesi. Dunque non solo geniale creatrice di spettacoli Ruth Shammah, ma ideatrice di una originale forma imprenditoriale: un organismo di produzione teatrale, forse unico in Italia, costituito da capitale per metà pubblico, del Comune di Milano, e per metà privato, raccolto da piccoli e grandi sottoscrittori. Questa caratteristica permette una politica di prezzi particolarmente bassi a vantaggio di un pubblico più largo e giovane avvicinato da riduzioni a diverso titolo e, soprattutto, da una conveniente campagna abbonamenti che abbattono il costo del singolo spettacolo a poco più di dieci euro. La stagione dell’anno passato, la prima in cui il teatro Franco Parenti non ha potuto disporre di una sede nota, facile da raggiungere, è stata un successo con rappresentazioni a volte neppure in grado di soddisfare tutte le richieste del pubblico e questo induce a sperare bene per quella che si sta avviando.
Avremo occasione di considerare i singoli spettacoli nel corso dell’anno: è la stagione nel suo complesso che ora ci interessa. Una stagione insieme sfida coraggio fiducia: sfida al clima di indifferenza culturale diffusa nel nostro tempo, dominato dalla superficialità, dalla banalità, dal cattivo gusto a cui ci abituano i media di grande diffusione; coraggio nell’investire impegno imprenditoriale e culturale, soldi e fatica nel produrre spettacoli di notevole dignità e rilievo; fiducia che il pubblico, certo non solo quello della nostra zona, ma questo in primo luogo, apprezzi scelte capaci di creare dialogo, fare pensare, offrire espressioni del grande teatro italiano e straniero da Pirandello a Eduardo De Filippo, da Joyce a Jonesco. Pensare non equivale ad annoiarsi: il linguaggio vivace e frizzante di molti testi diverte e a fa ridere, lente di ingrandimento su realtà colte nella loro drammatica essenzialità o deformate attraverso l’umorismo e l’assurdo.
Accanto alla grande stagione, anche quest’anno saranno prodotti e messi in scena nella saletta provvisoria di via Tertulliano spettacoli per ragazzi: anche loro cominceranno a godere della verità della rappresentazione teatrale, dove l’attore è ogni giorno con noi, ad accendere e condividere le nostre emozioni. Garanzia della qualità del teatro sono proprio gli attori che daranno vita ai personaggi: nei prossimi mesi ritroveremo sui diversi palchi Leopoldo Mastelloni e Maurizio Micheli, Paolo Graziosi e Gene Gnocchi, Anna Galiena e Angelica Ippolito, per ricordarne alcuni, consapevoli di fare torto a molti altri che però sapremo ringraziare con gli applausi.
Ugo Basso