Una segnalazione sulla discoteca Black Hole
La segnalazione ci è arrivata per e mail da parte di un gruppo di residenti di piazza Grandi: la discoteca Black Hole, di via Cena 1, con la musica che suona fino alle 4 del mattino (notte fonda per la maggior parte dei cittadini), impedisce ai residenti dei condomini che affacciano sulla discoteca di dormire. Questi residenti si sono costituiti in un comitato spontaneo che ha aperto anche un sito www.piazzagrandi.it allo scopo di tenere informati e ricevere informazioni su tutto quanto riguarda la piazza. Dopo aver raccolto le firme dei condomini, è stato fatto un esposto alla polizia annonaria e all’ARPA per verificare la regolarità dei permessi ed il livello della musica.
Il problema si pone soprattutto, ma non solo, con la stagione primaverile ed estiva, quando “si canta e si balla” all’aperto, nell’ampio spazio che fino a non molto tempo fa era occupato dai lavori del passante. Su questo spazio si affacciano i retri di alcuni condomini di corso XXII Marzo e piazza Grandi.
La situazione è aggravata dalla presenza di tre discoteche quasi contigue: il Rolling Stone, il Plastic e il Black Hole.E siccome il popolo della notte quando esce dalle discoteche alle 4 di mattina non è dei più civili, al disturbo della musica suonata fino a tardi, si aggiungono i danni provocati da qualche ubriaco, danneggiamenti alle vetture, fioriere ribaltate, imbrattamenti alle saracinesche, bottiglie rotte, e così via.Oltre ai residenti, ne sanno qualcosa i commercianti.
I cittadini attendono risposte.
Andiamo a vedere
Facciamo un salto al Black Hole di via Cena per vedere un po’ la “logistica” del locale e anche incuriositi da questo angolo di case dell’800 che resiste, incurante delle trasformazioni urbanistiche e del tempo, che ne segna però pesantemente l’aspetto.
Non c’è più la scritta AMUCHINA sulla parete della fabbrica, crollata insieme a uno dei capannoni dismessi, sacrificati per far passare il Passante, che proprio in via Cena curva per raggiungere il viale Umbria. Finiti i lavori, la superficie è stata trasformata in un bel giardino estivo di 1800 mq, con gazebi, palco, bar, tavolini, e così via. Ci accompagna nel giro il signor Di Stefano, socio della società proprietaria della discoteca. Il giardino effettivamente è molto bello e le piante sono molto curate, il rumore, però? A detta del nostro interlocutore, l’impianto di diffusione della musica è tale che la musica è concentrata solo sul palco (“un sistema ideato dall’Università di Bologna”- ci dice), e ritiene che non provochi disturbo alle case che si affacciano verso il giardino stesso. Case forse non vicinissime, ma notoriamente il suono si propaga anche sulle lunghe distanze, se non incontra ostacoli.
Prendiamo atto che la proprietà dichiara di non voler creare disturbo e chiede “di farglielo sapere” se ci sono proteste o lamentele in proposito.
Ci facciamo accompagnare in un giro anche all’interno della discoteca, ricavata sempre in un capannone e quindi ampia e dai soffitti alti. Due sono le sale, di cui una più piccola, detta sala dei leoni perché all’ingresso si trovano due leoni pitturati d’oro, “riciclati da un giardino”.
Approfittiamo delle conoscenze del signor Di Stefano per sapere un po’ di storia di quegli edifici, in cambio lo informiamo dei progetti futuri sulle aree limitrofe, rimandandolo al nostro sito dove si possono trovare i progetti su Porta Vittoria e sull’area delle Autoguidovie Italiane.
Prima dell’Amuchina, quegli spazi erano utilizzati come magazzini per l’ortomercato, poi per produrre conserve alimentari.Dopo la dismissione dell’Amuchina, è rimasto tutto abbandonato a se stesso, poi comprato dalla attuale società che cinque anni fa ha aperto la discoteca “per evitare che continuasse a venire occupata abusivamente, nonostante i numerosi sgomberi effettuati”.
Non rimarrà certo in eterno così: la trasformazione dell’area Vittoria porterà anche trasformazioni su questo triangolo di vecchi edifici in posizione invidiabile e di pregio. Nel frattempo però non si può fare qualcosa?
Stefania Aleni
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