Le grandi passioni che sconvolgono la zona 4
Come prevedibile, abbiamo ricevuto alcune reazioni ai nostri articoli sui box in piazzale Libia.In particolare, diamo conto di due di queste, di segno opposto. La prima è stata una e mail di Cristina Massa, rappresentante del Comitato di piazzale Libia, che ha inviato a noi e a tutti i consiglieri di zona un lungo documento dove si ribadiscono le note posizioni del comitato stesso, espresse in svariate sedi (dai volantini, ai giornali, al Consiglio di Zona). Il nostro giornale le aveva riportate in dettaglio in un lungo servizio del gennaio 2003 (nr 45 di QUATTRO), a cui rimandiamo.
Un’altra mail, che rappresenta l’opinione di molti altri cittadini, ce l’ha inviata il sig. Riccardo Ciceri, che, fra l’altro, scrive “Viale Umbria è il confine fra inferno e paradiso: da una parte, viale Cirene, p.le Libia, ecc., grandi spazi delimitati dalle righe gialle, dall’altra automobilisti che girano disperati alla ricerca di un buco, anche irregolare, fra via Tito Livio, via Sebino, p.za Insubria, via Ennio, via Faà di Bruno, ecc… Dove parcheggiano le loro auto gli abitanti di quella zona privilegiata durante il giorno? Occuperanno, immagino, altrettanti spazi in altre zone della città. E chi deve temporaneamente sostare in p.le Libia o in v.le Cirene, compresi amici e parenti dei residenti in visita, dove metterà il suo mezzo? Probabilmente oltre v.le Umbria. ”Quattro” ha dedicato ampio spazio alle rivendicazioni degli abitanti di p.le Libia, i consiglieri (tranne due), li hanno appoggiati incondizionatamente (chissà perché). Non sarebbe il caso di dedicare un po’ di attenzione anche ai problemi degli abitanti confinanti, questi figli di un dio minore, anche se non hanno ancora inscenato proteste, con blocchi e striscioni?”
E così, la storia continua…S.A.
Una chicca: la planimetria del disegno originale del Piano Beruto
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