Presentare il Contratto di quartiere Ponte Lambro è lavoro quasi titanico, perché dietro il Contratto di Quartiere c’è il Progetto di Riqualificazione di Renzo Piano e dunque 5 anni di analisi e studio del territorio, di confronti, di elaborazione di proposte.Progetto ambizioso con modeste realizzazioni, almeno finora, ma che riceverà nuovo impulso dall’arrivo dei fondi stanziati da Comune, Regione e Aler proprio per finanziare quanto previsto dal Contratto di Quartiere: l’importo complessivo è di 33.273.914 euro.
Come nel caso dei precedenti articoli sui contratti di quartiere Mazzini e Molise-Calvairate, rimandiamo quanti fossero interessati ad approfondire il tema, al sito www.comune.milano.it/periferie dove è possibile trovare la documentazione sia del Progetto di riqualificazione Ponte Lambro, sia la Relazione programmatica della proposta di Contratto di Quartiere, un centinaio di pagine dal significativo titolo “Muovere Ponte Lambro”, redatta dal Comune di Milano e dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano.
In più, rispetto agli altri quartieri, è possibile recarsi presso il Laboratorio di quartiere Ponte Lambro con sede in via Ucelli di Nemi 17, secondo piano - tel / fax 02 501099 tel. 02 501125.
Noi qui invece elencheremo i principali interventi previsti, in particolari i lavori pubblici che andranno ad incidere sul territorio e gli interventi sulla residenza pubblica.

A questo asse appartengono le azioni relative alla riqualificazione, alla valorizzazione, all’incremento ed alla diversificazione dell’utenza del patrimonio abitativo pubblico.
Gli interventi di riqualificazione si propongono di raggiungere sia un obbiettivo di qualità abitativa, attraverso gli interventi di recupero e manutenzione delle strutture fisiche, che un obiettivo di qualità dell’abitare, intesa come qualità delle relazioni e recupero di un senso di appartenenza ai luoghi e di un comune terreno di regole condivise.
I complessi di edilizia residenziale pubblica (ERP) sui quali il Contratto di quartiere andrà ad operare sono tre: Ucelli di Nemi 11-36 (ALER), Ucelli di Nemi 58 (COMUNE) e Rilke 6-10 (COMUNE)
Le case di via Ucelli di Nemi 11-36 sono le cosiddette Case Bianche: la logica dell’intervento è quella di favorire una maggiore flessibilità tipologica degli alloggi (oggi tutti di taglio medio e grande), una complessiva riqualificazione architettonica degli edifici che rompa la monotonia dei corpi edilizi esistenti (questo può avvenire con l’utilizzo di tinteggiature diverse ed altri accorgimenti che diano maggiore identità ai singoli blocchi), ed infine di favorire una riprogettazione partecipata degli spazi comuni.
Per ridurre al minimo la necessità di effettuare un Piano della mobilità degli inquilini, si è scelto di effettuare gli interventi di recupero ed i frazionamenti degli alloggi senza spostare le persone, laddove possibile, introducendo tecniche costruttive e tecnologie che lo consentano.
In particolare gli interventi previsti sono i seguenti:
- manutenzione straordinaria degli impianti idrici, degli infissi degli alloggi, dei tetti e rifacimento delle coperture, degli ascensori, dei corpi scala, delle facciate cui si assocerà la predisposizione di un apposito piano del colore;
- frazionamento di 15/20 alloggi di grandi dimensioni attraverso l’utilizzo di pareti attrezzate che dovrebbero consentire di dividere gli alloggi senza spostare gli attuali occupanti;
- manutenzione straordinaria e riorganizzazione del piano pilotis.

L’edificio di via Ucelli di Nemi 58 rappresenta uno dei 25 interventi denominati Case Minime presenti sul territorio del Comune di Milano. Questa particolare tipologia ospita 35 alloggi di piccole dimensioni distribuiti su 5 piani e accessibili da un ballatoio ed un corpo scala addossati alla facciata dell'edificio. Gli spazi molto ridotti e frazionati, interni e di pertinenza degli alloggi, ne riducono notevolmente la funzionalità.
Il progetto sperimentale di ristrutturazione proposto punta a favorire una riqualificazione degli spazi interni e distributivi che, se ritenuta valida, potrà essere replicata anche per gli altri 24 quartieri.
Nel dettaglio gli interventi previsti riguardano:
- la manutenzione straordinaria e messa a norma impianti con la realizzazione di una centrale termica centralizzata; l’adeguamento normativo degli impianti interni agli alloggi e rifacimento di bagni e cucine; l’adeguamento dei vani interni di servizio con conseguente incremento della superficie residenziale dell’alloggio; la rimozione e modifica dei serramenti; manutenzione straordinaria degli ascensori; eliminazione delle barriere architettoniche; manutenzione straordinaria delle coperture e del sottotetto attraverso la realizzazione di 7 alloggi duplex, realizzati annettendo la volumetria di sottotetto agli attuali alloggi dell’ultimo piano.
Questo particolare intervento incrementerà la capacità insediativi complessiva del 20% portandola da 70 ad 84 utenti.
Inoltre è prevista la sistemazione generale dell’area esterna adibita a giardino; il rifacimento della recinzione; la realizzazione di isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti.
L' immobile di via Rilke 6-10 (di proprietà del Comune) si presenta in uno stato di profondo e diffuso degrado, che riguarda sia le strutture fisiche che la convivenza civile all'interno del complesso.
Il progetto proposto mira a realizzare un intervento leggero dal punto di vista dell’impatto delle trasformazioni sugli spazi della residenza, concentrando le azioni decisive sulla riorganizzazione degli spazi e delle attrezzature d’uso comune.
In particolare si ritiene opportuno intervenire suddividendo gli spazi di corridoio e creando corpi scala separati: lo spazio distributivo sul quale affacciano gli accessi di 32 alloggi per piano, infatti, ha dimensioni notevoli (circa 500 mq per piano) e questo lo rende una sorta di terra di nessuno.
Un ulteriore ragionamento è stato fatto per quanto riguarda il piano cantine e parcheggi che si presenta oggi in condizioni estremamente precarie a causa del perpetuarsi di comportamenti e usi non consentiti (il deposito di rifiuti ingombranti, il ricovero di motorini nelle cantine, l’abbandono di veicoli danneggiati nei posti auto); diviene necessario quindi intervenire per recuperare quanto è stato nel tempo danneggiato e ristabilire un quadro di regole condivise per quanto riguarda l’uso degli spazi.
Gli interventi al Piano Interrato prevedono dunque un generale intervento di bonifica igienico-ambientale, con rimozione di macerie e rifiuti e il ripristino della agibilità dei locali e della funzionalità di cantine, impianti e locali di servizio.
Gli interventi ai piani fuori terra prevedono il frazionamento dei corpi scala attraverso l’installazione di 2 nuovi vani ascensore, ripristino di corpi scala inagibili e la chiusura con opere murarie dei corridoi di collegamento in 3 diversi punti; la demolizione dell’attuale portineria e realizzazione di uno spazio adibito a portineria sociale nell’atrio d’ingresso.
Attrezzare Ponte Lambro
A questo asse fanno capo le azioni che riguardano l’adeguamento e il miglioramento delle infrastrutture e delle dotazioni di interesse pubblico.
L’analisi parte dalla cronica insufficienza ed inadeguatezza del sistema dei servizi, connessa alla monofunzionalità residenziale. Ad esempio a Ponte Lambro oggi è debolissima (quasi inesistente) la presenza di attività e servizi diversi da quelli essenziali (e cioè diversi da mercato, centro civico, posta, scuole, ambulatorio,…). Soprattutto per i giovani diviene indispensabile rivolgersi all’esterno del quartiere per soddisfare esigenze diverse da quelle residenziali.
Questa condizione implica l’isolamento sociale del quartiere rispetto alla città. Anche le attività commerciali presenti sono molto poche e faticano a sopravvivere.
Infine, le opportunità aggregative sono scarsamente diversificate tanto negli spazi adibiti quanto nelle natura delle attività previste.
Ecco allora la proposta di creare uno spazio pubblico e riqualificare il sistema di servizi attorno alla piazza/via Parea.
Lo spazio pubblico da riqualificare è quello compreso fra la chiesa, il centro civico ed il mercato comunale. Tutti questi edifici affacciano attualmente sulla via Parea in corrispondenza di un tratto in cui la strada si allarga: la proposta è di ripavimentazione e ridisegno del tracciato della strada per far raggiungere a questo luogo la dignità di piazza.
In particolare si interverrà sul lato nord della piazza integrando e completando la riqualificazione dello spazio antistante già prevista dal Programma Integrato di Intervento Parea – Serrati- Menotti .
Un secondo livello si concentra sulla ridefinizione, volta a costruire una più forte relazione con il contesto di strutture edilizie pubbliche e di uso pubblico: il Centro Civico, il Mercato Comunale, la Chiesa.
E’ inoltre prevista la riqualificazione dell’area a parcheggio posta sul lato est della futura piazza, attraverso un intervento di razionalizzazione della sosta e l’inserimento di alcune funzioni di presidio dello spazio, ad esempio una bocciofila ed un edicola (attualmente il parcheggio è considerato un luogo insicuro ed i veicoli posteggiati sono spesso oggetto di atti vandalici).
Anche per il Centro Civico sono previsti interventi di ridefinizione della struttura interna e degli accessi volti ad aumentare la flessibilità degli spazi e moltiplicare le possibilità d’uso, oltre ad un adeguamento generale ed una messa a norma dell’edificio.
Novità anche per il Mercato Comunale, struttura prefabbricata in cemento degli anni 80 di scarsa qualità architettonica.Il progetto preliminare prevede una generale ridefinizione della qualità architettonica dell’edificio ed in particolare della sua facciata verso la piazza, per aumentare la qualità esterna, favorire l'integrazione del mercato con il contesto, inserire il mercato in un disegno complessivo dello spazio pubblico. Questo potrà avvenire attraverso la realizzazione di tettoie per evidenziare gli ingressi, la creazione di uno spazio pubblico coperto disponibile ad una pluralità di usi, nuove insegne/totem per rinnovare la comunicazione dei mercati; nuovi volumi tecnici necessari agli adeguamenti igienici e tecnologici, ecc…
Per quanto riguarda la Chiesa, l’intervento prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche agli accessi, la creazione di un spazio per il sagrato antistante all’accesso principale che si andrà ad integrare con il resto della piazza ed infine la risistemazione delle aiuole verdi che circondano l’edificio.
Vi sono poi alcuni spazi nella zona sud del quartiere che si candidano a diventare nuove centralità per il quartiere: il Laboratorio di Quartiere ed il sistema delle Scuole.
Il Laboratorio è un contenitore di servizi differenziati, uno spazio polifunzionale all’interno delle Case Bianche di via Ucelli.di Nemi; allo scopo sono stati liberati 40 alloggi al posto dei quali saranno realizzati minialloggi per anziani, la sede degli uffici decentrati del Settore Periferie, un incubatore d’impresa, la sede del portierato sociale ed altri servizi d’interesse locale.
Altri interventi sono rivolti alla riqualificazione del nido e della scuola materna, i cui edifici sono più degradati e compromessi da un punto di vista fisico, rispetto all’edificio della scuola elementare.
Le scuole a Ponte Lambro rappresentano uno dei pochi casi di servizio funzionante e, per quanto possibile, aperto alle istanze del quartiere.
Riqualificazione del sistema della mobilità e delle connessioni tra le nuove centralità.
Il CdQ offre anche l’occasione per ripensare il sistema delle connessioni tra le principali centralità individuate, oltre al progetto di riqualificazione della piazza, si prevede infatti la ristemazione di Via Ucelli di Nemi (diversa regolamentazione della sosta, la previsione di elementi volti a ridurre la velocità dei veicoli e sottolineare gli attraversamenti pedonali, la ristemazione degli spazi verdi circostanti).
E’ anche in corso di studio il prolungamento della via Serrati, e nuovi attraversamenti orizzontali necessari a collegare direttamente il nucleo storico del quartiere (vie Umiliati e Camaldoli) con i quartieri ERP di via U. di Nemi e Serrati.
Per superare l’isolamento complessivo del quartiere attraverso il potenziamento dell’offerta di servizi di scala urbana, il progetto prevede il recupero di uno spazio attualmente inutilizzato ed in corso di acquisizione da parte del Comune, la Cascina Spazzola (sita in prossimità dell’area agricola confinante con la Tangenziale Est), e la creazione di un servizio che consenta di portare “nuovi soggetti nel quartiere” integrando una funzione ricettiva ed attività ricreative/culturali. L’idea è quella di attivare, in partnership con le Università, un progetto di ostello/pensionato studentesco che attivi un prima traiettoria di movimento dalla città verso Ponte Lambro.
La funzione ricettiva/d’accoglienza potrebbe essere integrata da una funzione aggregativi ad esempio attraverso l’apertura al piano terra del nuovo ostello di un bar, di una piccola sala musica/discoteca (come avviene in tutti gli ostelli all’estero), e magari di un piccolo spazio per concerti e spettacoli, che possano rappresentare contestualmente un servizio rivolto ai clienti dell’ostello e un’opportunità di incontro, scambio, svago e divertimento per la popolazione più giovane di Ponte Lambro.
L’importanza di questo progetto infine risiede oltre che in questi elementi e nella possibilità offerta di ripristinare all’uso un edificio storico del quartiere oggi abbandonato, anche nella possibilità che questo intervento offre di iniziare a riprogettare il confine ovest del quartiere ed il collegamento, per il momento solo ideale, con il progetto Rogoredo-Montecity e dunque con la città.
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