Oh, chi si rivede: GianMario Maggi

 

L’avevamo lasciato Presidente di Consiglio di Zona 4 e ora, a distanza di 12 anni, lo ritroviamo Console del Touring Club Italiano per Milano, dopo essere passato per la carica prestigiosa di Segretario Generale del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.Dopo anni in cui non ci si vedeva, ci siamo incontrati a una cena “revival” natalizia fra consiglieri di zona di vecchia data (prima elezione dei Consigli di Zona, per intenderci) organizzata dall’amico Velio Piccioni, e da lì è nata l’idea dell’intervista a GianMario Maggi, il personaggio pubblico della vecchia zona 4 sicuramente più rappresentativo di un intenso periodo di vita di quartiere (1957-1993)

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Per intervistarlo andiamo in corso Italia, presso la bellissima sede del Touring Club, dove Maggi ha il suo ufficio di Console per Milano ormai da quasi 4 anni (è stato coinvolto dall’attuale presidente Ruozi ed è una attività svolta gratuitamente).Il titolo di console sembra molto pomposo, ma nel Touring, fin dalla nascita, i consoli rappresentano il decentramento della associazione, quelle persone distribuite sul territorio che ai tempi organizzavano l’accoglienza dei soci e facevano da collegamento.Parla del Touring in termini entusiastici e si vede che questa nuova attività gli piace moltissimo; io però cerco di riportarlo in zona 4, cosa non difficile, visto che ci abita tuttora ed ha decenni di vita trascorsi qui.Nato a Porta Genova, infatti, si trasferisce presto in viale Molise 17, frequenta l’elementare Morosini e la Commerciale in viale Mugello: “Non c’era ancora il sottopasso allora, per cui per non fare tutto il giro, passavamo da viale Molise a viale Mugello attraverso un buco nella rete e attraversavamo i binari”.Inizia poi, già a 17 anni, nel 1957, la grande avventura: il primo giornale di zona di Milano “Il Dialogo” e la Cooperativa “Il Dialogo – informazione e cultura”.“Il Dialogo è nato nel Centro Sociale Molise, punto di aggregazione per il quartiere; lì si andava a vedere la televisione quando ce ne erano ancora poche; con la bella stagione la mettevano fuori e gli abitanti se la guardavano in cortile.Il primo direttore del Dialogo è stata la responsabile comunale del Centro, la dott.ssa Chimenti perché io non ero ancora maggiorenne.Sono poi stato direttore del giornale dal 1961 all’80, quando mi sono dimesso perché eletto Presidente del Consiglio di Zona 4.”I ricordi di Maggi di quegli anni sono innumerevoli, legati a un periodo estremamente fecondo di idee, voglia di partecipazione, iniziative.Il massimo di promozione culturale, aggregativa e civica è stato sicuramente il Teatro Quartiere:“Il Teatro Quartiere nasce nel 1973 come una emanazione del Piccolo Teatro, itinerante per le zone di Milano, ospitato in un tendone della Famiglia Medini.Quando il Comune poi lo voleva spostare per trasferirlo in un’altra zona, lo stesso Paolo Grassi si mise alla testa di un Comitato promotore che chiedeva all’assessore alla cultura di allora, Montagna, di tenerlo in piazza Cuoco: abbiamo così ottenuto una “duplicazione” del TQ, uno da noi e l’altro in viale Padova.

Ricordiamo gli spettacoli più importanti?“Era un teatro vero, abbiamo portato Dalla, De Gregori, Gaber, Ron, il Balletto di Carla Fracci (il cui papà abitava in via Etruschi).Funzionava anche da sala civica: vi si facevano assemblee pubbliche, prima che venisse costruita la Biblioteca Calvairate.Nell’84 poi il tendone era stato sostituito da un capannone, perché erano cambiate le norme di sicurezza, ma avevamo comunque un palco, reso un “vero” palco dal sipario del Teatro dell’Arte, regalatoci da Ciro Fontana, segretario generale del Sindaco.”

Il teatro effettivamente è sempre stato la grande passione di Maggi: fondatore e direttore del mensile “Spettacoli a Milano” dal 1982 al ’94, fondatore nel 1985 del “Club del Teatro” per la promozione del pubblico teatrale, Presidente del Festival teatrale “Milano Oltre” dal 1988 al ’92, dal 1990 al ’94 Consigliere di Amministrazione del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, di cui , come dicevamo all’inizio, è stato poi Segretario Generale al posto di Ave Ninchi, fino al dicembre 2001.

Ma, almeno in parte intrecciata alla attività del Dialogo e del Teatro Quartiere, c’è stata tutta la partita del Decentramento.“E’ Tognoli che mi ha voluto Presidente del Consiglio di Zona, ero nelle liste socialiste come indipendente e sono stato presidente dal 1980, poi rieletto nel 1985 e nel 1990.”Quasi 15 anni, anch’essi molto intensi, c’è qualche ricordo in particolare?L’elenco è lunghissimo, ne prendo solo qualcuno: “Siamo riusciti a mantenere la destinazione d’uso come cinema per il Colosseo, lo volevano trasformare in ristorante; abbiamo mantenuto anche la destinazione ad attività produttive ed artigianali della Lagomarsino; la sistemazione di corso XXII Marzo, la ristrutturazione della Palazzina Liberty, dove intensa è stata la collaborazione con l’arch. De Angelis.Noi volevamo farne una sede al servizio del quartiere, ma poi è stata assegnata alla Banda Civica;forse però non avremmo avuto le forze e le risorse per una programmazione solo zonale.Poi una bellissima iniziativa che forse pochi ricordano: nell’82 con alcune maestre della Morosini, gli alunni delle loro classi e i loro nonni abbiamo piantato gli alberi del filare interno dell’aiuola centrale di piazza Libia.Gli alberi sono stati adottati e seguiti nella loro crescita per alcuni anni: chissà che fine hanno fatto quei bambini, sarebbe bello ritrovarsi, fai un appello su QUATTRO!”

E com’era la storia del campo di bocce di viale Lazio?“Ah, quella è stata una storia da “lotta di classe”; all’inizio il campo da bocce era su Piazza Libia, e ben serviva a tenere lontano lo spaccio di droga presente ai tempi; ma i residenti non ne volevano sapere, hanno fatto di tutto, insulti e aggressioni verbali compresi in Consiglio di Zona, poi abbiamo trovato la soluzione del parterre centrale di viale Lazio: era uno dei primi campi bocce di Milano, a cui poi ne sono seguiti molti altri, molto apprezzati dai nostri anziani.”

Un’ultima curiosità: è vero che era tua la locomotiva a vapore del Parco Alessandrini?“Era della cooperativa Il Dialogo; fra le altre iniziative, facevamo delle gite con treni a vapore dalla Stazione Vittoria, a Canelli, a Lodi insieme alle scuole;dato che uno dei nostri soci, Recubini, era delle Ferrovie, a un certo punto c’è stata la possibilità di averne una per il Parco Alessandrini.Manon ce l’hanno regalata, l’abbiamo pagata a peso di ferro, abbiamo perfino fatto una colletta per acquistarla.Abbiamo dovuto anche comprare i binari e per un po’ di tempo siamo riusciti a farle fare un po’ di manutenzione: due verniciate, la pulizia da parte dell’AMSA.Poi è stata abbandonata a se stessa e a sgraditi visitatori…”Adesso nella nuova ristrutturazione del Parco Alessandrini la locomotiva non c’è più, “però abbiamo proprio un bel Parco, finalmente.

Ci sarebbe da scrivere un romanzo… Se Maggi cercasse un biografo, potremmo trovarglielo noi, ci candidiamo!

Stefania Aleni