Ritagli di un fumetto che fu
IL CAVALIERE SOLITARIO

Puntuale al nostro appuntamento, vi racconto un personaggio forse poco conosciuto per la sua breve apparizione in Italia (1939-1940 e 1948-1949) ma che ritengo piuttosto importante per la storia del fumetto internazionale.

Il Solitario della Foresta, Lone Ranger, creato nel 1933 da Francis H. Striker come personaggio di una serie di trasmissioni radiofoniche (1934-1941), approdò nel mondo del fumetto nel 1939 per opera del disegnatore Ed Kressy e successivamente di Charles Flanders.
Pubblicato in Italia nello stesso anno (1939) dalla Editrice Nerbini, Lone Ranger venne ribattezzato in modi diversi: il Cavaliere Solitario, il Re della Prateria, Il Solitario della Foresta, ma rimane soprattutto noto come “Cavaliere Solitario”.
Tra i fumetti di genere western, è stato quello che ha riscosso la maggiore popolarità e il suo successo editoriale lo pone come precursore di tutti i personaggi western che dal dopoguerra hanno accompagnato diverse generazioni di lettori.

Vi sintetizzo qui di seguito la fumettografia di questo protagonista.
In una imprecisata località del Texas, sei cowboys caddero in un agguato teso loro dalla banda di Butch Cavendish e soltanto uno di loro, per l’appunto Lone Ranger, riuscì a salvarsi grazie all’aiuto fornitogli da un indiano di nome Tonto.
Questa sua triste esperienza lo porterà a dedicare la sua esistenza a combattere e perseguitare i cattivi e i malfattori che scorazzavano nella prateria. Il suo salvatore, l’indiano Tonto, diverrà il suo fedele e inseparabile compagno.
Lone Ranger, nelle sue avventure per perseguitare gli avversari, adoperava una pistola fornita di proiettili d’argento e il suo cavallo, guarda caso, si chiamava Silver, cioè Argento.
Negli Stati Uniti la popolarità di questo eroe è stata così grande che il suo grido di guerra Hi-yo Silver away nell’attaccare i fuorilegge, fu adottato persino dai marines nelle più cruente battaglie della seconda guerra mondiale nel Pacifico.
Nel 1948, con l’apparizione nelle edicole di personaggi western made in Italy, come Tex disegnato da Aurelio Galleppini, iniziò un rapido declino del Cavaliere Solitario e le ultime pubblicazioni edite dalla Vallecchi e dalla Nerbini cessarono definitivamente verso la metà del 1949.

Oggi, il tempo trascorso e le poche pubblicazioni uscite nel periodo dal 1939 al 1949 (tenendo presente che nel corso della seconda guerra mondiale tutte le pubblicazioni, specie quelle di importazione dagli Stati Uniti erano state bloccate dalle autorità italiane) ne hanno fatto un punto di riferimento per il collezionismo del fumetto d’annata. I prezzi già alti nel recente passato, stanno lievitando notevolmente anno dopo anno considerandone anche la difficile reperibilità.

Edoardo Puglisi