Paesaggi urbani

Due letture per (ri)scoprire Milano e la Zona 4

Capita spesso che i cittadini sentano l'esigenza di saperne di più sulla città e sui quartieri in cui vivono.Si tratta di un segno importante, che testimonia la volontà di conoscere meglio i luoghi e di partecipare alla comune cittadinanza, ma che, spesso, non trova un'adeguata letteratura: o troppo generica, o troppo tecnico-specialistica e quindi di difficile lettura.

Due pubblicazioni in controtendenza sono state, tuttavia, recentemente realizzate su Milano e sulla Zona 4, e vogliamo segnalarle ai lettori di QUATTRO: due libri, scritti da altrettanti docenti del "Dipartimento di Architettura e Pianificazione" del Politecnico di Milano, non eccessivamente specialistici e, dunque, aperti alla lettura di un pubblico vasto.Entrambe le pubblicazioni offrono una chiave di lettura storica delle vicende urbane di Milano, dalla fine dell'800 fino ad oggi: indagano le cause, e gli effetti, all'origine del secolo di trasformazione più tumultuoso per la capitale lombarda, nel tentativo di riscoprire nuovi elementi della città contemporanea.

Il primo testo (Federico Oliva, L'urbanistica a Milano. Quel che resta dei piani urbanistici nella crescita e nella trasformazione della città, con sei itinerari, Hoepli, Milano, 2002), descrive lo sviluppo urbano milanese dell'ultimo secolo attraverso la lettura dei Piani Regolatori, a partire dal Piano Beruto del 1889 fino ad arrivare agli strumenti urbanistici comunali più recenti.L'obiettivo dichiarato dall'autore é quello di raccontare la città con la massima chiarezza e, attraverso un taglio interpretativo, riconoscere, in ogni sua parte, gli effetti dei Piani urbanistici che ne hanno progettato e realizzato l'espansione.

Con il supporto di un'interessante documentazione fotografica della Milano odierna, l'attenzione di Oliva spazia dai più significativi paesaggi berutiani (i viali alberati, le piazze, le cortine edilizie che tanto caratterizzano parte della Zona 4), a quelli della città prima e dopo la seconda guerra; dalla Milano del boom economico a quella dei quartieri popolari, per arrivare alle trasformazioni della città attualmente in atto.

 

 

La parte conclusiva del volume risulta particolarmente interessante per i cittadini della Zona 4: l'autore accompagna il lettore attraverso degli itinerari urbanistici dove gli edifici, i quartieri, le strade e i parchi diventano i protagonisti del racconto della città, utili a far meglio conoscere a chi vive quotidianamente quei luoghi quale sia stato il contesto ed il Piano urbanistico che li ha prodotti.L'itinerario n° 2, in particolare, descrive i quartieri razionalisti da viale Argonne (quartiere Fabio Filzi) fino a Viale Molise/piazzale Cuoco/via del Turchino (quartiere Maurilio Bossi e quartiere Ettore Ponti) e fino a piazzale Gabrio Rosa/viale Omero.

Il secondo testo (Gian Paolo Corda, a cura di, La città policentrica lombarda: Correlazione tra sviluppo urbano e reti di trasporto dal 1888 ad oggi, Franco Angeli, Milano, 2003), offre un contributo diverso, ma complementare, al primo.

Il punto di partenza della ricerca é rappresentato dalle preziose cartografie dell'Istituto Geografico Militare italiano e della Regione Lombardia, analizzate in serie storica (1888-1914-1936-1961-1994): per le principali città capoluogo di provincia (Brescia, Bergamo, Como, Cremona, Lecco, Pavia e Varese) le elaborazioni cartografiche, ed i testi, analizzano la costruzione generale della città nel secolo scorso, mettendo a confronto lo sviluppo urbano con il sistema delle reti di trasporto che lo sostiene.

Per il caso più significativo, Milano, viene sperimentata un'elaborazione cartografica più dettagliata che rappresenta il prototipo di una modalità di descrizione dello sviluppo urbano di una città: per ogni soglia storica, e con l'ausilio di una legenda che individua gli ambiti tematici scelti (rurale, urbano, reti infrastrutturali), le cartografie vengono colorate per rendere riconoscibili i diversi paesaggi che si sono succeduti nel XX secolo.

Per quanto riguarda la Zona 4, le elaborazioni ne descrivono con chiarezza le evoluzioni storiche: nel 1888, domina il paesaggio rurale delle cascine e delle coltivazioni agricole, con la città costruita che termina sul tracciato dei Bastioni spagnoli (gli attuali viali Caldara e Montenero); nel 1914, si completa la cintura ferroviaria con lo scalo di Porta Vittoria, e la città arriva fino all'attuale viale Umbria secondo il disegno del Piano Beruto; nel 1936, si riconoscono i primi tracciati del disegno urbano dei piazzali Martini-Insubria-Bologna-Gabrio Rosa con i quartieri popolari di inizio secolo; nel 1961, il disegno generale della città si estende fino alla cintura ferroviaria e, nel 1994, supera tale presenza infrastrutturale giungendo alla configurazione urbana di oggi.

Le cartografie sono ricche di informazioni e, con l'unica avvertenza di utilizzare una lente di ingrandimento, ognuno di voi potrà scoprire come, e quando, la propria casa e gli isolati più cari sono stati costruiti.

In definitiva, si tratta di due pubblicazioni utili per indagare, da diversi punti di vista, i segreti di Milano e della Zona 4.Le potete trovare nelle principali librerie di Milano.

Vito Redaelli