Ricordate le polemiche veementi sui giornali di settembre a proposito di Festival Park, il mercatino domenicale dell’usato sul retro di viale Puglie e piazzale Cuoco?Una eco alquanto intensa si è avuta anche in Consiglio di zona 4, durante una riunione apposita del 13 ottobre scorso, alla presenza di tutti i protagonisti: l’assessore al Commercio del Comune di Milano, Roberto Predolin, l’assessore alla sicurezza, Guido Manca, Filippo Colonna, gestore di Festival Park, accompagnato da avvocato, Sergio Cardona, locatario dell’area di proprietà della Sanitaria Ceschina, accompagnato da avvocato, Sandro Ravagnani, rappresentante di Pista 2000, secondo locatario dell’area.La presenza degli avvocati era dovuta al fatto che vi sono una serie di contenziosi che onestamente non siamo stati in grado di comprendere pienamente e che comunque riguardano le parti private.Qualche giudice deciderà, coi tempi della nostra giustizia.La riunione comunque ha permesso a tutte le parti di esprimersi e confrontarsi, in modo anche “vivace”, facendo emergere in particolare alcuni punti che riassumiamo così.
Primo problema: legale o illegale?Per l’assessorato al Commercio, il mercato è illegale, perché non è stata richiesta nessuna autorizzazione e perché una legge della Lombardia vieta i mercati domenicali di merce nuova.Al contrario, per la società Parkomodo, promotrice di Festival Park, si tratta di un mercato di scambio, o vendita a prezzi esigui, di oggetti usati o creativi di privati cittadini, su area privata, attrezzata allo scopo, vigilata.Per tale tipo di attività non è necessaria l’autorizzazione commerciale.C’è da precisare che inizialmente erano ammessi anche ambulanti con licenza commerciale, ma successivamente erano stati esclusi dalla possibilità di esporre e vendere (proprio per le ragioni di cui sopra).
Secondo problema: sicurezza e timore del suk.Uno dei primi timori espressi ed agitati è stato quello della sicurezza e della possibilità che l’area si trasformasse in un mercato caotico e irregolare (d’altronde l’esperienza in via Lorenzini e a San Donato poteva anche sollevare certe paure).Su questi timori si è concentrata la posizione negativa espressa dalla maggioranza del Consiglio di zona 4 sulla presenza del mercatino, mentre l’opposizione chiedeva di trovare una soluzione con tutti i soggetti interessati.A distanza ormai di due-tre mesi, l’esperienza ha dimostrato che l’organizzazione e la struttura del mercatino sono tali che tutte le attività sono svolte all’interno dell’area recintata nel massimo ordine.Anche molti cittadini residenti nelle vicinanze e anch’essi timorosi di uno sconvolgimento delle loro domeniche, si sono ricreduti e frequentano il mercatino, allo stesso modo come frequentano il Parco Alessandrini, quasi fosse un ampliamento dello stesso.
Terzo problema: che ne è del secondo lotto? (sottinteso: del parco Alessandrini)Ricordiamo che sull’area privata che va da viale Puglie a via Varsavia dovrà essere completato il progetto del Parco Alessandrini (il secondo lotto, appunto): essendo l’area privata, dovrà prima essere espropriata, e questo ha un costo, oltre ad una procedura che non è più così semplice come prima.Alcuni consiglieri di opposizione, poi, pensano che con le nuove attività che si stanno realizzando sull’area (gli spettacoli circensi, in particolare) il valore dell’area aumenterà e di conseguenza anche il costo dell’esproprio.Questo problema rimane, al momento, senza risposta, almeno rispetto ai tempi.L’Amministrazione non ha abbandonato il progetto, ma è probabile che passeranno ancora anni prima di vederlo realizzato.
E ora?Nonostante le multe alla Parkomodo per “L’apertura di una grande struttura di vendita”, il mercatino domenicale continua nella sua attuale forma.Anzi l’Amministratore, Filippo Colonna, e la Presidente dell’Associazione umanitaria e solidale LAPSUS, Gabriella Botti, rilanciano e offrono alla Zona 4 la disponibilità di circa 3000 metri quadrati di area attrezzata per organizzare manifestazioni ed iniziative per i cittadini.Ci si potrebbe fare un pensierino.
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