Campagna di divulgazione scientifica promossa da QUATTRO

La vera storia di Mamma Aritmetica e Papà Calcolo

Mamma Aritmetica è proprio una santa donna: avere dieci figli è già un problema di per sé, poi quando questi dieci figli sono i Numeri, il problema diventa veramente di difficile soluzione. Lei poi, che è originaria della Sicilia, quando ancora era Magna Grecia, si è trovata questi dieci rampolli che tutti, chissà perché, chiamano numeri arabi, anche se il marito e papà delle creature, il signor Calcolo, si è trasferito da Roma molti anni fa. La giornata di Mamma Aritmetica è dunque molto pesante: riesce a stare in pace solo quando i Numeri sono a scuola, mentre il momento più tragico è proprio il ritorno a casa, quando tutti vogliono raccontare contemporaneamente le loro disavventure.
Zero
torna a casa sempre arrabbiato, spesso piangente, perché in classe nessuno lo considera: “tu non conti niente – gli dicono i compagni – l’ha detto anche la maestra che lo zero non serve per contare; puoi aggiungere tutti gli zero che vuoi, intanto non cambia niente.”
Uno è un tipo un po’ solitario, non vuole mai lavorare in gruppo, la maestra riesce a coinvolgerlo solo durante le marce in cortile: uno-due, uno-due, uno-due;allora si sente importante, perché tutti vanno al passo.
Due invece non partecipa molto volentieri alle marce; lui vuole sempre stare in coppia, in fila per due, o al massimo in fila per tre col resto di due, sogna una capanna per due cuori e si accontenta dell’ambo quando gioca a tombola.
Tre è un po’ presuntuoso, crede di essere perfetto, dice che anche Pitagora l’ha detto, o forse era Archimede, macchè era Archimede Pitagorico, non leggete voi Topolino? Comunque sia, i compagni di Tre non lo possono vedere e appena la maestra gira l’occhio, gli fanno un sacco di dispetti, gli tirano le orecchie tre volte, gli strappano tre fogli dal quaderno, gli fanno tre boccacce.
Quattro studia proprio poco e un giorno sì, un giorno no, torna a casa con dei brutti voti: quattro in italiano, quattro in storia, quattro in geografia, quattro in scienze: una vera strage.Le prime volte per paura delle sgridate aveva fatto credere alla mamma che l’insegnante scriveva il suo nome davanti alle materie perché era sempre pronto a rispondere esattamente alle domande, ma la verità era venuta poi a galla, e così si era pure preso quattro sonori ceffoni.
Cinque è un po’ complessato: non si sente adeguato, vorrebbe di più, ma non riesce.Qualunque cosa faccia, l’insegnante dice che non è sufficiente, “sei sempre il solito, Cinque”.Solo quando in famiglia si gioca a tombola e fa cinquina è contento, anche se vorrebbe tanto fare “Bingo!” “Sei attento?” “Sei preparato?” “Sei sicuro della risposta?”
Sei
sobbalza sempre sulla sedia quando le maestre fanno queste domande, pensando che si rivolgano a lui. Ogni volta sta per rispondere “ma veramente io….”, quando si accorge che la maestra ce l’ha con uno dei gemelli Bim, Bum, Bam, sempre lì a vedere se è pari o dispari! Ad ogni modo Sei si sente pari agli altri, non ha complessi né di superiorità né di inferiorità. C’era stato un periodo di incomprensioni col fratello Sette, che non voleva accettare di essere pari a Sei; Sette si sentiva dispari, non perché si voleva dare delle arie, ma perché era proprio così: ci sono i pari e ci sono i dispari, che male c’è?Anche Mamma Aritmetica era dovuta intervenire ad un certo punto per mettere pace, e siccome l’Aritmetica non è un’opinione….Sei aveva accettato di non essere pari al fratello dispari.
Otto
è il più bonaccione, oltre che il più rotondetto, e non si cura molto dei compagni che si prendono gioco di lui.“Otto, hai mangiato il risotto?” “Otto, ti piace il prosciutto cotto?” “Otto, hai sentito che botto?”, e via di questo passo. Solo una volta Otto ha perso la calma e ha mollato un gran cazzotto a un bassotto della classe accanto che l’aveva preso di mira.
Nove
è il più grande ed esercita il suo ruolo con grande equilibrio, saggezza e senso di responsabilità. I più piccoli possono contare su di lui per le operazioni più difficili. Basta fare la prova del Nove e sono sicuri di aver fatto giusto. Dopo di lui per fare un nuovo numero bisogna essere in due, e se non si va molto d’accordo, tutti i calcoli vengono sbagliati. E il papà? Papà Calcolo è un gran brav’uomo, gran lavoratore. D’altronde per mantenere una famiglia così numerosa, ne devi fare di calcoli!L’unica cosa di cui i figli si lamentano con la mamma è che a volte è molto severo e, soprattutto, non li aiuta con i campiti: passi per i temi, ma per i calcoli potrebbe veramente dare una mano!!

Quadrata Radice