Anche quest’anno la stagione 2004/2005 del teatro Oscar è il risultato di una formula vincente: la giusta misura con cui si mescolano tradizione e novità.
Con grande anticipo sulla data d’inizio, martedì 28 settembre sono stati presentati i testi in programmazione dal direttore artistico Giancarlo Volpi, dai registi Silvano Piccardi e Vincenzo Ziccarelli e dall’attore Piero Mazzarella, protagonista della commedia: “Chi trova un amico… trova un nemico!”.
Il cartellone si apre con il ritorno al teatro di un grande attore,Gabriele Ferzetti, che propone una novità assoluta di Vincenzo Ziccarelli, ”La casa di pietra”. Il lavoro è un condensato di passioni, solidarietà, vitalità che si rivelano nel confronto-scontro tra tre generazioni: un nonno, novantenne contadino legato alla sua casa di pietra, un figlio ragioniere che si è integrato socialmente ma poi smarrito nel disordine della città e infine un nipote studente universitario fuori corso e tossicomane. La vicenda del passaggio dalla civiltà contadina alla devastante età del consumismo si snoda in un dialogo serrato tra i protagonisti per comunicare che i giovani, attraverso la conoscenza, possono ritrovare la forza di riprendere il cammino del riscatto che per i padri è stato ben più difficile.
Segue una commedia classica milanese,”Chi trova un amico…trova un nemico” interpretata da un maestro della scena, Piero Mozzarella. La regia è di Silvano Piccardi che, dal palco del teatro Oscar, ha posto l’accento sull’importanza della problematica intercorrente tra l’amicizia e l’inimicizia, interrogandosi sulla sostanza di rapporti che a volte procurano un po’ di amarezza. Sandro, un uomo dall’onestà assoluta, quella dei lavoratori che hanno fatto grande la Milano del XX secolo, accoglie in casa lo svizzero Enrico. L’uomo sostiene di essere un suo vecchio amico, mostrandosi pieno di attenzioni e di promesse. E’ proprio questa la verità o forse Enrico appartiene a quel mondo dei furbi che adesso la fanno da padroni? Il testo di Pino Silvani spia con ironico disincanto il mondo che ci circonda, dipingendo con abile mano di ritrattista uomini e interni milanesi.
Poi, in collaborazione con la compagnia “Gli ipocriti” la Teatro cultura Produzione porta in scena il “Postino di Neruda” di A. Skàrmeta che vede sul palcoscenico la presenza di un altro grande attore, Antonio Casagrande, interprete di testi di Eduardo De Filippo. Una serie di importanti ricorrenze accompagnano questo debutto: proprio i 50 anni dalla nascita di Massimo Troisi, indimenticabile interprete del film omonimo, e alcuni tristi eventi che colpirono il Cile negli anni ’70, tra cui la morte del poeta Neruda.
Chiude la stagione una novità assoluta: “Finchè c’è vita” di Nadiezda Ptushkina, per la regia di E. Landi, che quest’anno è stato insignito dal presidente Putin del massimo riconoscimento del Cremlino, “Il premio di stato”, come miglior regista, fino ad oggi esclusivo appannaggio dei Russi. Si tratta di una spassosa commedia sentimentale interpretata da Benedetta Buccellato, Isella Ortis e Miriam Crotti. Il lavoro è pieno di battute folgoranti e di situazioni paradossali, in cui, con un sottofondo di malinconia, sembra sorgere spontanea la domanda: “Chi ha detto che ad una certa età l’amore è impossibile per una donna?”
A Natale i desideri possono avverarsi, anche i più impossibili, perché finchè c’è vita…
Giancarlo Volpi ha ricordato, oltre alla produzione teatrale proposta, il progetto “Teatro Ragazzi” che si ispira alle fiabe della tradizione e alla grande letteratura per l’infanzia, portando sulla scena “L’albero delle bolle”, “Cenerentola” di Perrault, “Biancaneve” dei fratelli Grimm e “La lampada di Aladino” da “Le mille e una notte”.
Ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di due nuove iniziative: il concorso di drammaturgia contemporanea tra gli autori italiani di teatro che ha per finalità il premio più grande, la rappresentazione scenica del testo premiato e il teatro in inglese per bambini con uno spettacolo interattivo in lingua inglese liberamente ispirato al mondo del famoso Sherlock Holmes. Ancora qualche momento per presentare le proiezioni del Teatro di Parola sulla programmazione del Cineforum e poi è intervenuto Piero Mazzarella sul testo che interpreterà. Nelle sue riflessioni gli uomini sono portati a vedere negli altri la parte migliore di se stessi e la cosa è ancora più evidente se “gli altri” sono persone amate. Ma ciascuno è quello che è e non quello che si vorrebbe che fosse e da questa considerazione alla disillusione il passo è davvero breve. Il lavoro offre l’occasione di gustare il valore di un’arte di cui l’attore è uno dei grandi depositari e proprio per questo motivo Piero Mazzarella ha ricordato con struggente rispetto quelli che hanno reso grande il teatro. Tra questi un particolare pensiero è andato ad Angelo Musco che per caso o meglio per sostituire un attore ammalato fu invitato a Milano per una sera e tenne la scena per ben 9 mesi con la sua compagnia di Guitti, attori poveri e itineranti ma di vera e rara nobiltà sul palcoscenico.
Patrizia Avena
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