A bordo campo
Il Calcio giovanile e dilettantistico è molto praticato in zona 4: Ausonia 1931, Sporting Milano, Macallesi, Milanese Corvetto e Calvairate impegnano settimanalmente e per almeno 10 mesi all’anno un migliaio di bambini, ragazzi, adolescenti e alcuni adulti. Il valore sociale indiretto di questa attività è conosciuto: l’attività sportiva continuata all’aria aperta porta benefici alla salute; i giocatori o presunti tali imparano a conoscere i loro limiti, si confrontano con compagni ed avversari in un gioco di squadra che però lascia spazio ai valori individuali. La partecipazione è praticamente accessibile a tutte le borse (la quota annuale è equivalente a 3 sedute di Shiatsu) ed il materiale sportivo necessario è limitato. Gli operatori delle Società sportive di questo tipo, salvo qualche Allenatore, sono tutti volontari e appassionati dello Sport praticato. In questo quadro idilliaco però qualcosa stona ai bordi dei vari campi da gioco: i sostenitori (o presunti tali). Infatti, ad assistere alle gare, giunge una gamma di sostenitori differente a seconda dell’età dei partecipanti alla stessa. Per i giocatori da 8 a 12 anni (Pulcini, Esordienti) il pubblico è formato quasi esclusivamente da genitori, zii, nonni o parenti in genere. I genitori si possono suddividere in tre correnti di pensiero: quelli che il loro figlio è un campione costretto a giocare con incapaci; quelli che, indifferenti, il figlio fra tutti gli sport bellissimi doveva scegliere proprio il calcio e non vedono l’ora di tornare a casa e quelli che il figlio è proprio scarso ma devono giocare tutti lo stesso e confrontano il tempo in cui è stato in campo rispetto ai compagni con il cronometro. Queste differenti posizioni sono fonte di discussione con Dirigenti e Istruttori e, difficilmente, trovano un punto di incontro. Ma il bersaglio preferito e incontrastato è uno solo: l’Arbitro. Questo indispensabile oggetto per la disputa delle gare, in queste categorie obbligatoriamente fornito dalla società ospitante, a cui vengono addebitati accessori ramificati sulla testa e mogli (madri e sorelle) di dubbia moralità, sono sempre e comunque i responsabili di qualunque sconfitta (anche quando si perde con 4 autoreti e 5 gol sbagliati soli davanti alla porta).
Per i ragazzi dai 12 ai 16 anni (Giovanissimi e Allievi) il pubblico cambia. Diminuiscono i genitori e aumentano i tifosi e gli appassionati, in quanto è ora gioco del calcio con le regole classiche, come quello che si vede in televisione. I genitori rimangono di due categorie: coloro a cui non piaceva il calcio si sono rassegnati, ora stanno a casa. Il bersaglio preferito è sempre il Direttore di Gara, fornito ora dalla Federazione Gioco Calcio, sempre glorificato da escrescenze ramificate e parentele femminili dedite all’antico mestiere. L’accusa che per i Dirigenti era di faziosità ora è mutata in cecità e incompetenza.
Per gli adolescenti da 16 a 21 anni (juniores, under 18 e under 21) cominciano ad apparire le girl friend o fidanzate. Il pubblico scarseggia e i genitori sono quasi tutti scomparsi. L’Arbitro è sempre il grande imputato ma le accuse non arrivano generalmente dal pubblico: ora sono i giocatori che cominciano a farsi sentire. Fioccano le prime espulsioni pesanti e gli importi delle sanzioni comminate dalla F.I.G.C. aumentano sensibilmente. Inaspettatamente il top dell’intolleranza viene raggiunto nella Terza Categoria dove il pubblico è formato principalmente dalle mogli, fidanzate, figli e genitori maturi e l’età dei giocatori – professionisti, imprenditori, impiegati e operai – farebbe supporre un comportamento non esasperato. Recentemente ho assistito ad una gara dove un giocatore espulso ingiustamente ha tentato più volte di aggredire l’arbitro (invero non immune da altri errori marchiani) e, dopo la sospensione della gara da parte di quest’ultimo, divenire oggetto di insulti reiterati da parte dei sostenitori prima descritti e addirittura di un tentativo di danneggiamento dell’auto dell’arbitro parcheggiata all’interno. Questo probabilmente porterà ad una possibile squalifica del campo e altre pesanti sanzioni ma, quel pubblico, non coinvolto nell’attività della Società Sportiva, tornerà soddisfatto e tranquillo alle proprie occupazioni senza preoccuparsi dei danni procurati con il proprio comportamento.
Ernie Kovacs
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