Dislessia e discalculia evolutiva in un corso di formazione in zona 4
Nei pomeriggi del 17, 24 e 31 marzo 2004 si è svolto, presso il teatro della Quattordicesima, un corso di formazione dal titolo: “ Dislessia e discalculia evolutiva- Individuazione e trattamento”.
Il corso è stato organizzato dalla Direzione Didattica Renzo Pezzani di via Martinengo in collaborazione con il Consiglio di Zona 4.
Relatore è stato il dott. Enrico Profumo, Presidente dell’Associazione Italiana Dislessia per la sezione di Milano, che ha sede in via Vallarsa.
La partecipazione di 450 insegnanti è indice di quanto il problema sia sentito dai docenti che difficilmente riescono ad affrontare il problema senza adeguate informazioni.
Cercando di non essere troppo tecnici, facciamo una carrellata dei problemi affrontati, fornendo una serie di informazioni che possono essere utili a tutti.
La dislessia, innanzitutto, è un meccanismo funzionale che non permette la raccolta della decodifica ortografica. Vi è una dislessia acquisita che è una patologia traumatica e la dislessia evolutiva, più frequente, che ha origine congenita, eredo-familiare. E’ una condizione neurologica complessa di origine costituzionale. Per questo, i bambini dislessici non sono in alcuna maniera meno intelligenti rispetto ai soggetti normali. Nei bambini affetti però risulta utile favorire meccanismi di compensazione che li supportino nell’individuazione di strategie che diminuiscano le loro difficoltà.
Centri di diagnosi attrezzati sono presenti al Besta, al Niguarda, al S. Paolo, al S. Carlo. Studi effettuati sull’evoluzione dei soggetti dislessici riportano che il 20% risulta recuperato, il 45% compensato, ovvero il disturbo è diminuito tanto da permettere la lettura ai fini accademici, e il restante 35% resta dislessico.
Esistono segni precoci di dislessia, quali un disturbo fonologico di linguaggio. Infatti l’80% dei bambini che all’inizio dell’alfabetizzazione hanno un disturbo fonologico vanno poi incontro a disturbi di automatizzazione della lettura o a disturbi d’apprendimento.
Per quanto riguarda i disturbi di scrittura, essi si manifestano come disortografia (disturbo che impedisce la realizzazione ortografica delle parole) e disgrafia, che impedisce l’automatizzazione del processo grafico.
Un numero significativo di dislessici ha un problema associato di linguaggio o di calcolo: si parla allora di discalculia, o acquisita per evento traumatico, o evolutiva, che è un disturbo selettivo del processamento numerico.
I bambini discalculici hanno difficoltà nell’enumerare indietro e sbagliano spesso in prossimità delle decine per un problema di transcodifica; hanno difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri; hanno difficoltà nel calcolo a mente, nell’apprendimento delle tabelline e nel calcolo scritto.
Una diagnosi di discalculia si può fare solo alla fine della terza elementare e la sua incidenza è del 4 %.
Per quanto riguarda l’intervento terapeutico è fondamentale la figura dell’insegnante. Infatti occorre evitare di ricordare al bambino dislessico il proprio difetto per evitare la rabbia del soggetto, conscio di avere un difetto. I due stati in cui si può diminuire il difetto sono la scuola materna e il primo ciclo delle elementari. Dalla quarta elementare in poi la rispondenza è più bassa. Esistono degli strumenti alternativi per la lettura che possono essere di utilità in caso di questi difetti: libro parlato, sistemi di sintesi vocali, computer, calcolatrici. Il bambino deficitario deve essere instradato all’utilizzo di strumenti alternativi per la lettura.
I soggetti dislessici hanno difficoltà anche nell’apprendimento di lingue straniere per la diversità della struttura ortografica delle varie lingue e per la diversità fra lingua parlata e scritta.
Fra le modifiche della didattica consigliate a favore dei soggetti dislessici, vi sono la dispensa da alcune prestazioni come la lettura a voce alta o lo studio delle tabelline; la dispensa dallo studio di lingue straniere, almeno in forma scritta; concessione di tempi più lunghi per le prove scritte e per lo studio; l’uso, dove necessario, di strumenti compensativi ed informatici; l’utilizzo, per lo studio, di cassette registrate, ecc.
Per chi fosse interessato ad approfondimenti, segnaliamo il sito www.dislessia.it e l’e mail info@dislessia.it

Marco Distefano