A MILANO IL “CONSERVATORIO“ DEL JAZZ
Un fiore all’occhiello della nostra zona
Lezione con il maestro Giorgio Gaslini
Da circa tre anni in via Colletta, al numero civico 51, sono operativi i civici corsi di Jazz fondati nel 1987 dall’Associazione Culturale Musica Oggi, attiva nel campo della didattica, della pubblicistica, dell’organizzazione di rassegne e stagioni di concerti. Questi corsi sono parte integrante dell’Accademia Internazionale della Musica, che ha raccolto l’eredità della famosissima Civica Scuola di Musica di Milano. Quindi la nostra zona ha il grande onore di ospitare una vera e propria università del Jazz, sicuramente la più importante in Italia e tra le più prestigiose in Europa. “Musica Oggi” è diretta dai musicisti Franco Cerri, Enrico Intra e dal musicologo Maurizio Franco, nomi di tale fama nel panorama jazzistico internazionale da non aver certo bisogno di presentazioni.
Franco Cerri, presidente di Musica Oggi, è uno dei principali solisti della chitarra jazz europea. La sua storia attraversa tutto il periodo che va dal secondo dopoguerra alla contemporaneità e presenta un percorso che lo ha visto suonare con molti grandi artisti europei e americani, dirigere proprie formazioni e condurre fortunati programmi televisivi dedicati al jazz.
Enrico Intra, responsabile dei Civici Corsi di Jazz, pianista e compositore dagli ampi orizzonti culturali, ha sviluppato una linea jazzistica prettamente europea, nella quale convergono l’uso dell’elettronica, la scrittura per archi e la predilezione per forme aperte che favoriscono la ricerca intorno al “suono”.
Maurizio Franco, musicologo e critico musicale, è coordinatore didattico dei Civici Corsi di Jazz e Direttore della pubblicazione della rivista musicale “Musica Oggi”. Docente di Storia ed Estetica del Jazz, collaboratore di testate specializzate, di moltissime altre riviste musicali e della rete culturale della radio della Svizzera italiana, è attivo anche come direttore artistico di rassegne quali l’Atelier Musicale e Iseo Jazz.
Da sinistra Enrico Intra e Maurizio Franco
L’Associazione ha ricevuto dal Comune di Milano, nello scorso mese di dicembre, la più ambita delle benemerenze civiche: l’Ambrogino d’Oro. Noi di QUATTRO abbiamo incontrato ed intervistato Enrico Intra e Maurizio Franco che ci hanno ricevuto con grande cordialità e che, con altrettanta disponibilità e simpatia, hanno risposto alle nostre domande. La scuola, considerata di specializzazione, conta circa 160 iscritti di età compresa tra i 20 e i 30 anni e già in possesso di buone basi culturali e musicali.
Qui si affronta lo studio del jazz in una prospettiva storicamente globale, attraverso l’analisi delle diverse tipologie espressive che hanno caratterizzato questo genere musicale dalle sue origini ai giorni nostri. Qui si cura, in ambito jazzistico, la doppia trasmissione del sapere, dal momento che, tra parte scritta e orale, c’è un legame imprescindibile come quello esistente tra espressione e pratica concertistica. E ancora dal profondo legame tra didattica e produzione i corsi hanno creato formazioni stabili e hanno dato vita ad iniziative di altissimo valore artistico. Tra le prime spiccano la Civica Jazz Band diretta da E. Intra, il Coro dei Civici Corsi di jazz diretto da F. Oliveri e il Franco Cerri Guitar Quartet diretto appunto da F. Cerri. Tra le seconde, a partire dagli anni ’80, sono da ricordare “Il Jazz degli Altri Mondi”, “Il Jazz è Donna”, “Il Jazz in Europa” e la famosa manifestazione “Jazz in Metrò”, divenuta poi “Musica in Metrò” e realizzata in più edizioni. Una precisa filosofia: favorire musicisti italiani ed europei, senza esclusioni stilistiche e ideare rassegne del tutto estranee alla logica delle agenzie di spettacolo. Infatti è fondamentale per gli artisti abbinare aspetti di puro divertimento a momenti di formazione culturale. Il successo di critica e di pubblico ci consente di fare una riflessione: “Musica Oggi” è senza dubbio un punto di riferimento per la musica afroamericana, ma è anche grazie a questa Associazione che possiamo conoscere e apprezzare un jazz “non americano” altrettanto grande. I criteri di selezione per essere ammessi ai corsi sono in sintonia perfetta con questa filosofia e con l’esigenza di formare soggetti in grado di svolgere un’attività professionale ed artistica. Hanno grande importanza il senso del ritmo, la capacità d’invenzione e soprattutto la predisposizione per questa lingua musicale insieme a solide basi culturali. Gli ingredienti: un’offerta altamente qualificata, un’elevata operatività che scaturisce dalla sinergia tra musicisti e musicologi e infine sintesi costante tra gli aspetti didattici, concertistici e pubblicistici. L’unica nota dolente sono i finanziamenti: scarsi i pubblici, quasi inesistenti i privati. I fondi derivano principalmente dall’organizzazione di iniziative e da fidi bancari concessi ai direttori. Gli Enti lirici assorbono tutto o quasi tutto. La Scala gode dei maggiori privilegi e incamera circa l’80% dei finanziamenti pubblici e privati. Tutti sono consapevoli del suo rilievo sulla scena internazionale e a nessuno verrebbe in mente di negarle il necessario sostegno. E’ sbagliato però investire solo sul ritorno in visibilità e in immagine, perché sostanzialmente di questo si tratta. Bisogna invece dare impulso ad altri generi, dare spazio a musicisti contemporanei, sostenere insomma la ricerca di linguaggi che ancora oggi si trasformano, come il jazz.
Visitiamo poi, insieme ai nostri intervistati, aule che si affacciano su un lungo corridoio costellato di immagini, volti e nomi leggendari. Dietro alle porte appaiono spazi insonorizzati e allievi motivati ed entusiasti intorno al loro docente. Mi sembra di sognare! Riconosciamo il maestro Giorgio Gaslini. Mi sento viva e “respiro”, come ormai mi succede di rado, innovazione, stile e cultura. Sì, sto proprio sognando! Di questi tempi notorietà e successo non sempre si accompagnano a professionalità e talento.
Patrizia Avena
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