S.S. AUSONIA 1931: una storia tutta locale
Non è agevole raccontare una storia che fra sfratti, difficoltà burocratiche, volontà politiche, strumenti urbanistici, ristrutturazione dei mercati all’ingrosso, passante ferroviario, penetrazione della Paullese, progetti e rinunce, si è sviluppata nell’arco di 22 anni. Ci proveremo.
Nel luglio 1980, nell’ambito di una prevista ristrutturazione globale dei Mercati Generali all’ingrosso, il Comune di Milano cedeva il diritto di superficie per 90 anni alla SO.GE.MI su una vastissima area che partendo da Viale Molise, sulla sinistra di Via Lombroso, arriva fino alla cinta ferroviaria.
A conseguenza di questa concessione il Comune, nel maggio del 1982, intimava alla S.S. Ausonia 1931, che occupava con regolare convenzione l’area a ridosso della ferrovia fin dai primi anni ’50, di lasciare libera la stessa nel perentorio periodo di 20 giorni. Immediata la reazione dei dirigenti sportivi che, con l’appoggio delle oltre 200 famiglie partecipanti all’attività, chiedevano la possibilità di un’area alternativa e, soprattutto, lo spostamento dei termini del trasferimento. Nell’agosto dello stesso anno il Consiglio di Zona 4, attento alla conservazione delle realtà sportive di zona, identificava un’area ai margini del futuro parco Alessandrini compresa fra le Vie Varsavia-Sacile-Bonfadini, area utilizzata a quei tempi come discarica e recupero delle cassette di frutta e ortaggi. Veniva quindi stipulata una convenzione provvisoria di 9 anni e l’area veniva consegnata all’AUSONIA. Nel frattempo, i faraonici progetti sia del Parco Alessandrini che dei nuovi Mercati Generali subivano progressive riduzioni e il terreno di via Lombroso perdeva, temporaneamente, di interesse per la SO.GE.MI, almeno per quanto riguardava la disponibilità immediata. Negli anni successivi, periodicamente, veniva richiesta la disponibilità dell’area e varie proposte di utilizzo venivano formulate: parcheggio TIR, vasche di compostaggio, strade interne ai mercati; la situazione sembrava aver perso l’urgenza. Nel 1988, con l’inizio della costruzione dei nuovi mercati del pesce e dei fiori, la questione ritorna prepotentemente d’attualità; nel giugno di quell’anno l’area di Via Varsavia viene riconsegnata all’Ausonia che provvede, a proprie spese e con il concorso dell’AMSA, alla rimozione dei rifiuti e alla contestuale recinzione esterna. Con la Ripartizione Sport viene stipulata una nuova convenzione ventennale (1990) e dopo pochi mesi presentato il progetto per ottenere la concessione edilizia. Per anticipare i tempi viene realizzato il campo e la recinzione interna dello stesso (1991). Con la convenzione operante, il progetto presentato e tempi non strettissimi per la realizzazione delle opere, la situazione sembra sotto controllo. La dirigenza dell’Ausonia di allora, certa della continuità della Società Sportiva, si fa da parte per favorire un rinnovamento nei quadri. Purtroppo, nonostante i continui solleciti e richieste di informazioni, anche da parte del Consiglio di Zona, nulla si riesce a conoscere sull’iter della concessione edilizia e, solo nel 1996, dopo 7 anni, si scopre che la pratica non è stata neppure esaminata in quanto per il parco Alessandrini l’Amministrazione Centrale non aveva ancora predisposto il Piano Particolareggiato di Attuazione (PPA). Questo indispensabile strumento urbanistico verrà approvato, includendo la parte relativa all’Ausonia, solo nel 1987. Nel frattempo, l’area di via Varsavia, rimasta ovviamente incontrollata e con le recinzioni distrutte, torna ad essere discarica abusiva, luogo di commerci illeciti e campo di sosta per carovane di nomadi. Qualcuno dell’Amministrazione, per impedire la sosta delle roulotte, decide di fare delle montagnette, distruggendo anche la rete interna ed il campo predisposto. Dopo l’approvazione del PPA l’Amministrazione Comunale si sveglia e, come di consueto in termini imperativi, chiede di presentare un nuovo progetto per la concessione edilizia (quello del ‘90 non si è più trovato) e di prendere in carico l’area nello stato di fatto in cui si trova: alla riluttanza dell’Ausonia la ripartizione Sport risponde con l’annullamento unilaterale della convenzione (1999) senza neppure comunicarlo alla società sportiva. Ed entriamo nel nuovo millennio: nel 2000 incombe sull’area di via Lombroso un’opera che 18 anni prima, seppur prevista, non era neppure stata presa in considerazione: il passante ferroviario.
La nuova dirigenza Ausonia, che sul problema si era addormentata, corre ai ripari. Scopre che la convenzione ventennale era stata annullata, richiama alcuni vecchi dirigenti, coinvolge tutte le conoscenze e gli amici possibili, richiede una nuova convenzione, presenta nel 2000 un nuovo progetto, concorda con l’impresa appaltatrice dei lavori del Passante tempi che ne consentano l’attività. L’esame e la verifica di questi nuovi documenti, a causa dell’iter burocratico, richiede tempi lunghi ma ora, marzo 2004, la Convenzione, seppur molto più onerosa, è operante. Non rimane che augurare a Maurizio Prevedello, Presidente dalla stagione sportiva 2003/2004, l’onore – e l’onere – di realizzare il nuovo Centro Sportivo.
Ernie Kovacs
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