I contratti di quartiere: da non perdere!
Lo si dice da molti anni, ma lo si pratica poco: se si vogliono risanare i quartieri di edilizia popolare, in particolare quelli “storici”, risalenti agli anni ’20 e ’30, non basta intervenire sul degrado abitativo (anche se questo è evidentemente imprescindibile), ma bisogna anche intervenire con una riqualificazione sociale e dell’ambiente circostante.
C’è scritto a chiare lettere anche su un libro molto interessante pubblicato nel 1993 a cura dell’allora IACP di Milano, dal titolo “Recupero di quartieri storici di Milano – Libro bianco: analisi e proposte” che raccoglie il lavoro di un Comitato Tecnico Scientifico che aveva al suo interno architetti e sociologi, ingegneri ed economisti, direttori dello IACP e docenti universitari.
Sono passati 10 anni e solo ora si incominciano a concretizzare quelle idee e quella impostazione. Lo strumento è il Contratto di quartiere, gia sperimentato con successo a Cinisello Balsamo, per restare nell’area milanese, o a Torino, per fare l’esempio di una città capoluogo di Regione.
In estrema sintesi, “I Contratti di Quartiere, promuovendo la partecipazione degli abitanti, anche in forma associata alla definizione degli obiettivi, sono finalizzati alla riqualificazione sociale ed edilizia dei quartieri di edilizia residenziale pubblica degradati, e ad attualizzarne e incrementarne, anche con il concorso di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale, prevedendo, nel contempo, misure ed interventi per favorire l’integrazione sociale e l’occupazione.” (così recita il Bando della Regione Lombardia rivolto ai Comuni, pubblicato nell’ottobre 2003 con scadenza 13 aprile 2004)
Tempi stretti dunque per il Comune di Milano che insieme all’ALER e al Dipartimento di Architettura e Pianificazione (DIAP) del Politecnico di Milano ha incominciato a produrre le prime ipotesi di progetto, da verificare “sul campo”.
Quattro le proposte che verranno presentate alla Regione per ottenere i finanziamenti previsti; di queste ben tre riguardano la nostra zona (l’altra è il quartiere di edilizia popolare di S. Siro): quartiere Mazzini, Molise-Calvairate, Ponte Lambro. I quartieri Mazzini (fra piazza Ferrara e piazza Gabrio Rosa), Molise, Calvairate e San Siro sono infatti quattro dei sette quartieri “storici” di cui dicevamo all’inizio; Ponte Lambro invece è stato scelto perché già oggetto di un progetto più generale di riqualificazione, il cosiddetto Progetto Piano, che stenta a realizzarsi e che trarrebbe sicuramente giovamento dall’acquisizione di nuove risorse.
Poiché un elemento qualificante di questi contratti è proprio la partecipazione dei cittadini, la redazione di QUATTRO ha ritenuto di dedicare ampio spazio a questo tema per fornire a tutti la documentazione essenziale per essere informati e poter partecipare alle decisioni.

S.A.