Un’oasi per dormitorio
L’Oasi del viandante è sicuramente il nome più adatto per una cooperativa di servizi che si occupa della gestione di un Dormitorio pubblico: leggiamo infatti questo nome sui cappellini dei tre operatori che si stanno occupando del funzionamento di questo servizio temporaneo, istituito per dare un ricovero notturno per l’inverno ai numerosi senzatetto, stranieri ma anche italiani, che avrebbero come alternativa la strada, o una panchina o una macchina abbandonata. Il progetto, finanziato da un privato, ha trovato ospitalità nei locali delle docce pubbliche di via Anfossi 27 e del prefabbricato in attesa di demolizione (ex scuola materna, ex Specchio di Alice, ex desolatamente vuoto e inutilizzato) al 25 della stessa via.


Khaled, uno dei tre operatori, che parla un buon italiano ed ha lasciato un lavoro più redditizio per dedicarsi all’aiuto di persone che di aiuto ne hanno proprio bisogno, ci spiega, la mattina di Natale, come funziona questo Centro. Innanzitutto qui si può venire solo se mandati dal Centro di aiuto operante alla Stazione Centrale: viene rilasciato un tesserino con l’indicazione del periodo di accoglienza (massimo un mese eventualmente rinnovabile). L’accesso e la permanenza, poi, sono regolati da orari rigidi: si entra dalle 8 alle 11 di sera, e si esce alle 8 di mattina, dopo la colazione che viene offerta dal Centro stesso. Mediante dei divisori di tela sono state create delle “stanze” con quattro letti ciascuna, per una capienza massima di 140 posti. Inizialmente era prevista una zona per le donne, ma essendo in piccolo numero sono state smistate in un altro Centro. Lo spazio delle docce è ampio e confortevole, c’è anche una cucina, per le colazioni e per cucinare magari qualcosa anche la sera (offerte di alimenti sarebbero ben accette), un magazzino, una infermeria e l’ufficio degli operatori.
Un lavoro meritorio quello di Khaled e degli altri operatori, alle prese con persone di nazionalità diversissime, sicuramente con altrettanti problemi, che vanno non solo ospitate ma spesso gestite (“a volte arrivano qui ubriache e allora dobbiamo calmarli”), e sicuramente la notte non è possibile dormire tranquillamente. Ma lui ci sembra più che motivato e attrezzato, e questo è importante per la buona riuscita di questa iniziativa.

Stefania Aleni