Edoardo Puglisi: un amico di QUATTRO e un grande artista
Di passaggio a Milano, tra una personale e il ritorno in Sicilia, sua amata isola, è venuto in redazione Edoardo Puglisi, già “illustre” illustratore e redattore del nostro mensile, accompagnato dalla novella moglie Marie Claire Delamichelle. A chi ancora non conosce questo pittore e scultore, diciamo che è una delle personalità artistiche italiane più note e quotate anche all’estero. I suoi quadri, sculture, installazioni si ammantano di colori vivaci, solari, pennellate gettate qua e là sulla tela che vanno a formare un qualcosa che comunica, materiale inerte che prende vita, si anima con i colori. Edoardo Puglisi è anche illustratore, disegnatore attraverso i bianchi e neri dei disegni a inchiostro di china e delle foto in grisaille che vedono attrice Marie Claire: in sintesi un artista completo, con una fantasia infinita in molti casi sollecitata dalla presenza ispiratrice della sua compagna anche lei artista capace di produrre opere ed installazioni di tutto rispetto.
Per conoscere meglio il nostro interlocutore, partiamo con le domande.
Se non fosse stato pittore, chi sarebbe oggi Edoardo Puglisi?
“Mi fai venire in mente che qualcuno, nel mio passato, voleva costringermi a fare il portinaio malgrado fossi un artista già conosciuto! Con tutto il rispetto che ho per ogni genere di lavoro, come vedi il mio destino è quello di essere artista. Magari nella mia prossima esistenza sostituirò i pennelli con i tasti di un pianoforte, a dispetto della sofferenza che l’essere artista implica sempre e comunque”.
Invece, per la fortuna della pittura italiana, eccolo qui per darci un “ritratto” di se stesso.
Quale è la tua ultima mostra, quale la reazione del pubblico di fronte alle tue opere?
“Voglio precisare che la mia prima mostra risale al settembre 1963 nel Ridotto del Teatro Fraschini di Pavia. Ne sono seguite centinaia, molte in Europa, qualcuna in America come “Hollywood Story” nel luglio del 2001 a Los Angeles e ripetuta a novembre dello stesso anno a Las Vegas negli spazi del Bellagio e del Westin Bonaventure.
L’ultima mia mostra appena inaugurata e che durerà fino al 20 giugno è museale, all’Espace Riquet del Museo delle Belle Arti di Béziers in Francia. Dopo nomi importanti come Mirò, Debré, Poliakoff, Viallat, ora ci sono io e questo mi emoziona. La reazione del pubblico è stata straordinaria. Nei sontuosi saloni del Museo sono arrivate al vernissage oltre 300 persone, anche da Montpellier ed altre città della Linguadoca e della Provenza. Ho avuto amici pure da Parigi, dalla Bretagna e dall’Italia”.
Pittore, scultore, installatore, disegnatore: come ti definiresti?
“Compositore d’armonie”.
Il colore più bello e perché.
“Il rosso. Perché non tutti hanno il coraggio d’indossarlo … Trovo che chi lo ama abbia una mente libera dalle convenzioni e il coraggio di mettersi sempre in discussione”.
I colori vivaci, accesi dei tuoi quadri derivano forse dalla solarità della tua Sicilia?
“Immancabilmente”.
Una poesia può ispirare un quadro?
“Se per poesia si intende vibrazione emozionale, certamente”.
Nel tuo percorso artistico quanto ha inciso Marie?
“Se arte significa messaggio intellettuale oltre che passionale, Marie-Claire ha inciso tutto”.
Ovvia anche la domanda all’altra metà del cielo: Marie, che cosa ha significato il tuo incontro con Edoardo?
“Quando ho incontrato Edoardo ero molto giovane. Avevo 18 anni e tutto da scoprire. Se non avessi incontrato lui, la mia indole artistica senza possibilità di sfogo mi avrebbe portato alla pazzia”.
Torniamo al pittore ed amico Edoardo con una domanda particolare: quale tuo quadro metteresti al rogo?
“Brucerei soltanto il sentimento del non creare”.
Quale invece vorresti appeso al MoMa?
“Una mia opera rubata, ritrovata e poi riscattata”.
La tua scultura più bella?
“Ciclope Irriverente, la mia opera donata dalla Provincia di Catania al Musée des Beaux-Arts di Béziers dove resterà in permanenza”.
A questo proposito, come mai molte delle tue mostre sono all’estero e in Francia “surtout”?
“Perché riesco a comunicare meglio con gli stranieri, soprattutto i francesi. Trovo che all’estero ci sia più considerazione per l’arte e gli artisti”.
Il materiale con il quale ti piace più lavorare: la tela, gli oggetti o altro?
“Tutto. Per un creativo qualunque cosa risulta modellabile”.
Se fossi un pittore del passato chi vorresti essere: Giotto, Michelangelo, Botticelli, Goya, Segantini, Picasso, Van Gogh, Roy Lichtenstein?
“Pablo Ricasso. Per la sua personalità, forte e carismatica, capace di sostenere il suo pensiero e in grado di rivoluzionare l’arte figurativa”.
Il prossimo impegno artistico dove ti vede attore?
“Attore protagonista della mia vita, sempre. Per quanto riguarda le mostre, non so. Lasciamo terminare quella in atto!”
Come vedi la pittura oggi in Italia e all’estero?
“A pari passo con la cultura e l’eleganza dello spirito. A buon intenditore poche parole!”
Il rapporto tra Milano ed Edoardo.
“Semifreddo al cioccolato …”
Ti ha mai ispirato artisticamente?
“Sì. Ho creato più colore come reazione all’incolore”.
Cosa vorresti fare da grande?
“Guardare il mondo con gli occhi di un bambino”.
Prima di congedarti però paghi pegno: un disegno quale omaggio ai lettori di QUATTRO.

Dedicato ai lettori di QUATTRO
Sergio Biagini
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