Danza che passione! Uno sport per crescere e per esprimere se stessi
L’inizio di un nuovo anno - tradizionalmente vissuto come momento di rinnovo positivo -potrebbe essere l’occasione giusta per approcciarsi e - perché no? - sviluppare nuove attitudini sportive. Noi dell’Isola inauguriamo, infatti,il 2010 proponendovi due modelli formativi legati al mondo della danza che si rivolgono soprattutto ai giovani.
Attive nel territorio della Zona Quattro da diversi anni, le realtà artistiche sono: la Scuola di Danza del Teatro Oscar, nata attraverso l’esperienza oratoriale della parrocchia di San Pio V, offre corsi di danza aperti a tutti suggerendo tale sport come mezzo educativo per fortificare l’autostima e la personalità dei ragazzi; l’Accademia Pier Lombardo, sorta dalla collaborazione con il Teatro Franco Parenti, si propone come accademia professionale il cui obiettivo è quello di formare artisti completi e di alto profilo coinvolgendo gli stessi allievi negli spettacoli di propria produzione.
In entrambe le scuole si richiedono impegno e costanza ma soprattutto si desidera offrire uno spunto educativo per una crescita armoniosa dell’individuo. Chiara Orlandi
Scuola di Danza Teatro Oscar
“La Scuola di danza del Teatro Oscar insegna ai giovani un giusto ed equilibrato rapporto con il proprio corpo, offrendo al tempo stesso un’occasione di socializzazione e un luogo umano dove crescere nelle relazioni e nell’autostima”, così recita l’Attestato di Benemerenza Civica, Ambrogino d’oro, rilasciato alla scuola dal Comune di Milano lo scorso 7 dicembre. Abbiamo incontrato per voi Monica Cagnani, la direttrice artistica, per capire da vicino quali attività vengono offerte ai giovani con la passione per la danza e i motivi di questo prestigioso riconoscimento.
Come è nata la Scuola di Danza del Teatro Oscar?
La Scuola è nata dieci anni fa da un progetto educativo di don Stefano Buttinoni, allora sacerdote della parrocchia di San Pio V. L’idea era di “avvicinarsi ai ragazzi con la danza” offrendo loro un luogo di socializzazione e di incontro nel quale potessero scoprire, attraverso le tecniche di questo sport, se stessi e crescere insieme. Inizialmente avviata con un gruppo di adolescenti dell’oratorio, oggi la scuola vanta 370 allievi di diverse fasce d’età.

Quali corsi offrite ai ragazzi?
Ogni corso è strutturato in più livelli che vanno dalla propedeutica ai corsi più avanzati di danza classica e moderna a seconda del livello raggiunto dagli allievi. Abbiamo poi un corso di avviamento alla danza per i più piccoli e due corsi per gli adulti, di aero-pilates e di danze caraibiche. Essendo la Scuola basata su un Progetto educativo, l’offerta è molto più vasta per bambini e ragazzi. Per accedere a qualsiasi corso non si deve superare alcuna selezione. Durante l’anno, a primavera, gli allievi sono tenuti a sostenere un esame che ne valuta i progressi e, soprattutto, il livello motivazionale, fondamentale affinché il progetto abbia successo.
Ci può parlare del Progetto educativo?
Prima di tutto si crede nei ragazzi che sono al centro del progetto. Vogliamo che arrivino ariconoscere i loro limiti fisici ed emozionali per far sì che possano aumentare o fortificare la loro autostima. Sono in un’età molto difficile, l’adolescenza/giovinezza, quindi bisogna aiutarli a crescere nel modo migliore. Teniamo in conto la persona nella sua complessità di impegni ed interessi: la danza è importante così come la scuola, la vita sociale e leamicizie. La danza non li deve portare a trascurare gli studi. Questo mondo è difficile ed estremamente selettivo e anche se la loro preparazione tecnica glielo permetterebbe, pochi dei nostri ragazzi vorrebbero continuare per questa strada professionalmente. La danza è un mezzo educativo e non un fine. Il Progetto si impegna a far sì che i ragazzi diventino consapevoli di se stessi. Quello che chiediamo è una disciplina ferrea, tipica di questo sport, ma da acquisire non in un ambiente competitivo bensì solidale e che possa stimolare la crescita. Si chiede puntualità, come primo elemento di rispetto verso se stessi e verso gli altri; impegno personale che, solo se sempre al massimo, permette di raggiungere qualsiasi meta. Educhiamo alla scelta e alla presa di coscienza degli impegni che, una volta scelti, vanno portati a termine. Al primo posto c’è il rispetto per se stessi. Per ciò che sono.

Spesso per la danza e in particolar modo per le ballerine, si parla di problemi legati all’alimentazione. Come rispondete voi nel progetto?
Altro punto fondamentale del progetto è proprio l’acquisizione di una piena consapevolezza e cura del proprio corpo a partire dall’alimentazione, dal riposo, dall’igiene, per essere sempre al meglio per se stessi. Il lavoro più grande lo fanno le insegnanti a lezione. Chiediamo il massimo ma sempre in un ambiente umano e di crescita continua e reciproca. Frequentemente è qui con noi una pedagogista, Sonia Paltanin. Il suo compito è quello di tenere i contatti con le famiglie, di incontrare docenti e allievi, di valutare e aiutare a comprendere potenzialità e difficoltà di ogni singolo caso.
Simona Brambilla - Irene De Luca
Accademia Pier Lombardo
Talento passione forza di volontà dedizione e fatica: requisiti necessari per diventare un ballerino a tuttotondo.Anna Bartoloso, direttrice organizzativa dell’Accademia Pier Lombardo, racconta l’esperienza di molti giovani che transitano nelle aule di questa importante realtà culturale di Zona, riconosciuta peraltro dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali.
Come nasce questa Accademia?
L’Accademia nasce nel 2006 grazie a Susanna Beltrami, attuale direttrice artistica, con un passato notevole sia nel campo della didattica sia in quello della coreografia. Lei ha convogliato in questo luogo la sua esperienza. Il nome Pier Lombardo deriva dalla collaborazione con l’omonimo teatro, conosciuto anche come Franco Parenti.
Che cosa la caratterizza rispetto ad una scuola di danza?
La nostra è un’accademia professionale che dura tre anni al termine dei quali viene rilasciato un vero e proprio diploma. Ospitiamo ragazzi provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo, che hanno dai 15 ai 25 anni e sono scelti tramite audizione. Si studia dalle 6 alle 8 ore al giorno e nel tempo restante i ragazzi frequentano la scuola dell’obbligo, perché la cultura è fondamentale per essere un buon ballerino.
Teniamo corsi anche per bambini e adulti, per avvicinare la gente a questa disciplina che coniuga arte e sport. L’accademia è anche un luogo di produzione di spettacoli, infatti vanta due compagnie: la Compagnia Pier Lombardo, della stessa Beltrami, di cui fa parte la grande Luciana Savignani, e la Giovane Compagnia Pier Lombardo. Gli allievi così hanno la possibilità di vedere come funziona la vita di un ballerino professionista, e a volte vengono coinvolti in alcuni progetti.
Come descriverebbe il percorso di crescita ed educativo che proponete?
Innanzitutto è richiesto un enorme impegno fisico, bisogna sviluppare resistenza e tenacia. Curiamo ragazzi in un’età molto difficile, quali sono l’adolescenza e la giovinezza, e che molto spesso vivono lontani dalla famiglia. Quindi il corpo docente cura anche l’aspetto umano, dalla condivisione degli spazi e delle ambizioni, alle competizioni e rivalità che si possono creare. Dalla nostra accademia escono artisti completi, perché sviluppiamo non solo la tecnica ma anche l’espressività: insegniamo musica, teatro, arti marziali, oltre ovviamente a danza classica, moderna, contemporanea.
Parlando di impegno fisico e di età difficile, come vivono il proprio corpo in cambiamento i vostri giovani?
Noi auspichiamo che loro si impegnino nella cura del proprio corpo, diamo molta importanza alla giusta alimentazione. La magrezza da noi non è una questione di estetica, non deve diventare un’ossessione, non vige la politica del “costringere il corpo entro forme che lui naturalmente non ha”. Alcuni tra gli allievi selezionati sono arrivati da noi con corpi “deformati” da un cattivo allenamento, ma con i giusti movimenti riusciamo a trasformare le loro linee. In realtà ripeto sempre che la testa modifica il corpo, quindi con la giusta tenacia ogni obiettivo è raggiungibile.
Che futuro si prospetta per i vostri ballerini? Dovranno fare i conti con la realtà esterna?
Anche in un’epoca di crisi i ballerini ben formati trovano impiego. La danza offre molte possibilità ed eventi in cui esprimersi. Pochi dei nostri ragazzi sono andati in tv perché c’è il preconcetto - in parte vero -che la qualità lì sia scarsa. Per lo più le aspirazioni riguardano il teatro e le Compagnie. Il clima italiano non favorisce questo tipo di scelta, quindi molti vanno all’estero. L’ultima tendenza nel nostro mondo è il prolungamento della carriera: il ballerino trentacinquenne è molto più magnetico sul palco, trasmette meglio il suo vissuto, quindi i nostri giovani devono fare i conti anche con questo.
Francesca Barocco - Simona Brambilla
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