Il Rugby è anche uno sport per signorine
I test-match della nazionale italiana contro Nuova Zelanda, Sudafrica e Samoa hanno definitivamente inaugurato la rugby mania. Pensare a 80.000 spettatori a San Siro per una partita di uno sport diverso dal calcio era un’utopia fino a solo dieci anni fa, ma persino i dati televisivi hanno confermato la crescita d’interesse dei giovani italiani e decretato il successo di un movimento in ascesa costante, come evidenziato dai numeri: nel 2004 le società sportive in Lombardia erano 65, oggi sono 143; sempre 5 anni fa, i tesserati lombardi erano 6700, mentre oggi sono 13000, di cui 10500 Under14. Quindi, avendo la fortuna di avere il Comitato Lombardo in Via Piranesi 10, a due passi dalla nostra redazione, abbiamo scelto di domandare al dott. Angelo Bresciani, presidente regionale della Federazione Italiana Rugby, i segreti di questo successo sportivo e sociale.
Presidente Bresciani, perché il Rugby è sempre più popolare tra i giovani?
Perché è uno sport che aiuta a crescere sani fuori e dentro. Chi pratica il rugby impara subito il rispetto degli avversari, la disciplina, la lealtà e la bellezza di fare gruppo sul campo e fuori.
Si riferisce al famoso terzo tempo?
Certo. Gli atleti professionisti lo fanno tutt’insieme, magari anche con i tifosi e le tifose, in un pub a fine partita; ma anche i bambini spesso lo fanno con i loro compagni di sport, mangiando una torta preparata dalle mamme. Se dopo aver giocato non si socializza insieme non si è completata la partita.

A che età è meglio cominciare a praticare il Rugby?
Abbiamo categorie Under 6, Under 8 e Under 12. Fino a 12 anni maschi e femmine giocano a Rugby insieme e le squadre spesso sono miste; è anche un modo per socializzare rispettandosi e divertendosi a fare uno sport completo, senza discriminazioni.
Le mamme non temono gli infortuni?
Fino ai 12 anni prevale l’aspetto ludico, si fa preparazione atletica in modo leggero e divertente, seguiti da educatori e allenatori qualificati.
Le famiglie che volessero avviare un figlio al Rugby dove si possono rivolgere?
Possono telefonare a noi, al numero 02/70100115; consultare il nostro sito oppure rivolgersi a una delle società sportive presenti a Milano (indirizzi sotto l’articolo, ndr). E anche nelle scuole stiamo facendo un gran lavoro come Federazione e Coni: sono più di 200 le scuole in Lombardia dove si può iniziare.
Quanto guadagna in Italia un atleta professionista?
Chi sceglie di giocare a Rugby in Italia lo fa per la bellezza dei suoi valori, non certo per il denaro. Un campione da noi guadagna mediamente trentamila euro all’anno. In altre nazioni (Francia, Inghilterra, Australia – ndr) i compensi sono maggiori, anche se lo spirito del gioco è lo stesso.
Quali qualità sono più importanti per un giocatore di Rugby?
Quelle morali. Nel Rugby il rispetto è fondamentale; sia che si tratti dell’avversario, dei compagni, del gruppo, dell’allenatore, delle regole o dell’arbitro. Il Rugby è prima di tutto amicizia, senza colori o discriminazioni.
Adesso comprendiamo meglio perché il Rugby ha sempre maggiore successo in Italia e possiamo darne una definizione più completa: uno sport da uomini veri, che sanno crescere capaci di rispettare anche le donne. Sul campo e fuori.
Alberto Tufano
Federazione Rugby Lombardia, Via Piranesi 10
www.federugby.it; www.asrugbymilano.it; www.amatorirugbymilano.it; www.cusmilano.it
www.unionrugby.it
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