E’ tempo di PGT

 

Tempo di PGT in Consiglio di zona 4: ovvero arriva in Consiglio di zona il Piano di Governo del Territorio, lo strumento urbanistico che sostituisce il Piano Regolatore Generale, elaborato dagli uffici dell’assessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli, che dovrebbe ridisegnare la nostra città per i prossimi 20 anni.

Centinaia e centinaia di pagine, di tavole, mappe, da esaminare e valutare in 30 giorni: un lavoro che il Consiglio ha condensato in due riunioni di Commissione Territorio per concludersi nel corso di un Consiglio di Zona il 26 novembre scorso con la discussione generale e l’approvazione di una delibera. Tempi molto stretti quindi, anche perché il Consiglio di Zona nella fase di elaborazione del piano non è stato coinvolto nemmeno in relazione alle aree di trasformazione che numerose interessano il nostro il territorio, o per i cosiddetti Nuclei di Identità Locale (NIL) che analizzano porzioni omogenee della zona anche dal punto di vista dei servizi presenti e delle criticità, proponendo poi interventi mirati. Proposte a volte quasi irricevibili, ma su questo il Consiglio tutto ha concordato sulla necessità di esaminare attentamente le aree di sua competenza e di fare proposte concrete alla amministrazione.

Spiegare che cosa dice il PGT è compito arduo che non riusciamo ad affrontare in breve: se ne è parlato sui quotidiani locali ed esiste un sito dove è possibile trovare tutti i documenti, www.milanoperscelta.it.

Proprio per darvi una idea della portata, e delle ricadute, del Piano, citiamo alcuni punti più controversi, ovvero quelli su cui ad esempio non c’è stata condivisione di vedute all’interno del nostro Consiglio, il che ha portato ad un parere favorevole al Pianoda parte della maggioranza, e ad un voto contrario da parte della minoranza.A questo proposito, è stato apprezzabile l’atteggiamento di tutte le forze politiche presenti in Consiglio: disponibilità da parte della maggioranza a recepire una serie di osservazioni e proposte, soprattutto relativamente ai problemi zonali, fatte dalla opposizione; atteggiamento costruttivo da parte della minoranza che, fatto salvo il giudizio critico sulla “filosofia” del PGT e il voto negativo, ha presentato una serie di emendamenti nell’ottica di migliorare e arricchire la delibera.

Questi alcuni dei punti:

Su ognuno di essi, e su tutti gli altri, ci sarebbero molte spiegazioni da dare; per chi fosse interessato pubblichiamo sul sito di QUATTRO www.quattronet.it la delibera approvata e le osservazioni/emendamenti proposti dalle forze politiche di opposizione.

Stefania Aleni

RELAZIONE ALLEGATA ALLA DELIBERA APPROVATA DALLA MAGGIORANZA DEL CONSIGLIO DI ZONA

RELAZIONE DI ACCOMPAGNANAMENTO ALLA DELIBERA APPROVATA DALLA MAGGIORANZA DEL CONSIGLIO DI ZONA 4

Onorevole Consiglio,

l’Assessorato allo Sviluppo del Territorioha trasmesso, in data 29 ottobre 2009, la richiesta di parere sul Piano di Governo del Territorio (PGT).
In occasione della seduta di Consiglio del 5 novembre è stata distribuita a tutti i consiglieri copia del dvd contenente il PGT. La Commissione Territorio, Viabilità, Ambiente e Arredo Urbano si è riunita per esaminare il PGT lunedì 9 novembre, alla presenza dell’Arch. Giovanni Oggioni, Direttore del Settore Pianificazione Urbanistica Generale, e martedì 24 novembre.

Premessa

Il Consiglio di Zona 4 chiede che nel Regolamento Edilizio vengano previste delle modifiche che attribuiscano dei termini più lunghi per l’esame di documenti urbanistici di carattere generale e di ampio respiro per consentire ai Consigli di Zona un maggior ascolto, coinvolgimento e partecipazione da parte dei cittadini e delle realtà associative, anche attraverso udienze pubbliche.
Il periodo di trenta giorni assegnato ai Consigli di Zona per esprimere il proprio parere su un documento così importante e complesso come il PGT è quindi considerato assolutamente insufficiente.
Il Consiglio di Zona 4 ritiene che sarebbe stato auspicabile un suo maggior coinvolgimento nella fase di stesura del PGT e soprattutto nella definizione dei NIL, così da avere una progettazione locale sicuramente più condivisa, aggiornata e puntuale.

Caratteri generali del PGT

Il PGT, che consta di tre documenti, il Documento di Piano, il Piano dei Servizi e il Piano delle Regole, recepisce le linee di indirizzo previste dalla Legge Regionale n. 12 del 2005. Va quindi a sostituire l’attuale PRG. A seguito dei pareri che verranno formulati dai 9 Consigli di Zona, la Giunta lo delibererà per poterlo trasmettere al Consiglio Comunale. Il PGT, nella forma che sarà approvata dal Consiglio Comunale, verrà trasmesso alle Zone per un ulteriore parere di competenza.

L’attuale versione del PGT è il frutto del lavoro degli Uffici Comunali competenti, lavoro in essere da tre anni, caratterizzato da una fase di ascolto della città che si è concretizzata in ben centocinquanta incontri con la cittadinanza nei quali sono emerse le considerazioni dei cittadini in merito alla città e al suo funzionamento.
Questa fase d’ascolto inoltre è stata fondamentale per poter definire la “domanda di servizi” sulla base della quale è stato poi concepito il Piano dei Servizi.

Infrastrutture – Privilegiare il trasporto pubblico

Il Documento di Piano riserva un’attenzione importante alle infrastrutture. Il Consiglio di Zona 4 ritiene che, sia cronologicamente sia in un’ottica di efficiente allocazione delle risorse finanziarie, siano da considerare prioritarie le infrastrutture che vanno ad implementare e migliorare il trasporto pubblico. Per quanto riguarda la Zona 4 le infrastrutture che si devono privilegiare sono quindi la linea 4 della MM, la cd “circle line” con le nuove fermate di Zama e di Forlanini e il prolungamento della linea MM 3 fino a Paullo.

 Obiettivi

Il PGT, che vuole accompagnare le trasformazioni urbanistiche della città sino al 2.030, si pone degli obiettivi molto “alti”. I principali sono:

- far divenire Milano una città “multicentrica”, attraverso la dotazione di servizi in aree oggi considerate “deboli” e la riqualificazione di aree, soprattutto periferiche, oggi sottratte alla città stessa. Milano deve quindi trasformarsi in una città più equilibrata dove si superi la dicotomia centro periferia. Dovrà confrontarsi e dialogare con le altre realtà amministrative dell’area metropolitana, soprattutto in relazione alla dotazione di nuovi servizi e nuove infrastrutture;

- connettere i sistemi ambientali esistenti a nuovi grandi parchi urbani fruibili. Con 12,7 mq di spazi verdi per ogni cittadino Milano si colloca ad alte medie nel quadro europeo. Vero è anche che non è questa la percezione che hanno i cittadini: questo è dovuto al fatto che le aree verdi sono spesso scollegate tra di loro e a volta difficilmente raggiungibili. Questa è la ragione per la quale il PGT si pone l’obiettivo di creare percorsi ciclo pedonali che mettano in collegamento tra di loro i parchi esistenti e quelli futuri. Per quanto riguarda la fascia sud est e est della città, che più ci interessa, l’obiettivo è quello di collegare il futuro Parco di Santa Giulia, il Parco Monluè, il Parco Forlanini e il Parco Lambro.

L’effettiva fruibilità da parte dei cittadini del Parco Sud e la valorizzazione delle cascine presenti nell’area sud della città sono altri importanti risultati che si vogliono conseguire.

I Nuclei di Identità Locali

Al PGT sono allegate le 88 schede dei singoli NIL. Il PGT infatti divide la città in 88 Nuclei di Identità Locali per la cui individuazione sono stati tenuti presenti diversi parametri (contesto urbano, numero di residenti, servizi, infrastrutture, verde). La fase di ascolto ha evidenziato la necessità di implementare in alcuni NIL sia gli spazi verdi, sia i servizi. Nella cosiddetta città lenta, ossia nei quartieri dove la gente vive e intrattiene relazioni sociali e commerciali, devono essere previsti adeguati spazi verdi e servizi di base. Nei quartieri dove la presenza di tali spazi verdi e servizi è al di sotto della media cittadina, il PGT si pone l’obiettivo di prevedere quegli interventi necessari a restituire quelle condizioni di qualità della vita che si pretendono per tutta la città.

Uno degli aspetti più qualificanti della previsione dei NIL è che in questo modo è possibile focalizzare l’attenzione delle Istituzioni e i conseguenti interventi sui singoli quartieri. Ogni quartiere deve avere le caratteristiche di città vivibile ed equilibrata.
I NIL non sempre coincidono con i confini amministrativi delle Zone. Quelli che ricadono interamente o parzialmente sul territorio della Zona 4 sono:
Parco Forlanini – Ortica; Corsica; XXII Marzo; Porta Romana; Umbria Molise; Ortomercato; Mecenate; Parco Monluè – Ponte Lambro; Triulzo Superiore; Rogoredo; Lodi – Corvetto.

Tutto ciò premesso e considerato, la Commissione Territorio, Traffico, Arredo Urbano e Ambiente esprime parere favorevole al Piano di Governo del Territorio.

La Commissione propone inoltre di prevedere al suo interno un Tavolo di lavoro che si impegni a monitorare periodicamente l’aggiornamento delle schede dei NIL, nonché l’effettiva realizzazione delle opere già preannunciate e l’implementazione dei servizi che alla luce di nuovi bisogni dovessero rendersi necessari.

Pur non volendo in questo momento scendere nel dettaglio delle questioni aperte nei singoli NIL, si fanno però già da ora all’Amministrazione Comunale delle richieste, la maggior parte delle quali si inseriscono in uno degli obiettivi del PGT, quello di implementare e migliorare gli spazi verdi:

Si vuole poi segnalare con particolare attenzione la Cascina Cavriana, sita nell’omonima via, di proprietà del Comune di Milano e gestita da numerose generazioni della famiglia Colombo. La struttura in questione rientra nell’ambito di trasformazione urbana (Atu) Forlanini e nonostante assicurazioni al riguardo da parte dell’Assessorato, nell’attuale versione del PGT non risulta alcun tipo di tutela che garantisca la sua sopravvivenza. Si ritiene prioritario salvaguardare questa e altre cascine milanesi;

Tali richieste sono motivate soprattutto dal fatto che in questi casi il PGT, una volta definitivamente approvato, può da subito essere declinato.

Il CDZ 4 chiede inoltre:

- di essere coinvolto fin dalla fase istruttoria preliminare per i progetti, fra i 15 grandi d’interesse pubblico, che riguarderanno il nostro territorio;

- di avviare fin da subito una intensa attività di confronto con gli Uffici competenti del Comune per approfondire e migliorare l’analisi territoriale e per concordare una progettazione locale condivisa.

Per quanto sopra esposto, si invita l'Onorevole Consiglio a deliberare di conseguenza.

 

DOCUMENTO PRESENTATO DA PARTITO DEMOCRATICO, MILANO CIVICA, VERDI

Dall’esame del P.G.T. presentato in zona 4 dai funzionari dell’Assessorato allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano nella seduta della Commissione Territorio del 9 novembre scorso, emergono come principali osservazioni a livello generale le seguenti:

La documentazione è pesante, di faticosa consultazione, sia per aspetti eccessivamente tecnici, sia per la presentazione formale.

 Il periodo di 30 giorni assegnato ai Consigli di Zona per esprimere il proprio parere su un documento così importante e complesso è assolutamente insufficiente e irragionevole.

IL P.G.T. avrebbe dovuto tenere conto sia del raccordo con i Comuni dell’area, sia dell’articolazione in Zone del Territorio comunale, mentre – nella sua formulazione – manca uno sviluppo confrontato con le amministrazioni dei Comuni dell’area e non viene evidenziata una specificità relativa alle singole Zone (quantomeno quali sottoinsiemi dell’insieme comunale).

La mancanza di un più ampio diffuso confronto in sede di predisposizione dello stesso P.G.T., attraverso lo strumento dell’udienza pubblica anche alivello zonale, si riflette, ad esempio, nella profonda lacunosità delle schede NIL (Nuclei d’Identità Locale).

 La redazione del Regolamento Edilizio doveva essere contestuale, al fine di evitare rinvii “in bianco”.

Il Documento di Piano appare un insieme astratto di scenari di trasformazioni urbane come, ad esempio, la sostituzione dell’antico sistema radiocentrico della città con uno reticolare, mediante nuove infrastrutture viarie e di trasporto pubblico di difficile realizzazione ( se non impossibile), costosissime come il tunnel Fiera – Linate: opera da ritenere inutile, che si chiede di cassare, perché non adatta a risolvere i problemi di carico viabilistico, per i quali occorre puntare sul trasporto pubblico e non certo su una strada interrata a pedaggio.

Il P.G.T. ipotizza una città meno radiocentrica, ma le decisioni attuali vanno in tutt’altra direzione, come, ad esempio, nella zona 4:

    1. il Centro Congressi non si costruirà più a Rogoredo – Montecity, ma in centro, nell’area ex-fiera,
    2. il progetto definitivo della MM4 non prevede più l’interscambio con la MM3 (alla Crocetta)

L’obiettivo dell’aumento dei residenti nel 2030 (338.000 nel Piano dei Servizi e 287.000 nel Documento di Piano) sembra eccessivo, rispetto alla previsione di crescita zero dell’Ufficio Statisticadel Comune, e molto discutibile nelle modalità di come raggiungerlo: quali tipologie di case saranno costruiteper i nuovi residenti?

Densificazione e limitato uso del territorio sono un fondamento del P.G.T.: costruire sui brownfields (aree dismesse) può essere un criterio condivisibile, ma Porto di Mare e Cascina Monluè sono aree in larga parte inedificate e con scarsi carichiurbanistici, quindi greenfields piuttosto che brownfields. Il Comune sostiene che non consumerà altro suolo agricolo e con la perequazione sposterà le volumetrie altrove; ma in questo modo peggiora la qualità di vita nei luoghi dove viviamo (costruzioni in altezza, costruzioni all’interno dei cortili, sopralzi. ecc). Inoltre la cascine attuali sono costantemente sotto sfratto o sono già state sfrattate.

D’altra parte Milano è già una città molto densa, con una media di 7.000 abitanti per kmq, ma con punte nei quartieri semicentrali di 22.000 abitanti per kmq e non è quindi pensabile di densificarla.

In presenza di 80.000 appartamenti sfitti e di uffici vuoti pari a 15 volte il grattacielo Pirelli è necessario aumentare l’utilizzo degli edifici esistenti senza costruirne di nuovi, con una politica fiscale adeguata e un’incentivazione degli affitti.

Il CdZ 4 chiede che la costruzione di nuovi edifici residenziali nelle aree di trasformazione preveda una quota significativa di edilizia convenzionata e sovvenzionata.

Il principio della densificazione “selettiva”, enunciato come principio nel Documento di Piano, nontrova però attuazione pratica nel Piano delle Regole. E’ possibile, infatti, operare dovunque a partire dall’indice base di 0.50 mq/mq, incrementabile eventualmente ad 1 mq/mq tramite l’acquisizione di diritti volumetrici perequati o attraverso la realizzazione di social housing ed ulteriormente a 1,15 mq/mq costruendo con criteri di edilizia bioclimatica e risparmio energetico.

Il CdZ 4 chiede che non sia consentito l’uso di diritti volumetrici provenienti da altre aree nel tessuto urbano consolidato con una densità pari o superiore a 10.000 abitanti per kmq.

Il principio dell’indifferenza funzionale, che consente di localizzare destinazioni d’uso e attività liberamente, determina il rischio di uno sviluppo urbano casuale, del tutto svincolato dalla programmazione raccordata dei servizi e delle attrezzature urbane. In sostanza, si opta per “prendere solo atto” delle destinazioni volute da parte di chi interviene.

Il principio della perequazione urbanistica (non consentita dalla legge urbanistica regionaleper learee agricole) sembra poco credibile nella sua attuazione. Inoltre non si specificano i meccanismi di funzionamento: borsa dei diritti, regole, eventuale Authority. Può bastare un semplice Registro delle Cessioni dei diritti edificatori e custodito da chi?

Il P.G.T. prevede nella tabella dei dati quantitativi da assegnare un indice 0.20mq/mq alle aree agricole nel Parco Sud nei piani di cintura urbana con la previsione di 3.572.000 mq di s.l.p. pari a circa 120.000 abitanti (calcolati realisticamente a 30 mq/abitante), mentre il Documento di Piano ne prevede 53.000 (pag. 325) e il piano dei servizi 85.000. (pag. 155). Queste quantità dovranno essere concordate con la Provincia di Milano e quindi non si conosce quanto di queste volumetrie interesseranno realmente il Parco Sud. Il CdZ4 chiede che non siano assegnati indici d’edificabilità alle aree agricole e che comunque la perequazione urbanistica deve avvenire per le aree strettamente necessarie alla realizzazione di parchi definiti nel loro disegno e perimetro dall’Amministrazione Pubblica.

  1. Il P.G.T. rivendica per il Comune il ruolo di regia, di governo del territorio: ma con quale forza contrattuale? Quella conosciuta nella passata gestione delle DIA e superDIA, dei P.R.U. e dei P.I.I? ( vedi, in zona 4, Rogoredo - Santa Giulia, Porta Vittoria, area ex-TIBB, ecc).

Ad esempio, nell’area del P.I.I. di Porta Vittoria, attualmente non è prevedibile nessuna data per l’avvio della costruzione della BEIC (Biblioteca Europea d’Informazione e Cultura), ma neppure la data per il completamento della viabilità locale stravolta da molti mesi, a causa della situazione di stallo dovuta ai problemi giudiziari dell’operatore privato e dell’impossibilità/incapacità del Comune di intervenire direttamente.

I 15 grandi progetti d’interesse pubblico vogliono essere un fiore all’occhiello: si tratta di progetti realistici credibilmente realizzabili anche in tempi medi? Il CdZ 4 chiede di essere coinvolto fin dalla fase istruttoria preliminare per i progetti che riguarderanno il nostro territorio.

 e come osservazioni più specifiche a livello di zona 4 le seguenti:

Allegato 3 – schede d’indirizzo TOFFETTI: non si tiene conto delle numerose attività legate alla logistica e ai trasporti di merci, mentre risulta dubbio l’obiettivo di localizzarvi un sistema variegato di funzioni a servizio della Città della Giustizia. La presenza di attività logistiche e artigianali – produttive deve comunque essere la base per un recupero complessivo, che crei un nuovo equilibrio nel tessuto urbano.

Allegato 3 – schede d’indirizzo MONLUE’: sia salvaguardato l’anello verde lungo la tangenziale  con conseguente alberatura e la fascia verde lungo il fiume Lambro

 Allegato 3 – schede d’indirizzo PORTO DI MARE: nelle prescrizioni non si tiene conto degli insediamenti artigianali attualmente esistenti, con oltre 100 attività e 1.000 persone impegnate.

Allegato 3 – schede d’indirizzo FORLANINI: mantenere alla funzione di verde agricolo l’area compresa tra il parco Forlanini e la massicciata ferroviaria, conservando altresì e riqualificando la cascina Cavriana e consentendo la continuazione della cintura verde all’esterno dell’anello ferroviario, che va dal Parco Lambro a Rogoredo.

 Allegato 3 – schede d’indirizzo CASCINA MONLUE’: richiesta di chiarimenti sull’obiettivo di reintrodurre l’ospitalità del commercio al dettaglio.

11 Schede NIL – zona 4: sia l’analisi nell’indicazione dei problemi e delle potenzialità, sia la progettazione locale sono largamente incomplete, approssimative e scarsamente aggiornate. Risulta evidente la totale mancanza di collegamento con l’attività del Consiglio di Zona 4.

Il CdZ4 chiede di avviare fin da subito un’intensa attività di confronto con gli Uffici competenti del Comune per approfondire e migliorare l’analisi territoriale e per concordare una progettazione locale condivisa.

Sulla base delle osservazioni sopra svolte, rilevato che le negatività espresse relativamente alla formulazione ed al contenuto del Piano determinano la necessità di un ripensamento e di una revisione del documento stesso, si esprime PARERE NEGATIVO, chiedendo di procedere a nuova redazione secondo le indicazioni sopra fornite, assicurando la partecipazione del Consiglio di Zona e dei cittadini – nell’ottica dell’urbanistica partecipata – alla formulazione del P.G.T.

 

EMENDAMENTI PROPOSTI DA PARTITO DEMOCRATICO, MILANO CIVICA, VERDI

EMENDAMENTO A ( ritirato, perché sostanzialmente accolto in premessa)

 La documentazione è pesante, di faticosa consultazione, sia per aspetti eccessivamente tecnici, sia per la presentazione formale.

 Il periodo di 30 giorni assegnato ai Consigli di Zona per esprimere il proprio parere su un documento così importante e complesso è assolutamente insufficiente e irragionevole.

IL P.G.T. avrebbe dovuto tenere conto sia del raccordo con i Comuni dell’area, sia dell’articolazione in Zone del Territorio comunale, mentre – nella sua formulazione – manca uno sviluppo confrontato con le amministrazioni dei Comuni dell’area e non viene evidenziata una specificità relativa alle singole Zone (quantomeno quali sottoinsiemi dell’insieme comunale.

La mancanza di un più ampio diffuso confronto in sede di predisposizione dello stesso P.G.T., attraverso lo strumento dell’udienza pubblica anche alivello zonale, si riflette, ad esempio, nella profonda lacunosità delle schede NIL (Nuclei d’Identità Locale).

 La redazione del Regolamento Edilizio doveva essere contestuale, al fine di evitare rinvii “in bianco”.

EMENDAMENTO B (respinto)

Tunnel Fiera – Linate: opera da ritenere inutile, che si chiede di cassare, perché non adatta a risolvere i problemi di carico viabilistico, per i quali occorre puntare sul trasporto pubblico e non certo su una strada interrata a pedaggio.

EMENDAMENTO C (respinto)

L’obiettivo dell’aumento dei residenti nel 2030 (338.000 nel Piano dei Servizi e 287.000 nel Documento di Piano) sembra eccessivo, rispetto alla previsione di crescita zero dell’Ufficio Statisticadel Comune, e molto discutibile nelle modalità di come raggiungerlo: quali tipologie di case saranno costruiteper i nuovi residenti?

EMENDAMENTO D (respinto)

Milano è già una città molto densa, con una media di 7.000 abitanti per kmq, ma con punte nei quartieri semicentrali di 22.000 abitanti per kmq e non è quindi pensabile di densificarla.

In presenza di 80.000 appartamenti sfitti e di uffici vuoti pari a 15 volte il grattacielo Pirelli è necessario aumentare l’utilizzo degli edifici esistenti senza costruirne di nuovi, con una politica fiscale adeguata e un’incentivazione degli affitti.

Il CdZ 4 chiede che la costruzione di nuovi edifici residenziali nelle aree di trasformazione preveda una quota significativa di convenzionata e sovvenzionata.

EMENDAMENTO E (respinto)

Il principio della densificazione “selettiva”, enunciato come principio nel Documento di Piano, nontrova però attuazione pratica nel Piano delle Regole. E’ possibile, infatti, operare dovunque a partire dall’indice base di 0.50 mq/mq, incrementabile eventualmente ad 1 mq/mq tramite l’acquisizione di diritti volumetrici perequati o attraverso la realizzazione di social housing ed ulteriormente a 1,15 mq/mq costruendo con criteri d’edilizia bioclimatica e risparmio energetico.

Il CdZ 4 chiede che non sia consentito l’uso di diritti volumetrici provenienti da altre aree nel tessuto urbano consolidato con una densità pari o superiore a 10.000 abitanti per kmq.

EMENDAMENTO F (respinto)

 Il principio dell’indifferenza funzionale, che consente di localizzare destinazioni d’uso e attività liberamente, determina il rischio di uno sviluppo urbano casuale, del tutto svincolato dalla programmazione raccordata dei servizi e delle attrezzature urbane. In sostanza, si opta per “prendere solo atto” delle destinazioni volute da parte di chi interviene.

EMENDAMENTO G (respinto)

Il principio della perequazione urbanistica (non consentita dalla legge urbanistica regionaleper learee agricole) sembra poco credibile nella sua attuazione. Inoltre non si specificano i meccanismi di funzionamento: borsa dei diritti, regole, eventuale Authority. Può bastare un semplice Registro delle Cessioni dei diritti edificatori e custodito da chi?

EMENDAMENTO H (respinto)

Il P.G.T. prevede nella tabella dei dati quantitativi da assegnare un indice 0.20mq/mq alle aree agricole nel Parco Sud nei piani di cintura urbana con la previsione di 3.572.000 mq di s.l.p. pari a circa 120.000 abitanti (calcolati realisticamente a 30 mq/abitante), mentre il Documento di Piano ne prevede 53.000 (pag. 325) e il piano dei servizi 85.000. (pag. 155). Queste quantità dovranno essere concordate con la Provincia di Milano e quindi non si conosce quanto di queste volumetrie interesseranno realmente il Parco Sud. Il CdZ4 chiede che non siano assegnati indici di edificabilità alle aree agricole e che comunque la perequazione urbanistica deve avvenire per le aree strettamente necessarie alla realizzazione di parchi definiti nel loro disegno e perimetro dall’Amministrazione Pubblica.

EMENDAMENTO I ( accolto)

I 15 grandi progetti d’interesse pubblico: il CdZ 4 chiede di essere coinvolto fin dalla fase istruttoria preliminare per i progetti che riguarderanno il nostro territorio.

 EMENDAMENTO L ( accolto quasi integralmente)

Allegato 3 – schede d’indirizzo TOFFETTI: non si tiene conto delle numerose attività legate alla logistica e ai trasporti di merci, mentre risulta dubbio l’obiettivo di localizzarvi un sistema variegato di funzioni a servizio della Città della Giustizia. La presenza di attività logistiche e artigianali – produttive deve comunque essere la base per un recupero complessivo, che crei un nuovo equilibrio nel tessuto urbano.

Allegato 3 – schede d’indirizzo MONLUE’: sia salvaguardato l’anello verde lungo la tangenziale  con conseguente alberatura e la fascia verde lungo il fiume Lambro

 Allegato 3 – schede d’indirizzo PORTO DI MARE: nelle prescrizioni non si tiene conto degli insediamenti artigianali attualmente esistenti, con oltre 100 attività e 1.000 persone impegnate.

Allegato 3 – schede d’indirizzo FORLANINI: mantenere alla funzione di verde agricolo l’area compresa tra il parco Forlanini e la massicciata ferroviaria, conservando altresì e riqualificando la cascina Cavriana e consentendo la continuazione della cintura verde all’esterno dell’anello ferroviario, che va dal Parco Lambro a Rogoredo.

 Allegato 3 – schede d’indirizzo CASCINA MONLUE’: richiesta di chiarimenti sull’obiettivo di reintrodurre l’ospitalità del commercio al dettaglio.

EMENDAMENTO M ( accolto quasi integralmente)

11 Schede NIL – zona 4: sia l’analisi nell’indicazione dei problemi e delle potenzialità, sia la progettazione locale sono largamente incomplete, approssimative e scarsamente aggiornate. Risulta evidente la totale mancanza di collegamento con l’attività del Consiglio di Zona 4.

Il CdZ4 chiede di avviare fin da subito un’intensa attività di confronto con gli Uffici competenti del Comune per approfondire e migliorare l’analisi territoriale e per concordare una progettazione locale condivisa.

 

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE POLITICA DEL GRUPPO CONSILIARE DI ZONA 4 LA SINISTRA

In relazione al parere preliminare del Consiglio di Zona 4 in vista dell’adozione del Piano di Governo del Territorio e della Valutazione Ambientale Strategica, si rileva innanzitutto che i problemi del territorio metropolitano nel quale Milano è inserita esigono un approccio progettuale extracomunale, che riscatti l’intrinseca debolezza del PTCP provinciale: il PGT milanese procede invece nell’indifferenza del territorio circostante il Comune.

Si rileva inoltre una grave mancanza di partecipazione e condivisione delle scelte e delleazioni individuate nello strumento urbanistico che non ha permesso la consapevolezza dei cittadini del quartiere, la loro responsabilizzazione di fronte ai temi del futuro della città e la loro partecipazione alle proposte e scelte.
Un piano deve nascere nella consapevolezza delle forze sociali, economiche, culturali e politiche che ne sosterranno l’attuazione e gestione, che avrebbero dovuto essereascoltate e fatte collaborare al proprio futuro.

Il Documento di Piano che dobbiamo discutere, senza avere condiviso e preliminarmente conosciuto la complessità delle azioni di piano che lo costituiscono, apparecarente per le parti delle aree di trasformazione di cui non paiono sufficientemente certi il progetto urbano che li sottende: negli ambiti di trasformazione non sono chiari i destini funzionali attesi, le qualità di funzioni che concorrono alla complessità della vitalità sociale e il disegno morfologico che determina la qualità urbana. E’ oscura la differenza tra le aree di trasformazione A.T.U. e A.T.I.P.G. e la loro integrazione nei progetticomplessivi di scala urbana. Le aree di trasformazione non prevedono con certezza la residenza sociale e men che meno quella destinata alle fasce di popolazione più debole. Il “laisser faire” all’operatore immobiliare privato della composizione del mix funzionale e sociale delle aree di trasformazione è una completa resa del ruolo di governo pubblico della città; una città dove esiste un forte fabbisogno abitativo irrisolto per chi conduce una vita precaria, per le giovani coppie, gli studenti, i lavoratori stranieri, ma per la quale il PGT prevede innanzitutto residenze di lusso, edilizia libera. Le mancate risposte a chi chiede ogni giorno condizioni dignitose di vita nei quartieri popolari – spinosa la situazione dei nuclei familiari ancora intrappolati nell’amianto di via Feltrinelli 16 - e l’ossessiva attività di sgombero senza alternativa per rom e immigrati prefigurano – con latitanze irresponsabili e iniziative brutali - il disegno del PGT per una città pensata per chi ha buone capacità di reddito e non per chi la mantiene in vita col suo lavoro produttivo, di cura e di servizio.

Non sono neppure previsti uffici pubblici di gestione del Piano che possano interloquire con l’operatore immobiliare privato nelle fasi di progettazione delle trasformazioni per ottenere il migliore risultato dal punto di vistadell’interesse pubblico.

La formazione dei parchi di cintura urbana è quanto mai incerta e contraddittoria. La politica della perequazione finalizzata ad acquisire al patrimonio pubblico le aree agricole di cintura urbana ed inserite per la maggior parte nel Parco Agricolo Sud Milano, per farne parchi non sembra migliorare la condizione del verde di Milano. Se la formazione di parchi per il tempo libero e la socialità si costituisce a discapito dell’agricoltura non pare un miglioramento della qualità urbana ma un maquillage di aree già adesso verdi e contemporaneamente un impoverimento delle economie. La prevista verifica di fattibilità dei parchi, successiva all’acquisizione delle aree al patrimonio pubblico, e l’eventuale mantenimento dell’agricoltura con patti con i contadiniappare come minimo macchinosa.

Piano dei Servizi. E’ la parte assolutamente mancante. Il rilievo dei servizi esistenti non è accompagnato da una programmazione di nuovi, rimandati ad una fase successiva di gestione dei Nuclei d’Identità Locale con un non meglio precisato ascolto della domandasociale. Il Piano dei Servizi non affronta neppure il tema della messa a sistemadei servizi esistenti per ottimizzarne l’efficienza con relazioni virtuose a rete. Questo è il primo esito nefasto della mancata partecipazione sociale al piano che andrà assolutamente recuperata nel prosecuzione dell’iter. Si insiste poi con la filosofia della rete stradale fluidificante il traffico, rappresentata dalla conferma del prolungamento della strada Paullese fino in città.

Piano delle Regole. Le aree di rinnovamento urbano sono definite dimensionalmente ma non sono caratterizzate da contenuti. Sono previste modalità di intervento che permettono la sostituzione edilizia di parti rilevanti della città con funzioni indefinite. Tutto sembra possibileattraverso l’obiettivo della densificazione – già pericolosa quando orientata a ridosso del parco Forlanini, su Monluè e su Porto di Mare - e qualche regola morfologica di ridisegno urbano. Queste aree sono definite dal Piano come se fossero “senza forma”, ma non viene assolutamente presa in considerazionela complessità delle funzioni presenti. Il tessuto di queste parti di città sono caratterizzate dalle aree produttive interne alla città, luoghi dove si svolge il lavoro e si genera laricchezza. La mancata difesa delle aree del lavoro – in primis l’area di Porto di Mare - è un pericoloso obiettivo perché determinerà l’espulsione della produzione dal tessuto urbano verso le città di corona e mette in evidenza il tema di fondo sotteso in questo piano: una città di residenza ricca che espelle tutto ciò che pare disturbante, versola provincia, una città provinciale fatta di soli residenti, una città astratta e irreale perché la città è la complessità di funzioni e di segmenti sociali. La complessità genera ricchezza mentre la monofunzionalità genera povertà.

Questo che viene presentato più che un piano per la città futura sembra un insieme di studi preliminari per la formazione di un piano. Non sono affrontati i temi della metropoli del futuro qualii rapporti con la regione metropolitana e i modi per affrontare un progetto della metropoli diffusa che supera i limiti amministrativi, non affronta lasostenibilità di una metropoli dopo la famosa Conferenza di Kyoto e le relative questioni ambientali,non affronta i temi delle migrazioni e dell’inclusione sociale di popolazioni eterogenee eche esprimono bisogni differenti e non affronta il tema del lavoro e della ricerca.

Questo Piano è fatto di carta, non ha sostanza. Occorre più tempo per poter costruire uno strumento adeguato alle nuove sfide di un metropoli mondiale e che si confronti con i progetti delle città europee più progredite.

Gruppo consiliare di Zona 4 La Sinistra

EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO LA SINISTRA (in rosso quelli respinti)

Con riferimento alle fasi di partecipazione delle parti sociali ed economiche alla formazione dei Piani di Governo del Territorio indicate come contenuti prioritari della legge regionale 12/2005 ed al parere consultivo richiesto ai Consigli di Zona i sottoscritti consiglieri della Zona 4 in merito ai contenuti del Documento di Piano, Piano dei Servizi e Piano delle Regole rilevano ed osservano quanto segue:

Emendamento n° 1 – Città della Giustizia, verde e attività produttive presenti nell’area

l’indicazione dell’Ambito di Trasformazione di Interesse Pubblico e Generale n. 2 “ Porto di Mare Città della Giustizia e parco” appare un obiettivo incongruo nel quadro di una città costituita dai mix funzionali, generando una grande area monofunzionale le cui attività mal si conciliano con la fruizione pubblica di un parco che dovrebbe collegare l’area sud milanese con il Parco di cintura delle Cascine ed Abbazie. La creazione di una Città della Giustizia delle dimensioni previste appare del tutto inutile che confligge con la salvaguardia del paesaggio e delle attività agricole presenti ed anche con la salvaguardia e la valorizzazione del tessuto di attività produttive presente nell'area - che danno lavoro a un migliaio di persone - comprese quelle attività che operano nell’attività di smaltimento e riciclo.

Emendamento n° 2 – area Porta Vittoria ex scalo ferroviario – BEIC

Per i programmi di riqualificazione urbana e programmi integrati di interventi in corso nelle aree di porta Vittoria-scalo ferroviario deve essere rimarcato chiaramente del PGT il rilevante ruolo della componente di interesse pubblico prevista e per una parte rappresentato dalle funzioni previste come la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura. Qualora la Beic non ottenesse le risorse necessarie alla sua realizzazione occorre salvaguardare la destinazione a servizio pubblico di alto profilo per l'area.

Emendamento n° 3 – ex albergoe area lungo il fiume Lambro

L’indicazione dell’Ambito di Trasformazione di Interesse Pubblico e Generale n 4 “Cascina Monluè” di realizzare un parco lungo il fiume Lambro e contestualmente nuovi insediamenti con prevalenza residenziale dovrebbe indicare come elemento qualificante il recupero o l’abbattimento del manufatto edilizio mai completato e realizzato nel quadro delle opere per i campionati mondiali di calcio del 1990. La previsione di una rilevante quota di nuove costruzioni appare incongrua con le caratteristiche del comparto territoriale rischiando di realizzare un nuovo quartiere mal collegato alla città e quindi una periferia urbana. Si chiede invece per l’area la realizzazione del parco con attività e strutture di carattere sportivo in relazione con il parco Forlanini e l’Idroscalo.

Emendamento n° 4 – secondo lotto parco Alessandrini

Per il completamento del parco Alessandrini con l’acquisizione al patrimonio pubblico dell’area del 2° lotto potrebbe essere attivato lo strumento della perequazione.

Emendamento n° 5 – Parco Forlanini

- l’indicazione dell’Ambito di Trasformazione di Interesse Pubblico e Generale n 3 “ Forlanini” prevede che sul bordo del previsto parco metropolitano vi siano Ambiti di Trasformazione con rilevante edificazione a base residenziale. Il parco Forlanini è uno dei principali ambiti verdi che permette la più limpida connessione tra il cuore urbano e l’Idroscalo con le aree sportive e agricole della cintura della città. Il parco Forlanini è stato ripetutamente oggetto di specifiche progettazioni per la sua valorizzazione e potenziamento, ultima delle quali ha visto un concorso vinto dall’architetto Joao Nunes. Gli ambiti di trasformazione previsti dal PGT perpetuano l’erosione del patrimonio verde dell’area del Forlanini svilendone la sua immensa potenzialità per tutta Milano.

Emendamento n° 6 – patrimonio delle cascine in Zona 4

- con riferimento ai beni storico monumentali, paesaggistici e della valorizzazione delle risorse produttive dell’agricoltura deve essere chiaramente rimarcato nel PGT la tutela e valorizzazione del patrimonio della cascine in Zona 4, anche con riferimento ai progetti in corso per il recupero delle cascine dismesse come il progetto di cascina Monluè per destinarla a centro della ricerca culturale e musicale in collaborazione con Enti ed Associazioni culturali.

Emendamento n° 7 –prolungamento della strada Paullese

nella cartografia delle strategie del PGT è riportata la prevista autostrada di penetrazione al cuore della città in continuità con la strada Paullese, attraversando le aree di Rogoredo.ed attestandosi sul viale Molise. Si esprime contrarietà a questo progetto che genererà un rilevantissimo flusso di traffico automobilistico e relativo inquinamento atmosferico portato sino ai quartieri del sud est milanese. Si esprime invece apprezzamento per il potenziamento del trasporto pubblico in particolare per il prolungamento della linea metropolitana 3 proprio lungo la strada Paullese.

Emendamento n° 8 – aree produttive

- nel PGT sono individuate e normate le “Aree di rinnovamento urbano”. In queste aree è prevista la sostituzione edilizia come strategia di intervento con un potenziale edilizio di 1mq di Slp per ogni mq di suolo. Il piano non indica le destinazioni d’uso previste lasciando completa libertà alla proprietà di definire la trasformazione e l’uso dei lotti ed anche di aree attualmente produttive. Questo atteggiamento pare una resa del governo della città alla rendita ed alla speculazione edilizia. Nella zona 4 queste aree hanno una dimensione rilevante, soprattutto aree produttive con una rilevante occupazione e la formazione della ricchezza della città. Per queste aree si chiede che venga rivisto il quadro normativo preservando le aree produttive, che possono e devono essere riqualificate ma riaffermando l’importante ruolo del lavoro e dei suoi spazi per una città come Milano.

Emendamento n° 9

con riferimento all’indicazione dell’Ambito di Trasformazione n 10 “Città del Gusto” si esprime preoccupazione per il proliferare di cittadelle monofunzionali all’interno della città. La città è qualitativamente per propria natura un fenomeno complesso costituito da mix funzionali e sociali come per altro più volte rimarcato nell’impianto stesso del PGT. L’insieme delle aree dei Mercati Generali costituiscono un patrimonio rilevante della città e la loro sotto utilizzazione genera fenomeni di degrado evidenti. Occorre un piano complessivo per i mercati generali e non una frammentazione dell’area con funzioni che sembrano formarsi in culture ed economie temporanee, non fondate su risorse ed organizzazioni sociali ed economiche stabili. Questo piano complessivo deve saper attingere alle risorse umane e produttive presenti nell’intorno – caratterizzato da disagio sociale ma anche da forti potenzialità, valorizzandole. Occorre quindi che il PGT esprima pienamente i destini dell’intera area, le modalità, i tempi e le risorse per la sua riqualificazione nonchè chiarezza sullo stato delle proprietà che i giornali annunciano con passaggi disinvolti pubblico/privati come per l’area del macello.