L'Isola di QUATTRO
Che lavoro fai? “Disegno!”. Viaggio nel mondo delle illustratrici di zona
La passione, la fatica, il genio, l’estro. La professione dell’illustratore sembra stare in bilico tra il sognoe la realtà: lavorare creando con la propria fantasia personaggi che potrebbero diventare icone di romanzi, fumetti, campagne pubblicitarie, guadagnare impugnando la matita (di legno, classica, o quella della tavoletta grafica del computer) e realizzare i propri sogni. Questo mese vi facciamo conoscere alcune giovani illustratrici della zona 4, tra speranze, progetti e difficoltà. Perché sembra semplice dire “io disegno”, ma la realtà a volte è molto meno colorata dei pastelli. Una carriera complessa che richiede grande preparazione e una buona dose di fortuna, oltre, evidente, al talento. Godetevi i colori e la fantasia in questo viaggio nel regno dell’immaginazione. Federica Giordani
INTERVISTA A CLAUDIA GOTTARDO

L’intervento di Claudia Gottardo alla serata “OH CHE BEL CASTELLO…la letteratura per l’infanzia fra favole di ieri e di oggi”, organizzata da Quattro per la manifestazione culturale “La cultura si fa in…4”, ci ha avvicinati al mondo dell’illustrazione: da qui partiamo per il nostro tour tra le disegnatrici di zona, seguiteci…
Claudia è nata a Venezia nel 1975, ha studiato nella sua città natale presso il Liceo artistico statale e si è diplomata allo IED nel 1998. La sua carriera è molto varia: ha collaborato con Fabbri Editore, con i servizi editoriali RCS e con agenzie pubblicitarie, inoltre ha partecipato alla produzione di lungometraggi animati, come “La Gabbianella e il Gatto”, a serie televisive e home video e a numerosi commercials.
Una donna tosta, insomma, che ha molto da dire sul proprio mestiere: «per le gente comune l’illustratore, o disegnatore, non è una figura professionale, è solo uno che fa i disegnini! Non c’è riconoscimento professionale, nessuno sa bene come collocarci. In Italia non c’è mai stata molta cultura dell’illustrazione».
Dai cartoni animati alle illustrazioni per bambini, questi artisti sono impiegati in molti settori. Il loro lavoro oggi è un connubio tra creatività personale ed esigenze di mercato: «È raro trovare un editore che voglia “rischiare” con qualcosa di nuovo, inoltre anche il nostro lavoro ormai funziona in serie, alcuni fanno il disegno amatita, altri colorano e così via … della creatività personale rimane ben poco, anche perché bisogna adattarsi alle richieste dei datori di lavoro, ed essere pronti, ad esempio, a cambiare all’ultimo i colori e l’arredamento di una stanza a seconda del messaggio che loro vogliono far passare, e i capi, ovviamente, non sono mai tutti d’accordo».
Nell’era del computer «da un lato si è facilitati proprio per quanto riguarda i cambiamenti di elementi e colori, dall’altro è distruttivo perché si pensa che faccia tutto il pc, così i tempi si sono ristretti, dobbiamo produrre più velocemente, e siamo pagati sempre meno».
E per gli aspiranti disegnatori? «Ora c’è molta fretta e poca soddisfazione personale, molti fanno fortuna all’estero, mentre qui nessuno li voleva. Sicuramente aiuta molto conoscere qualcuno».
Tra i grandi nomi Claudia cita proprio Anna Laura Cantone, «Caso raro! Il suo stile originale e codificato è la sua firma. Bravi come lei ce ne sarebbero anche altri, che però non hanno avuto le sue stesse opportunità». Francesca BaroccO
INTERVISTA A CHIARA CHIOZZI

«Lavoro in un call center, non posso vivere d’illustrazioni. Riesco solo a dipingere quadri su commissione e fare decorazioni d’interni saltuariamente.» Chiara Chiozzi, malgrado le tante difficoltà che incontra ogni giorno, sorride e non perde la speranza. Sentiamo come si racconta all’Isola di Quattro
Da dove nasce la tua passione per l’illustrazione?
Sono sempre stata affascinata dalle favole classiche, mi perdevo fra le pagine ricche di disegni bellissimi. Sognavo di riuscire a creare immagini come quelle. Inoltre sono stata influenzata da mia mamma, anche lei dipinge. Adoravo colorare con lei.
Uno stile particolare, il fantasy-horror, come ti ci sei avvicinata?
Sono una grande lettrice di Stephen King, amo la letteratura celtica e sono appassionata di film come “La Storia Infinita”. Adoro dipingere, in particolare, figure femminili armate di spade, forti come la natura. I miei migliori soggetti nascono in una stanza immersa nel verde e nel silenzio, quella della mia infanzia.

Un lavoro tutt’altro che semplice: quali sono le difficoltà che incontri e quali consigli daresti a chi spera di avvicinarsi a questo mondo?
Il mercato dell’illustrazione è aperto solo a chi ha delle conoscenze nelle case editrici. Difficilmente accettano il nuovo.
Il fattore rischio non è ammesso.
Più che altro bisogna seguire corsi specifici. Ci sono moltissime tecniche che è bene sapere. Questo mondo esige flessibilità: puoi creare nel tuo stile, ma devi essere pronto ad aprirti alle esigenze del mercato.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
A breve pubblico “I dodici spiriti”, un libro fantasy scritto ed illustrato da me. Sto iniziando a farmi conoscere. Fino ad ora sono stata costretta a ricorrere all’auto pubblicazione. Ho inviato le mie stampe a diverse case editrici. Molte non rispondevano. Altre non erano interessate. Ora ho un contratto con la “Giovani Holden edizioni”, piccola casa editrice toscana per giovani emergenti. E’ un inizio!
Chiara Chiozzi, 31 anni nata a Cremona e residente in piazzale Martini. Studi: scuola superiore di arredamento, accademia di Brera e corso di specializzazione per illustratori allo IED. www.chiarachiozzi.com
Irene De Luca e Simona Brambilla
INTERVISTA AD ANNALAURA CANTONE

Abbiamo incontrato AnnaLaura Cantone, giovane illustratrice di zona, che ci racconta qualcosa di sé e del suo lavoro.
Curatrice della parte grafica di cartoni animati in onda su Rai Tre, illustratrice di libri per bambini di fama internazionale e insegnante d’illustrazione presso lo IED di Milano. Insomma una giovane donna nel pieno della carriera, ma come hai mosso i primi passi in questo campo?
Ho iniziato prestissimo, ancora studentessa, andando di fiera in fiera per farmi conoscere. Mi rivolgevo soprattutto ad editori italiani, a quel tempo non parlavo bene l’inglese. Mi rispondevano che il mio lavoro non andava, i personaggi erano troppo fuori dalle righe e soprattutto non avevo esperienza. Una volta mi sono sentita dire «O cambi stile o cambi mestiere».
Così ho deciso di puntare all’estero ed è stata la mia fortuna. A 22 anni mi hanno proposto di illustrare la mia prima storia e da lì è iniziata la mia “volata”.



Occhi a palla e grossi nasi, queste le caratteristiche principali dei tuoi personaggi. Da dove trai la tua ispirazione?
La trovo quotidianamente. Osservo la gente che vedo in strada. Mi colpiscono le fisionomie particolari delle persone.
Inoltre da due anni sono diventata mamma di una splendida bimba, mia musa ispiratrice prediletta e prima spettatrice dei miei lavori.
Quali consigli daresti a chi è si affaccia a questo mondo?
Essere persistenti, tenaci, pronti a tutto. All’ennesimo “no” al telefono, ho preso l’aereo e sono partita. Destinazione New York. Niente è impossibile se si ha la voglia di “sfondare” e di farcela. È importante girare le varie fiere di livello europeo come quelle di Bologna, Parigi e Francoforte. Bisogna farsi conoscere anche fuori dai confini. Oggi infatti sono più apprezzata all’estero che in Italia. Inoltre si può anche contare sull’ausilio delle nuove tecnologie.
In questo periodo, per creare “Pipì, Pupù e Rosmarina “ il cartone animato, ho dovuto adeguarmi ai tempi dell’animazione e non ho potuto fare a meno del computer. Conoscere e saper utilizzare questi supporti è molto importante, soprattutto se non si ha ancora esperienza in questo campo.
AnnaLaura Cantone. 32 anni. Nata ad Alessandria e residente in piazzale Martini. Studi: Istituto superiore d’Arte di Acqui Terme, ha ricevuto il diploma di laurea in illustrazione di libri per bambini nel 1999 allo IED (Istituto Europeo di Design) dove oggi insegna illustrazione per l’infanzia.
Simona Brambilla e Irene De Luca
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