BABYGANG da OSCAR

 

Il 25 ottobre si sono concluse al teatro Oscar di via Lattanzio le repliche di “D’ora in poi, come sarebbe se fosse diverso?” della compagnia Babygang, regia e testo di Carolina De La Calle Casanova e con la partecipazione di Paolo Rossi.
Lo spettacolo che ha sorpreso pubblico e critica, risponde alla domanda del titolo così: “bene o male che vada, nulla potrà essere come prima, ma forse è tempo di uscire e correre. Adesso”.

La prima domanda che abbiamo posto a Carolina è stata: Perché Babygang?
Carolina nasce spagnola (e in parte si spiega quel La Calle nel suo cognome) e si trasferisce a Milano dove segue i corsi della Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Baby Gang nasce quindi a Milano nel 2003 fondata da Federico Bonaconza, Carolina De La Calle Casanova, Valentina Scuderi e Stefano Slocovich, tutti compagni di corso. Baby perché giovani, gang perché gruppo coeso che trova in sé lo spazio dove ognuno porta il proprio bagaglio e lo mette a disposizione della gang, appunto. Nel 2005 si costituisce come Associazione Culturale e quindi Compagnia teatrale d’innovazione e di repertorio, autoprodotta, con sede nella nostra zona, in via Archimede 14.

“Il lavoro alle spalle” come lo definiscono quelli della Gang, comprende spettacoli come “Dammidanni” e “Guardati dietro” in collaborazione con la Scuola Paolo Grassi, “Casa di Bernarda”da Garcia Lorca che apre il lavoro della Compagnia sui classici spagnoli, sino a “Scherzi” e allo spettacolo di scena al Teatro Oscar. Tutti i loro spettacoli hanno ricevuto, oltre al favore del pubblico, premi e riconoscimenti dalla critica ufficiale.

Carolina De La Calle Casanova, drammaturga, regista, attrice, autrice, ci conferma che ciò che ha tenuto insieme il gruppo dal suo inizio è stato la follia e la severità, che sembrano essere elementi antitetici ma che invece rappresentano lo spirito del gruppo e la chiave di lettura del loro cammino creativo: metodo severo di lavoro fisico, intellettuale e di ricerca al servizio della follia creativa, indispensabile per raggiungere qualsiasi traguardo artistico.
Non facile, anche perché tutto ciò deve arrivare al pubblico, coinvolgendolo. E qui scatta quella che è, probabilmente, la grande intuizione del gruppo: diventare pubblico essi stessi, abbattere la quarta parete, facendo scoppiare lo spazio che separa il palcoscenico dalla platea. Tutto ciò si avverte in questo spettacolo dove gli attori spesso si rivolgono al pubblico che “ci sta”.

Per fare ciò, ci dice Carolina, il lavoro di gruppo è fondamentale, fondendo il testo con l’azione scenica, la personalità degli attori e quella degli spettatori che, fra l’altro, cambiando ogni sera, trasmettono impulsi sempre nuovi.
L’inserimento come attore ospite di Paolo Rossi, in “D’ora in poi”, come ci dice Carolina, che è stata coautrice e drammaturga dei suoi ultimi spettacoli, anziché spezzare gli equilibri delicati della gang ha dato ulteriore forza alla “severità e alla follia”.

Abbiamo concluso la nostra piacevole chiacchierata chiedendo a Carolina De La Calle Casanova come le è sembrato dal palco il pubblico della zona 4.
La risposta è stata interessante: non esiste, qui, un pubblico omogeneo come nei grandi teatri del centro, ma un mix formato da giovani, anziani, negozianti e professionisti, impiegati e dirigenti, con un gradimento, anche questo, non omologato.
Senza dimenticare che vivono in zona realtà culturali, religiose ed etniche diverse tra di loro, a cui fare riferimento.
Proprio per questo, Carolina crede che la zona 4 potrebbe essere per il teatro un buon campo da coltivare per ottenerne ottimi frutti.
E, curiosamente, ritiene che il mezzo per arrivare al pubblico, potrebbe iniziare dalcoinvolgimento attivo dei negozi: panettieri, ristoranti, lavanderie, bar etc
Perché no? Ma come? Ne riparleremo.

Per aggiornarvi sulle attività della Compagnia vi consigliamo di andare su www.babygang.org

Francesco Tosi