Arci 50, un nuovo spazio da scoprire

 

I fondatori lo descrivono così: un luogo dove passare il tempo libero, da soli o in compagnia, leggendo un libro o giocando a carte, a ping pong, studiando, navigando sul web in modalità wireless, guardando la televisione, bevendo un caffè o un buon bicchiere di vino, ascoltando musica o gustando un panino. Insomma: c’è poco che non si possa fare al circolo Arci 50. Semplicemente, come dice Luciano Paglione, uno dei due fondatori, «è uno spazio per socializzare, cosa che a Milano sembra sempre più difficile».

Il circolo ha aperto in primavera in via Benaco 1, sotto l’ex caserma dei Carabinieri. Un’area ampia, divisa fra una zona bar, un palco destinato a concerti, conferenze e spettacoli teatrali, una libreria che ospiterà mostre di pittura e fotografiche e un giardino con tavolini e alberi da frutto. Sì, avete capito bene: mele cotogne, kaki, nespole, pesche che crescono in città. «Tra poco saranno maturi i kaki», ci tiene a precisare Paglione. «Il circolo», interviene l’altro fondatore, Marcello Ruberto, mentre ci porta in giro per le sale, «sarà un posto dove respirare un’aria che non si trova più in giro, quella di un posto semplice e accogliente. Vogliamo vivere nel quartiere, ma in punta di piedi, senza creare alcun disturbo a chi vive già da tempo nello stabile e qui intorno».

L’idea è di un luogo con due anime distinte. Il giorno sarà dedicato prevalentemente ai soci tradizionali, mentre la sera l’Arci 50 si apre ai giovani, con forme di intrattenimento dedicate a loro. Ma con alcuni punti fermi, spiega Paglione: «Non ci interessa il divertimento mordi e fuggi: vogliamo favorire socializzazione autentica. E nel rispetto della quiete della zona, troveremo i giusti compromessi. La musica, ad esempio, sarà prevalentemente jazz o acustica».

Un altro aspetto che promette di sorprendere, assicurano i fondatori, è quello gastronomico. La gente, spiegano, va presa per la gola. Dove c’è buona cucina, le persone arrivano. Per questo all’Arci 50 non si mangeranno solo spuntini veloci. Anzi, a mezzogiorno il circolo offre un vero e proprio servizio di ristorante, con menù scelti con cura, pur rispettando una certa rapidità di servizio. Il tema, aggiunge Paglione, è quello del “mangiar sano”.

«Lo spazio è veramente grande, chi è venuto qui a dare un’occhiata finora ne è rimasto entusiasta». Quello che colpisce, in effetti, è la disposizione del circolo in una serie di sale ampie e indipendenti, ciascuna adibita a una diversa attività.

Infine, sarà possibile iscriversi a una serie di corsi: dal ballo liscio tradizionale al tango argentino, dalla biodanza ai balli caraibici, e poi lezioni di chitarra, yoga e scrittura creativa. Il tutto fornito da professionisti qualificati e capaci. E per chi preferisce iniziative più particolari, sono previste serate con aperitivo letterario, concorso sul “giallo” milanese, spettacoli dedicati ai bambini e nel fine settimana partite di calcio sul maxischermo. Il tutto, «respirando più Arci possibile», sorride Paglione.

Francesco Segoni