Piano parcheggi: effetti collaterali

 

Ci siamo spesso occupati negli anni dei parcheggi sotterranei, quelli che si sono fatti (in tempi sempre più lunghi del previsto), quelli che si devono ancora fare, quelli che non si faranno, quelli voluti, quelli non voluti, ecc…..
La casistica è veramente ampia!
Torniamo sul tema su sollecitazione di un lettore, Mauro Sansonetti, che ci ha sottoposto una problematica e un punto di vista diverso dai soliti, ovvero quello di un cittadino che ha prenotato, pagando, un box di quelli previsti in via Venosa, che non si sono realizzati.

Ecco la sua segnalazione.

“La società S.G.C. Italia spa(consociata alla società Co.Ge.Pre. Costruzioni), dopo aver vinto il bando di concorso per la costruzione di 3 piani di box sotterranei in via Venosa prima e poi, dopo una forte spinta contraria di un comitato di zona 4 a non farli, in via Einstein, è fallita nel 2008.
Tutti coloro (oltre al sottoscritto, molte persone sicuramente!!!) che avevano versato una caparra nel 2005 per acquistare i box, su sollecito dell'azienda stessa, che aveva contattato con lettere tutti i cittadini residenti vicino alla nuova costruzione,si sono trovati in "braghe di tela".
L'udienza per il fallimento è stata fissata per il 24 ottobre 2008: con gran stupore ho appreso dal curatore fallimentare (avv. Pellegrini) che la mia richiesta di insinuazione passiva è stata rigettata dal giudice perchè la società S.G.C. ha ceduto tali crediti ad una società “fantasma”, la Unifan, poco prima del fallimento.
Pertanto tutti coloro che hanno pagato la prenotazione non potranno adire al fallimento: oltre ciò molti come me non compaiono neanche nel bilancio della società con il versamento effettuato in quanto la S.G.C. ha girato gli assegni ad altri invece che procedere all’incasso.

Via Venosa


Come me sono certo che molte altri cittadini siano nella stessa condizione: avevo anche esercitato diritto di recesso nel 2007, tuttavia la società si è sempre fatta forte del fatto che il Comune non aveva mai bocciato definitivamente il progetto (unico caso che prevedeva il risarcimento del denaro ai cittadini e il pagamento della penale da parte del Comune di Milano alla società stessa).
Inoltre, non esiste una fidejussione accesa dalla società suddetta vincitrice della gara d’appalto, perchè ai tempi il Comune di Milano non obbligava le società vincitrici della gara d’appalto ad accenderla immediatamente.

La tutela del Comune è stata finora nulla e noi cittadini ci troviamo completamente indifesi rispetto a tale “truffa”.
Sarebbe utile riuscire a recuperare i nominativi di coloro che sono stati coinvolti in questo raggiro al fine di agire con una class action: personalmente mi sono già rivolto ad uno studio legale il quale ha inviato raccomandate di sollecito alla società Co.Ge. Pre (Ing Marino) senza nessun riscontro e con un ulteriore esborso di altri soldi.
Mi sono anche rivolto al difensore civico (Avv. Ciacci, presso la sede di via Dogana) che sta seguendo la pratica: esorto tutti i cittadini coinvolti a prendere contatto con quest’ultimo al fine di fare numero nei confronti del Comune che in qualche modo deve tutelarci.”