Via Sannio capitolo secondo: il palazzo UNI

 

Il numero scorso c’eravamo lasciati al Bar Italia con la promessa che, posata la tazzina del caffè, avremmo proseguito la nostra passeggiata in via Sannio per scoprirne le nuove realtà.
Subito, sul lato destro, troviamo al numero civico 2 un palazzo luminoso, costruito a tempo di record dove prima c’era un basso edificio industriale ed parcheggio privato. Ha uno stile piacevole, nordico, e potrebbe sorgere a Bruxelles piuttosto che a Strasburgo o a Dusseldorf.
Il palazzo UNI, poco milanese, è molto internazionale come l’aria che si respira all’interno e che muove le bandiere europee nell’atrio. Quello di Milano è la sede centrale che ospita la Direzione Generale e la Presidenza, la Direzione Gestionale e quella Tecnica cui fanno riferimento l’ufficio di Roma per un totale di 107 dipendenti e 23 centri di informazione dislocati in 19 città. Noi veniamo accolti con grande cortesia dall’Ing. Elio Bianchi, direttore gestionale dell’UNI e dal Dr. Alberto Monteverdi, responsabile area comunicazione e formazione.

L’ingresso in via Sannio 2

Una citazione che aiuta a spiegare l’attività UNI è quella di Alessandro Manzoni tratta da “La storia della colonna infame” che dice: ”L’operare senza regole è il più faticoso e difficile mestiere di questo mondo“. Chissà se Don Lisander si riferiva alla stesura del suo libro o alla gestione della sua complicata famiglia? Certo è che l’ assioma, oggi, è valido sia per le imprese, che per il consumatore che per lo Stato.

Secondo l’Ing. Elio Bianchi, le norme UNI sono documenti che definiscono “come fare bene le cose” e pertanto consentono alle imprese di realizzare prodotti sempre più sicuri, durevoli, compatibili con l’ambiente e quindi di maggior qualità e più competitivi, ai lavoratori di prestare la propria opera in condizioni di lavoro più sicure ed ergonomiche, alla Pubblica Amministrazione di erogare servizi in modo più efficace ed efficiente, ai consumatori, infine, di consumare meglio, scegliendo servizi e prodotti “a norma“, chiudendo così il cerchio ideale del mercato.

L’interno con la grande cupola di vetro

UNI-Ente Nazionale Italiano di Unificazione è una associazione privata senza scopo di lucro che nasce nel 1921 per far fronte all’esigenza dell’industria meccanica, allora neonata, di unificare le tipologie produttive, facilitare lo scambio dei pezzi e diffondere nuove tecnologie.
Da allora molto è cambiato nella società e nel mondo imprenditoriale e molto è stato fatto da UNI, in particolare per rafforzare ilsuo ruolo socio-economico.
Armonizzare norme e controlli di prodotti e servizi ed unificare prodotti, prestazioni, metodi di prova, salvaguardando gli interessi del consumatore, sono gli obiettivi primari di UNI.
Non sono obiettivi da poco se a tutto ciò si aggiungono gli incarichi di rappresentare l’Italia nelle sedi di normazione europee (CEN) e mondiali (ISO).
La più nota delle norme UNI è probabilmente la UNI EN ISO 9001 sulla qualità. Chiediamo a Bianchi di spiegarci di che cosa si tratta.
“Lo scopo della UNI EN ISO 9001 è quello di mettere le aziende in condizione di soddisfare pienamente i clienti, mediante un sistema organizzativo preciso ed efficace che sappia capire le esigenze dei clienti, che aiuti le imprese a fissare i propri obiettivi e a stabilire come raggiungerli. Ma vi sono altre famiglie di norme che hanno un effetto più evidente e diretto sul cittadino consumatore: quelle che stabiliscono le caratteristiche di qualità, sicurezza e impatto ambientale dei prodotti e dei servizi”

Le Sedi Uni sono un interessante luogo di incontro e di scambio per rappresentanti di mondi diversi: imprese, università, tecnici, burocrati, consumatori. Ognuno di loro porta la propria esperienza, le proprie tecnologie, le proprie esigenze e la propria cultura sia aziendale che personale e discutendo in Commissione, a volte molto appassionatamente, si arriva alla elaborazione di quella norma che quasi sempre rappresenterà un passo in avanti per la società.
Le norme infatti, come ci dice ancora Bianchi, di principio sono volontarie ma dato che sono fondamentali per stabilire le caratteristiche di qualità, sicurezza, durata di prodotti e di servizi, sempre più spesso sono citate dalla legislazione (che invece è cogente!) per definirne gli aspetti tecnici necessari. Un esempio: la legge dice che gli impianti a gas presenti in ogni casa devono essere “sicuri” ma rimanda alle norme UNI su come realizzare questa sicurezza. Avete certamente presente il foro di areazione nelle nostre cucine: ebbene, esso si rifà alla norma UNI 7129 così come il cambio quinquennale del tubo del gas alla norma UNI 7140.

Ma al di là dei collegamenti con le leggi, sempre più spesso il mercato propone prodotti di uso quotidiano che rispettano le norme UNI e per identificarli basta cercare la sigla UNI o EN o ISO sulle confezioni o sul prodotto stesso. I sacchetti di plastica biodegradabili “ecologici”, ad esempio, portano la scritta UNI EN 13432, le pentole a pressione “sicure” UNI EN 12778, le attrezzature dei parchi gioco “amiche dei bambini” sono UNI EN 1176, e così via per migliaia di prodotti d’uso quotidiano. Ognuno di noi ha nelle proprie case, forse senza saperlo, prodotti marcati UNI e pertanto più sicuri.

Ovviamente è difficile in un breve articolo dare un’immagine esaustiva di un mondo così complesso come quello di UNI e a questo proposito l’ing.Bianchi ci invita ad entrare nel sito www.uni.com per saperne di più e in particolare in due link che, più delle parole, ci possono illustrare ciò che concretamente, oggi, UNI fa per i consumatori.
Due titoli sono curiosi ed evocativi, i contenuti interessanti e molto utili: “Arriva le neve: usate la testa” dedicata agli sciatori (www.uni.com/it/comunicare/articoli/2008 4/sicurezza sci2008.pdf) e “Hai tutte le ruote a posto?” per chi vuole pedalare sicuro con la bicicletta a norma (www.uni.com/it/comunicare/articoli/2009 2/pedalare sicuri apr.2009.pdf).
Ma consigliamo pure la sezione “UNIverso” che contiene tutte le informazioni di interesse pratico per i consumatori.

L’edificio industriale preesistente

Salutiamo i nostri ospiticon un’ultima domanda che interessa la nostra zona.
Quali sono state le ragioni e i vantaggi, se ci sono stati, che hanno convinto UNI a trasferirsi nella sede di via Sannio?
“Noi eravamo già in zona 4 con la precedente sede, collocata nella parte più a nord (via Battistotti Sassi), ci dice il Dr. Monteverdi, ma la ricerca di una sede di proprietà ci ha portato, tre anni fa, a decidere per via Sannio che è sicuramente un luogo strategico sia dal punto di vista dei trasporti pubblici che dalla facile accessibilità autostradale, anche in considerazione dei molti ospiti stranieri che partecipano ai nostri lavori e comunque è collocato nel cuore della città, a conferma che le attività di normazione è molto vicina alle esigenze del cittadino.”

Francesco Tosi