Via Sannio, da strada cieca a via del design/1

 

Me la ricordo via Sannio solo pochi anni fa: un cul de sac dove era meglio non parcheggiare l’auto.

Dal caos di Piazzale Lodi e dopo le luci del Bar Italia il nulla. O meglio un certo tipo di attività c’era ma era concentrata nelle sale di un pub inglese, reso ancora più british dalla nebbia che lo avvolgeva nella stagione invernale e nei traffici che si svolgevano nelle auto parcheggiate.
Poi la sede della TIBB, trasferitasi a Sesto San Giovanni fu acquistata da Allianz che in breve ristrutturò tutto l’isolato, ridando alla costruzione la sua originaria, solida bellezza architettonica voluta da Tecnomasio Brown Boveri nel 1906.

Nel frattempo, dove c’era un parcheggio scoperto, iniziarono i lavori per la costruzione della nuova sede dell’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, che ospita funzionari ed esperti da tutto il mondo che discutono ed elaborano le norme che regolano la nostra vita di consumatori europei.
Più avanti il vecchio pub si è trasformato in una brasserie, “Le vent du Nord,” dove si ha veramente l’impressione di essere a Bruxelles tra boccali di birre, patate fritte e chili di moules cucinate in mille modi secondo la tradizione belga.
Proseguendo, troviamo accanto a vecchi artigiani e officine, i nuovi padroni della via: architetti, designers, ateliers, la cui creatività abita nelle strutture di vecchie case di ringhiera e si rafforza proprio grazie al contrasto che la circonda.

E qui c’è l’Atelier Mendini, il Piano B, Ricasso, Jacopo Foggini etc, strutture diverse, obiettivi diversi ma stessa voglia di dare alla zona dove si sono installati,una nuova immagine di efficienza creativa. Insomma non c’è solo via Tortona….
Ma ciò che ha consentito il grande cambiamento urbanistico della via Sannio, è stata l’apertura del fondo strada che l’ha collegata al resto del quartiere, consentendo anche l’accesso ai nuovi condomini sorti negli ultimi due anni.
Ora via Sannio respira, certo non è ancora definito l’assetto finale e si è in attesa, da tempo, di un parco, di un laghetto, di un asilo e poi della ristrutturazione della stazione Romana.

Via Sannio è l’esempio di quello che il privato può fare al di là delle delibere, dei piani di ristrutturazione, di progetti urbani complessi,degli Expo, che la burocrazia e i soldi pubblici molte volte non consentono di realizzare.

Al Bar Italia che per la sua posizione angolare , rappresenta, ormai da anni, da quando cioè si è trasferito dall’edificio posto dall’altra parte della piazza, di cui si vede ancora l’insegna sdrucita, una specie di avamposto della via Sannio, ci confermano che il nuovo insediamento di Allianz ma soprattutto la presenza di esperti internazionali che partecipano alle commissioni tecniche di Uni, hanno dato una svolta internazionale anche alla loro clientela. Ai tavolini, alle chiacchiere degli abituali avventori di zona con cani al guinzaglio, si sovrappongono discussioni in tutte le lingue del continente.
Posiamo la tazzina del caffè e proseguendo la nostra passeggiata, approfondiremo nei prossimi numeri la conoscenza delle attività che stanno dando alla zona quattro nuove prospettive.

Francesco Tosi