Nostra intervista al Presidente SOGEMI:
forse riusciamo a fare un po' di chiarezza su Ortomercato e Città del Gusto

 

Abbiamo spesso criticato la faciloneria con cui si spostano cittadelle e progetti di qua e di là, come fossero pedine che possono essere mosse indifferentemente; abbiamo quindi fatto un salto sulla sedia quando abbiamo letto che “qualcuno” (a proposito, chi?) ha proposto di spostare la cosiddetta Città del gusto e della salute e l‘ortomercato a Rho Pero!!

Intorno a questa “voce che gira con insistenza” ci sono stati poi un po’ di ricami, molte domande, poche risposte, e infine una interrogazione in consiglio comunale del consigliere Montalbetti e di altri esponenti dell’opposizione.

Data la rilevanza del problema, in particolare nella nostra zona che ospita i mercati, abbiamo chiesto un incontro con il Presidente di Sogemi, Roberto Predolin, per avere qualche informazione certa e per trovare rassicurazioni sulla localizzazione della Città del gusto e della salute nell’area dell’ex-macello.
Dobbiamo dire che il Presidente di Sogemi è stato esauriente e franco nelle sue risposte, per cui adesso il quadro delle prospettive e dei problemi è più chiaro anche per noi, e speriamo, dopo averci letto, anche per voi lettori.

Dott. Predolin, abbiamo seguito in tutti questi anni le vicende dell’ortomercato e dei mercati annonari; sono cambiati tanti presidenti, ma sembra che ogni volta si ricominci da capo. L’ultima giunta aveva proposto il trasferimento che poi non è avvenuto, non sappiamo se per problemi relativi alla nuova area da reperire o per altri motivi. La giunta Moratti invece all’inizio del mandato ha fatto la scelta di mantenere i mercati nella loro sede; adesso questa “voce” di trasferire a Rho Pero l’ortomercato. Ci può chiarire?

In qualità di assessore al Commercio nella Giunta Albertini avevo già seguito queste vicende e quello che l’allora sindaco aveva fatto fare era uno studio che era stato poi analizzato e accantonato perché sarebbe stato un danno per il sistema agro-alimentare milanese.Collocare all’esterno i mercati avrebbe significato mettere in difficoltà la piccola distribuzione e l’ambulantato.I mercati poi hanno anche una funzione sociale, i famosi sabati mattina quando migliaia di milanesi possono fare acquisti, cosa che non potrebbe più avvenire spostando il mercato all’esterno della città.Con Letizia Moratti abbiamo invece fatto quest’altra operazione, di portare in Consiglio comunale una delibera, che è stata approvata, per mantenere l’ortomercato in questa area, riqualificarlo e fare una serie di altre operazioni.
Adesso che succede? Che la situazione dei mercati, soprattutto l’ortofrutta, è difficile, non solo dal punto di vista strutturale, delle strutture portanti, ma anche da quello del carico e scarico delle merci che ora è caotico.

Ma quello delle piattaforme logistiche era uno degli interventi che voleva fare…..

Infatti una l’abbiamo già fatta, è stata realizzata da una società in un anno ed è funzionante da gennaio. Il privato ha investito ma Sogemi rimane proprietaria della piattaforma quando il privato se ne va.
L’altra piattaforma sarebbe già pronta, ma mi hanno bloccato una trentina di operatori che volevano creare loro la società per poi gestire con Sogemi la piattaforma. Ma l’operazione così non funziona, la vogliamo fare noi.
Vede, abbiamo un sistema di logistica interna che non regge: i padiglioni sono molto vasti e lontani dall’area di carico e scarico, per cui tempi più lunghi e grandi movimentazioni di merci.


Tenete conto che gli orari di carico e scarico sono fra le 2 del mattino e le 4 e mezza dopo di che arrivano i compratori; quindi il poter fare una logistica più seria e meglio organizzata è un problema complesso proprio per i grandi spazi occupati e per la sistemazione del mercato che è vecchio sotto ogni punto di vista.
Per questa ragione abbiamo fatto la scelta della creazione Città del gusto e della salute.

Mi spieghi, quale è il nesso?

Si possono recuperare risorse economiche per fare riqualificazioni all’ortomercato. E i problemi di logistica erano alla base della proposta di spostamento dell’ortomercato a Rho Pero.

E, a proposito, chi l’ha lanciata?

Non lo so, Stanca ha detto di no, Moratti ha detto di no, tutti hanno detto di no.
Quello che è stato detto in questo periodo è da prendere con le molle, dato il periodo pre-elettorale; molti hanno detto la loro forse senza sapere di che cosa stanno parlando.
Improvvisamente, l’ortomercato è diventato argomento di grande dibattito: meglio così invece di parlarne solo come il centro della delinquenza mondiale. Comunque, riguardo a questo aspetto, abbiamo risolto tanti di quei problemi in questo anno e mezzo!Abbiamo fatto un accordo con i sindacati in modo che possano entrare solo le cooperative con certi requisiti e canoni, abbiamo pronto un bando per l’accreditamento delle cooperative, verificato anche dall’Ispettorato del lavoro; la stessa operazione della piattaforma ha dimezzato il problema del lavoro manuale, alleggerendo l’utilizzo del personale “scavalcante”.

Ritornando all’idea dello spostamento, ho partecipato al dibattito perchè sono sempre disponibile al dialogo, spiegando sul Sole 24ore che ci possono essere lati positivi nel creare una struttura più moderna, più piccola, tecnologica, dopo di che ho verificato sul campo che sono più gli aspetti negativi: l’area di Rho Pero è troppo piccola, le fiere portano un sovraccarico e una notevole congestione sulle strade, i tempi di percorrenza dei camion si allungano. Il prodotto fresco non può aspettare ore e ore in coda!

E quale è la percentuale di clienti della città che si approvvigiona all’ortomercato?

Il 65/70% dei clienti dell’ortomercato sono negozi di Milano e della provincia, ambulanti dei mercati all’aperto, gli itineranti che hanno il loro furgone e girano i paesi. I rifornimenti sono giornalieri e gli acquisti vengono fatti a vista. I buyer delle grandi aziende, invece, fanno gli ordini anche a distanza, e la grande distribuzione ha le proprie piattaforme logistiche. Viene ancora da noi per piccoli acquisti, magari quando c’è qualche partita che va a male.
Mi sembra di capire quindi che uno spostamento per questo tipo di clientela non sarebbe auspicabile. Completiamo allora il quadro dei problemi dell’ortomercato….
Dicevo che il problema dell’ortomercato è che è troppo grande. Lo spazio è quindi difficilmente riqualificabile per i costi; quando parli di riqualificazione stai parlando di aziende vive (300 fra produttori agricoli e grossisti) che vanno spostate, e dove le sposti?
Oltre al disagio per i lavori c’è il pericolo della perdita dei clienti, perché non c’è più la vera fidelizzazione al fornitore che prima c’era. Andrebbe compattato e reso più efficiente.
Cosa conviene? Riqualificare completamente o restituire al Comune una “fetta”? Non lo so.
Ho qui l’area dell’avicunicolo, 30.000 mq sottoutilizzati; c’è già il progetto di spostarlo di fianco al mercato dei fiori e del pesce, creando un polo proteico.Quell’area potrebbe essere utilizzata per compattare l’ortomercato, liberando l’area terminale su via Varsavia per altri utilizzi.
Lancio messaggi; ci vuole un piano industriale e ci vogliono investimenti, risorse economiche che adesso non ci sono.

In attesa però del piano industriale (o di qualcosa che gli assomigli), quali sono gli interventi che avete fatto e intendete fare?

Stiamo procedendo alla manutenzione necessaria per mantenere in sicurezza i capannoni.
L’amianto è stato tolto, c’è ancora qualcosa presso il Frigomercato; è rimasto quello sui tetti che è però pressato e non è pericoloso; la situazione è comunque sempre monitorata e sotto controllo sia da parte della ASL che da parte dell’ARPA.Volevamo mettere pannelli fotovoltaici sopra i ctetti dei capannoni, ma sto aspettando di vedere se devo buttarli giù o meno.
E’ che come ti muovi, ti trovi misure enormi e pochi quattrini.

C’era anche l’idea di far arrivare le merci via treno

Sì, c’era già l’accordo con Moretti per l’utilizzo della ferrovia, ma il progetto costa troppo e non ci sono i soldi; c’è anche il problema dei treni che ritornerebbero vuoti, senza carico. Peccato, avrebbe alleggerito il traffico su gomma.

Passerei adesso al progetto della Città del gusto e della salute che per la nostra zona riveste un grande interesse. Intanto mi garantisce che la localizzazione è quella dell’ex-macello?

La città del gusto rimane nell’area già individuata; è stata creata una società apposita, la Sogemi food, che ha già preso in carico da Sogemi l’area. Il progetto è definito al punto tale che il Politecnico ha già tracciato tutto quello che deve essere fatto per il bando, per cui quando mi danno il via io posso già partire.
I ritardi sono dovuti al problema della gestione Expo, in cui si sono intrecciati vari interessi; l’accordo non si è raggiunto fino a poco tempo fa, e questo ha bloccato per mesi tutte le operazioni; io comunque sto insistendo perché si vada avanti.

Ricordo che questo è l’unico progetto in città coerente con il tema dell’Expo ed una grande occasione di riqualificazione di quel quartiere, dove porterà molta vitalità per la presenza di un polo scientifico per l’agroalimentare, di un centro polivalente di Milano Ristorazione, di un centro di formazione enogastronomica, di ristoranti, di verde, ecc…
Abbiamo già fatto bandi internazionali per inserire operatori stranieri, sono venuti operatori dall’estero con offerte che io non immaginavo, ci sono operatori internazionali e italiani che hanno interesse ad entrare in questo sistema perché hanno creato operazioni analoghe.

E le splendide palazzine liberty su viale Molise? E la galleria del Macello, che è tra l’altro rappresentata nel nostro logo?

Le palazzine saranno utilizzate per la “parte ludica”, di forte attrazione; pensavo, ad esempio, che l’interno potesse essere caratterizzato da qualche stilista.
La galleria, che anche noi abbiamo utilizzato nel nostro logo, diventa la parte espositiva coi vari Paesi che espongono.

Diciamo che sono rassicurata dalle sue affermazioni, e torneremo sulla Città del gusto nel prossimo numero con maggiori informazioni proprio sul progetto. Adesso, ci fa fare un giro nell’area?

Certamente!

E così montiamo sul SUV del Presidente, la nostra redattrice Federica Giordani, Mario Losi, Responsabile Relazioni Esterne, ed io, e prima facciamo una visita all’interno della piattaforma logistica della ORTOLOG per vedere come è organizzata, con 13 postazioni per lo scarico delle merci, un padiglione frigo e uno per la maturazione, e poi facciamo un giro all’interno dell’area ex macello, veramente molto ampia, con tante costruzioni veramente degradate e abbandonate da decenni (le si possono vedere anche da via Lombroso).

Facciamo la foto ricordo della galleria del Macello e scopriamo anche due grandi cascine che ospitavano gli animali da cortile.

Fine del giro e arrivederci a tutti.Seguiremo con costanza l’evolversi dei progetti. Ma ci pensate?
Città del gusto, palazzine liberty recuperate nella loro bellezza e di fronte la BEIC? Non ci posso credere……

Stefania Aleni