L'isola di QUATTRO
Eros al femminile

 

Non sgranate gli occhi. Forse non ve lo aspettavate ma questo mese l'Isola di Quattro vi presenta una pagina insolita. Abbiamo chiacchierato per voi con Rodesia Vichi (niente pseudonimo è il suo vero nome) autrice del romanzo erotico “Mio re dagli occhi belli”. Rodesia, mamma di una ragazza di 21 anni, vive a Reggio Emilia e ha scritto un bel romanzo che racconta una storia d'amore, di passione ma anche di profondo disagio sociale. Un'occasione per scoprire un genere letterario di nicchia in Italia, ma decisamente sottovalutato. In più potrete anche scoprire la lunga strada della letteratura erotica negli ultimi anni nel nostro Paese. Un viaggio intenso e appassionante, come lo sono tutti quelli che ci regalano le pagine dei libri. Buona lettura e non dimenticatevi di venirci a trovare anche sul nostro blog, vi aspettano contenuti extra e tante altre segnalazioni!

Federica Giordani

L'INTERVISTA

Un esordio particolare: un romanzo erotico. Un genere difficile in Italia. Come mai questa scelta?
Il romanzo erotico ha ancora molti ostacoli davanti a sè, anche se il sesso ormai è dappertutto.
Io ho iniziato con questo genere perchè mi piace, è interessante, anche se non è considerato così, dal momento che la nostra cultura ci porta a vederlo in modo negativo, ieri come oggi. Ieri era vergogna e oscenità, oggi invece è un giochetto, poco positivo. Per me è tutt’altro.

E' difficile scrivere un romanzo erotico?
Assolutamente sì. Perchè riuscire a creare determinate sensazioni solo con le parole, con la descrizione di un fatto, senza immagini o musica, come nei film, è complesso. E' un po' come i gialli: è necessario sapere creare sensazioni di suspence e paura solo con le parole.

Perchè si scrive un romanzo erotico?
Io scrivo per hobby, non sono una professionista, ma esprimo le mie sensazioni. “Mio re dagli occhi belli” è a metà strada tra un romanzo erotico e un romanzo d'amore; in quel momento mi sentivo così e così ho scritto. Vorrei davvero evitare di cadere nello schema della letteratura erotica contemporanea, vorrei creare qualcosa di diverso, dove si affrontino anche questioni psicologiche, sociali, evitare l'erotismo lontano da tutto il resto del mondo e dei suoi problemi. Spesso gli editori sono molto legati alla “legge del mercato”, e cercano un erotico fine a se stesso, è un peccato. Sembra che l'erotico in letteratura abbia come obiettivo quello di alimentare una visione delle donna mass mediatica, quella donna “oggetto”, che non ha desideri ma è solo l'oggetto dei desideri.

C'è differenza tra erotismo e amore?
Direi che in genere si intrecciano raramente. Solitamente nei romanzi c'è una protagonista femminile che attraversa una serie di situazioni spinte fino ad arrivare al pentimento finale. Di solito è una donna negativa, magari una prostituta, una ninfomane o cose simili. Quello che vorrei io invece è uscire da questo stereotipo, creare una via di mezzo.

Come sei arrivata a pubblicare?
Non è stato facile, tanti editori hanno rifiutato il mio libro solo per il genere. Tantissime porte in faccia, anche perchè mi dirigevo sempre verso le grandi case editrici e andavo un po' a casaccio. Poi mi hanno segnalato questa casa editrice (la Robin edizioni ndr) ed è andata bene. A breve pubblicherò il secondo romanzo, sempre con loro e sempre erotico.

Hai avuto più difficoltà, in quanto donna, a scrivere un romanzo erotico?
Accidenti, sì. Ma non tanto a causa degli editori, anche perchè non è da molto che l'editoria si è aperta a questo genere. Ma nel rapporto con la gente la difficoltà c'è: c'è un grande pregiudizio, il sesso è ancora un tabù, nonostante tutto. Non ci si rende conto che una donna che pensa e scrive di sesso è semplicemente donna, non ha niente di “strano”.

Come ha reagito il pubblico, che riscontri hai avuto?
Ho notato un imbarazzo generale. Anche gli amici fanno fatica ad esprimermi la loro opinione, alcuni addirittura mi hanno detto che “è pornografico”. Il fatto che un romanzo erotico sia scritto da una donna normale, con famiglia, figli, è una cosa che non si spiegano. Si pensa che un romanzo erotico sia scritto da una porno star, o da una prostituta, ma non da una donna e basta. Una donna “per bene” non dovrebbe avere questi pensieri. Devo dire anche che a Reggio Emilia, dove vivo, la mentalità è ancora un po' da “paesone” anche se a volte ci atteggiamo da grande città.

Che differenza c'è tra erotico e pornografico?
In letteratura oggi è quasi impossibile fare un romanzo erotico che non sia anche pornografico. Mi spiego. Nell’usare lo sfumato, nel raccontare un bacio, nel descrivere una nudità, in letteratura non è possibile avere lo stesso effetto che si ha, per esempio, al cinema. Oggi siamo assuefatti al sesso e non farebbe nessun effetto parlare di un corpo nudo su un letto.

Un romanzo erotico potrebbe avere come protagonista un uomo?
Mi piacerebbe farlo, ma dato che a me piace scrivere in prima persona, sarebbe difficile calarmi nei panni di un uomo per un intero romanzo. Ma vorrei lavorarci, anche perchè non ho mai letto un romanzo di questo tipo, sarebbe interessante.

Nel libro la protagonista parla spesso dei “treni del male”: che cosa sono?
I treni del male sono le consuetudini, sono le esasperazioni delle regole. Io non sono contraria alle regole, anzi, sono necessarie sopratutto a livello sociale per evitare lo sbando, ma ci sono delle forzature, delle imposizioni, dei modelli, che sembrano essere un vestito che deve andare bene a tutti. Condanno le consuetudini del passato ma anche quelle di oggi, perchè per alcuni, forse, possono andare bene, ma per altri seguirle significa farsi del male da soli.

 

L'ALTRA INTERVISTA

Per avere uno spaccato di come le donne di oggi vivono ed esprimono concretamente la loro sessualità siamo andate a fare qualche domanda nel sexy shop Magic America di viale Umbria 50.

Che tipo di donne frequentano i sexy shop? Potete descrivercele…
Innanzitutto le nostre clienti non hanno un età precisa, sono sia ragazze di 18 anni sia signore pensionate che acquistano principalmente oggetti di stimolazione erotica e biancheria intima.
Alcune vengono da sole, in gran segreto, altre invece con il proprio partner alla ricerca di qualcosa di nuovo da sperimentare insieme.

Con il nuovo millennio è aumentata la clientela femminile? Le donne si sono liberate dai tabù che sempre circondano la loro sessualità?
Mah… piano piano le visite femminili sono aumentate, ma la gente si vergogna ancora, ha paura di venir giudicata per qualcosa che, in fin dei conti, fa parte della vita di tutti.
La televisione e giornali hanno un ruolo molto importante perché con le immagini, la pubblicità, i film stanno contribuendo a sciogliere i rigidi schemi mentali nei quali si trovano ancora molte persone oggi, ma in Italia la strada è ancora lunga.

A proposito del nostro paese, si nota una netta differenza con il nord Europa riguardo allasessualità femminile, lì c’è molta più libertà. Cosa ne pensate?
È un questione di mentalità e di cultura; più a sud si va peggio è, basta guardare la Tunisia, lì le donne esprimono i loro desideri con il marito e basta. Speriamo che con il tempo le cose cambino anche qui, ma non ne siamo sicuri.

a cura di Simona Brambilla

 

LA RECENSIONE

“Sola come una narcisista, o come una sacerdotessa della Roma antica, una vestale, la custode del sacro fuoco, una vergine. Già, proprio una vergine, poiché questo io sono. Una vergine con le sembianze da pornodiva e i pruriti d’una ninfomane. Un controsenso, un groviglio, un’incognita anche per me stessa, comunque un’entità e non un burattino, una persona che sta ancora cercando il proprio io viaggiando controcorrente. Chi sono? Ora come ora non lo so. Un giorno lo scoprirò o forse no. Di certo, giammai sarò ciò che il mondo pretende che io sia. Pur nella mia confusione, ricuso i fili manovratori.”

1986, paesino non precisato del sud Italia. Mavi è una ragazzina di tredici anni che sta scoprendo il proprio corpo e il piacere ad esso legato, vive le prime inspiegabili accelerazioni cardiache quando vede Valerio, fratello gemello della sua migliore amica, e fa i conti con una realtà tipicamente provinciale che condanna le ragazze troppo “espansive”. Amore, sesso, psicosi.Mavi li incontra durante un pomeriggio tempestoso in una casa abbandonata, e quando la bufera finisce, tutto passa lasciando un enorme punto di domanda a pesare nella coscienza dell’adolescente. Il segreto di Mavi, che la memoria si rifiuta di ricordare, le cambia silenziosamente la vita. Il romanzo segue alcuni anni della vita di Mavi, da ragazzina indifesa, a donna consapevole del potere del proprio corpo ma ancora spaesata, in contrasto con un mondo che va avanti con le sue mode, conformismi, incongruenze. Ma quell’ombra, rimasta acquattata nella sua anima e che le impedisce di vivere gli affetti e il sesso, è pronta per essere illuminata. A farlo sarà un uomo ricomparso, come fantasma, dal suo passato. La forte attrazione si scontra con una realtà che non vuole lasciarsi vivere, e si riversa nei sogni erotici di Mavi, diventando quasi ossessione. In un mondo di persone autodistruttive, sole, invidiose verso quei pochi che riescono a trovare l’amore, Mavi sarà costretta a fare le sue scelte: ricominciare a vivere veramente, o consumarsi nei sogni?

Rodesia Vichi miscela sapientemente gli ingredienti di questo romanzo, che è riduttivo definire solo erotico.
Romanzo di formazione, critica sociale, dramma psicologico, racconto adolescenziale ed erotico in ogni sua sfumatura: note diverse armoniosamente combinate in un nuovo genere letterario, o forse, chissà, nel ritorno di un genere che pensavamo perduto.

Vichi Rodesia, Mio re dagli occhi belli, edizioni Robin, p.366,euro 15,00

Francesca Barocco

 

STORIA DELLA LETTERATURA EROTICA. I ROMANZI CONTEMPORANEI AL FEMMINILE

La parola erotismo deriva da Eros, divinità greca dell’amore, e indica il complesso degli impulsi, delle manifestazioni e dei desideri relativi alla sfera sessuale. L’erotismo può essere esplicitato in vari modi, alcuni concreti e diretti al soddisfacimento fisico del desiderio, altri che puntano sull’immaginazione, e da cui possono nascere veri e propri prodotti letterari e artistici. E’ il caso della letteratura erotica che ha descritto l’erotismo con opere dalle varie sfumature quali il “Kama Sutra” e “Madame Bovary”.

Se molti sono stati gli uomini che, nella storia, hanno espresso il loro desiderio in libri, poesie e dipinti, come il Marchese de Sade o il maestro Hokusai, le donne, invece, hanno dovuto per molto tempo tenere per sé i propri pensieri e desideri. In Europa tra il 1800 e il 1900 la letteratura erotica inizia ad intrecciarsi con quella femminile, molte autrici provenienti da tutto il mondo iniziano a pubblicare nuovi romanzi.

Nel nostro Paese la rivoluzione sessuale, anche in letteratura, avviene in ritardo rispetto agli esempi stranieri. Uno dei primi casi è “Porci con le ali” di Lidia Ravera pubblicato nel 1976.

Nel 1981 si diffondono in Italia gli “Harmony Temptation”, romanzi d’amore hard che rappresentano modelli femminili nei quali le lettrici possono identificarsi.

Oggi invece il filone erotico al femminile è in espansione, sulla scia di fenomeni come le chat line. La più importante scrittrice erotic chic italiana di oggi, Francesca Mazzucato, ha esordito con il suo romanzo “Hot Line” nel 1989. Del medesimo filone è anche Alina Rizzi che nel 2003 pubblica “Passione sospesa”, ma nello stesso anno è un altro romanzo erotico a vendere oltre tre milioni di copie e a essere stato tradotto in 42 lingue, si tratta di “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” di Melissa P. Un libro che ha suscitato moltissimo scalpore trattando temi erotici e trasgressivi del mondo adolescenziale.

Successivamente molte scrittrici si sono dedicate al genere erotico, come Sonia Rossi che nel luglio 2008 pubblica “Fucking Berlin”, romanzo che racconta la vita di una ragazza siciliana che a 18 anni arriva a Berlino per studiare matematica e finisce per diventare, a causa di problemi economici, prostituta di notte. Nell’attuale panorama italiano della letteratura erotica al femminile c’è da ricordare anche Stefania Piloni con “Prima di questo letto” e la famosissima Una Chi, pseudonimo di Bruna Bianchi, scrittrice di romanzi hard, traduttrice, insegnante di letteratura tedesca e vincitrice del premio Fiuggi per la letteratura erotica con “La dolcetta d’oro”.

Simona Brambilla