Prove di soluzione per Suffragio 3

 

 

Finalmente una azione efficace e continuativa per cercare di sanare una situazione che sembrava doversi incancrenire sempre più. Parliamo dell’edificio di piazza Maria del Suffragio 3, su cui dopo anni di proteste e richieste di intervento da parte di residenti e del Consiglio di Zona, si è “abbattuta” una ordinanza del Comune di Milano per la sua messa a norma e in sicurezza, sia dal punto di vista igienico che strutturale.

In una seduta della Commissione sicurezza e qualità della vita del Consiglio di zona 4 tenuta l’1 aprile, il vicecomandante della Polizia municipale dott. Mastrangelo ha fatto il puntosugli interventi già effettuati e sulle prospettive.
Riassumiamo per i nostri lettori.
L’ordinanza “contingibile e urgente” ha permesso di fare una serie di verifiche: vi erano molti impianti del gas a rischio, e 37 sono stati chiusi, lo stesso per gli impianti elettrici; le parti pericolanti delle facciate esterne (ad esempio alcuni infissi) sono state rimosse dai Vigili del fuoco ed ora l’edificio dal punto di vista strutturale non presenta problemi di pericolosità.50 tonnellate di immondizia sono state portate via da parte di AMSA.

200 abusivi si sono allontanati, e si è scoperto che vivevano anche in 20 in due locali, o nelle cantine; addirittura i posti letto erano venduti a rotazione con turni di giorno e di notte.
I commercianti sono risultati in regola e collaborativi, e sicuramente sono stati fra i più danneggiati da questa situazione.

E la proprietà? La proprietà non è fantomatica, dal 1973 è la ILMA S.a.s, padre e figlio ventunenne come rappresentante legale. Secondo le parole del dott. Mastrangelo, stanno dando una “forzata collaborazione”, nel senso che si sono fatti vivi solo quando è intervenuta la forza pubblica, hanno nominato un nuovo rappresentante al posto dell’amministrazione dimissionario a febbraio, hanno cambiato portiere (troppo compiacente), dicono di voler mettere un sistema di cancelli e la videosorveglianza. Si stanno però muovendo molto lentamente nella messa a norma degli impianti, per cui se non daranno tempi certi, l’ordinanza rimarrà urgente, e la Polizia municipale non esclude una evacuazione forzata (a spese della proprietà) se il palazzo rimarrà inagibile, proprio per la mancanza di gas e luce.

Comunque, sia la Procura che la Guardia di Finanza sono allertate, perché la proprietà non poteva non conoscere la situazione di illegalità dilagante e probabilmente ne traeva vantaggi economici; infatti le persone che abitavano nel palazzo (e sicuramente paganti a qualcuno) erano 500, mentre ora sono scese a 270. Lo scetticismo espresso dalla Polizia municipale sulla reale volontà dei proprietari di modificare la situazione è rafforzato dal fatto che la stessa società possiede un altro immobile in via Gulli 3 esattamente nelle stesse condizioni; c’è da augurarsi che il Comune intervenga anche lì.

Per concludere, la situazione non è ancora normalizzata e la Polizia municipale di zona presidia ancora l’edificio (e l’AMSA continua a portar via container di immondizia): ci auguriamo che vengano presi tutti i provvedimenti per punire le responsabilità e che la situazione venga seguita anche nel futuro con la necessaria determinazione. Stefania Aleni