Storie tipografiche in via Decembrio

 

 

Continuando ad occuparci di fabbriche di zona, parliamo in questo numero di due aziende le cui storie s’incrociano negli anni fino a fondersi assieme: la Colombi e la Arti Grafiche Decembrio, entrambe con sede in via Decembrio.
Iniziamo dalla Colombi che quando si stabilì in questa parte della zona 4 aveva attorno a sé prati, sterpaglie e qualche fabbrica, prima che lo sviluppo urbanistico della città ne cambiasse radicalmente la fisionomia.

La Colombi venne fondata da Amedeo, ragazzo del ’99 e cavaliere di Vittorio Veneto, che reduce dalla Grande guerra, e forte dei suoi studi a Brera, aprì un laboratorio in via Carlo Botta 8 da dove per motivi di spazio si trasferisce nel 1927 in via Decembrio acquistando un vecchio opificio riconvertito in litografia con specializzazione nella stampa del cartone.Sono anni duri, di fatica, ma con risultati che consentono di allargare il giro di affari, e di poter sistemare piano piano il resto della palazzina ad uso abitazione per la famiglia.

La prima generazione passa la mano e negli anni 70 Francesco, figlio di Amedeo, prende in mano le redini dell’azienda e prosegue sulle orme del padre. La via Decembrio intanto si anima di altre fabbriche, piccole ditte, laboratori: la Litorama, altra azienda nel campo della stampa, la Pogliani che stampa etichette per serigrafia, la Sacem, prodotti per saldatura, ed altre realtà. La Colombi prosegue nella propria attività fino a che, attorno all’anno 2000, Cesare, la terza generazione Colombi subentrata al comando, per problemi di gestione e di diversità di vedute nella conduzione manageriale arriva alla decisione di cedere l’attività.

A questo punto la storia della Colombi si intreccia con quella di un’altra azienda operante nel medesimo settore imprenditoriale e anch’essa con sede in via Decembrio: la Arti Grafiche Decembrio, appunto.
Il fondatore e presidente, Fausto Scaccabarozzi, inizia negli anni 50 come tipografo, diviene venditore fino a quando rileva con un altro socio una quota della società dove lavora e assieme fondano la Estro dalla quale Fausto si stacca per mettersi in proprio acquisendo la Decembrio dapprima nel palazzo di fronte alla Colombi e in seguito poco più avanti. La Arti Grafiche Decembrio prosegue la propria vita lavorativa fino a quando nel 1999 Cesare Colombi propone a Fausto Scaccabarozzi la cessione della propria attività. In breve, la Grafiche Decembrio si trasferisce nella palazzina della Colombi.

Poco tempo dopo Fausto, per motivi di salute ma restando “il presidente”, cede il timone al figlio Matteo Scaccabarozzi che incontriamo per parlarci della Decembrio e guidarci nella visita del reparto operativo dell’azienda.
“La nostra azienda inizia come tipografia trasformandosi in tipolitografia evolvendosi nel tempo e acquisendo le tecnologie che hanno rivoluzionato il nostro settore divenendo indispensabili per competere sul mercato. Un esempio: dalle vecchie lastre di stampa tradizionali siamo passati a quelle elettroniche, le CTP, ovvero Computer to plate, che ci permettono di produrre una lastra da mettere in macchina elaborando il file del cliente, e poi le macchine da stampa di ultima generazione”.

La produzione della Decembrio spazia da libri, riviste, opuscoli, pieghevoli a carta da lettere o biglietti da visita, ma anche manifesti, calendari, blister, etichette adesive, moduli per uffici fino alle scatole di cartone (Colombi docet) per contenere oggetti o quelle utilizzate dalle aziende alimentari per contenere gli zamponi o i cotechini.
Una produzione ampia, che non si limita alla stampa ma anche alla realizzazione grafica delle idee dei clienti, che dà lavoro a 12 persone, 4 delle quali addette alle macchine.

E qui Matteo ci mostra con orgoglio l’ultima arrivata, una Heidelberg a 5 colori: una macchina lunga una dozzina di metri dove i fogli, presi da un enorme cassetto e passando tra i rulli, si trasformano alla fine del processo nel prodotto richiesto. Tanta tecnologia è comunque affiancata da due vecchie macchine che svolgono ancora egregiamente il loro lavoro.

“Oggi – prosegue Matteo trovandosi in accordo con Cesare Colombi che svolge un ruolo di consulenza in azienda – troppi si improvvisano tipografi spesso senza avere un minimo di conoscenza. Scuole come quelle dei Salesiani di Verona o Varese o gli Artigianelli di Don Bosco a Torino sono le uniche in Italia a preparare con competenza chi vuole poi entrare nel mondo della tipolitografia. Un altro esempio: sulle oltre 250 aziende italiane 200 sono in Lombardia e delle 30 rotative operanti a livello nazionale 20 sono solo nella nostra regione”.
Alle Arti Grafiche Decembrio si “fa” tutto in casa anche il taglio, la confezione e l’incellofanatura che avvengono in un’altra zona del vasto capannone.

Clienti importanti?
“Tra i nostri oltre mille clienti il nome di spicco e anche quello per il quale lavoriamo da tempo è la Zucchi e, prima che questa la assorbisse, fornivamo la Bassetti”.

La nostra visita è arrivata al termine, ma qualcosa ancora ci incuriosisce: un espositore con cartoline con vedute di Milano, libri su Versailles, Venezia, opuscoli turistici in inglese, francese, tedesco e anche giapponese. Produzione Decembrio? “No – precisa Matteo -. Tempo fa abbiamo rilevato la produzione della Orait, che aveva sede in via Cadore, e questi prodotti sono venduti nei punti di maggior interesse turistico”.

Usciamo accompagnati dal ronzio cadenzato della macchine da stampa e dal profumo della carta e dell’inchiostro.

Sergio Biagini