La musica in zona quattro:un angolo d’America

 

 

Un angolo di Chicago tra Corso XXII Marzo, Viale Umbria e Via Cena: la Chicago del blues e del rock, la città che ha dato vita ai più grandi talenti della musica, la città che vive perennemente tra il moderno e l’antico con i suoi grattacieli e i tuguri, le grandi strade e le vie abbandonate attraverso un movimento frenetico interrotto solo dalle note della musica. Questo angolo della zona 4 non è Chicago ma la sua derivazione. Per tanti anni il Rolling Stone di Corso XXII Marzo ha raccontato la storia della musica rock, il soul, il blues con le più famose band del mondo. Quell’epoca sta per finire. Il locale sta per chiudere. Potrebbe risorgere in un ‘altra area di Milano. Rimane l’incognita. A tenere vivo quel tipo di musica in questo angolo che ricorda Chicago rimane il Black Hole, una disco music dotata di due sale e di un giardino estivo. Accanto si trova un locale caratteristico arredato con stile texano, dove la cucina ricorda il cibo dei cow boy, il Dixiland Cafè.

L’angolo musicale di Chicago si trova tra il verde, le sopraelevate, le grandi strade, le piccole vie e il lago Michigan. Il Rolling Stone con il Black Hole, il Plastic e il Dixiland Cafè si trovano a ridosso di un grande parco, Largo Marinai d’Italia, con la prospettiva di un progetto che potrebbe cambiare il volto di quest’area.

L’angolo musicale di Milano non presenta nel suo skyline la sopraelevata ferroviaria di Chicago sotto i piloni del”Loop” ma un Passante Ferroviario che con i suoi treni collega le diverse stazioni del metrò alla periferia della città.

Ci mancherà il Rolling Stone, il locale che ricorda i Rolling Stone di Mick Jagger e di Keith Richards, il locale che ha fatto sognare e divertire tanti giovani. Chi lo ha frequentato non solo si è mosso per vivere alcune ore nel ritmo del rock ma perché nel suo immaginario la famosa band di Mick Jagger è sempre stata viva per trasmettere quelle sensazioni di cui i giovani hanno bisogno per sentirsi vivi attraverso la musica che amano. Gli appassionati di questa musica hanno il loro linguaggio soprattutto quando fanno il confronto con i Beatles considerati i ”buoni” mentre loro erano i”cattivi”. Se la chitarra dei ragazzi di Liverpool si lamentava con gentilezza, quella dei Rolling Stone la gentilezza non sapevano nemmeno cosa fosse. E di questa differenza si sono sempre vantati.

Dei Rolling Stone, il cui nome deriva da un blues inciso dal grande musicista americano, Muddy Waters, non si dimenticano brani come ”Five by Five” e ”The Last Time” per arrivare poi al capolavoro di”Satisfaction”. Sono successi che rimangono stampati nel cuore e nella mente. Ma i Rolling Stone hanno segnato l’avventura della musica rock con ”Bridges to Babylon”, ”Don’t Stop”, ”Stealing My Heart” e ”Keys to your Love”. Trionfi di quarant’anni di musica che hanno segnato anche il mito del locale di Milano che ha fatto vivere anche momenti di nostalgia nel celebrare ad esempio ”Buon Compleanno Faber” dedicato ai successi di Fabrizio De Andrè.

Sentirsi giovani con la musica, il messaggio che hanno sempre lasciato i giovani del Rolling Stone con il linguaggio non solo delle note ma dei movimenti, come le mani di Charlie Parker a simulare la frenesia del volo, le danze tribali attorno al piano di Thelonious Monk, la silhouette ricurva di Miles Davis raggomitolato sulla sua tromba in posizione fetale e l’irrequieto movimento dei batteristi. Guance piene di fiato che si convertono in una cascata di note, dita frenetiche che amoreggiano con il piano o pizzicano il contrabbasso, schiene che si arcuano e trasformano il sax in un prolungamento del respiro.

Il nostro angolo musicale di Milano vive la sua atmosfera non più con la stazione delle corriere di Via Cena ma con il passante ferroviario che collega ogni punto del Metrò con l’hinterland. Ma come a Chicago dietro le vie che hanno celebrato il rock e il blues ci sono le case diroccate con quartieri sventrati per lasciare posto ai grattacieli. Anche questo angolo della Zona 4 si trova, in questo momento, tra le grandi strade e i ruderi che segneranno la nascita di un nuovo grande progetto che sembrava alla porte.

Il Rolling Stone di Corso XXII Marzo chiude ma il sogno continua. Rimarrà anche nel cuore della gente quella frase recitata da Syd Barrett, il genio dei Pink Floyd, quando disse ”Ti ricordi quando eri giovane? Splendevi come il sole: continua a splendere, diamante matto. Ora c ‘è una luce scura nei tuoi occhi, come buchi neri nel cielo. Ora continua a ballare, diamante matto e ci culleremo insieme nell’ombra dei trionfi di ieri e insieme voleremo sulla brezza color dell’acciaio…” Rimarrà anche nel cuore della gente il segno dell’italianità portata da un complesso musicale molto giovane, affermatosi in USA, gli ”Strokes” in cui tuttora milita Fabrizio Moretti, figlio di un ingegnere italiano. Si tratta di un complesso di cinque ragazzi di cinque paesi diversi che hanno lanciato pezzi musicali di successo come ”You only live once” e ”Evening sun”(nella foto Fabrizio è il secondo da destra). Così il sogno dei Rolling Stone continua.

Giuseppe Bastetti