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Questo mese l’Isola di Quattro vi presenta Irina Turcanu, promettente laureanda in filosofia, scrittrice, poetessa, il tutto arricchito dalle sue origini rumene. Irina racconta del suo romanzo d’esordio “Alia, su un sentiero diverso” che ha come protagonista proprio Alia, giovane immigrata rumena alle prese con nuovi amori ed esperienze in una nuova terra, l’Italia.Il dialogo con Irina è anche l’ occasione per parlare di un argomento che riempie le pagine dei quotidiani italiani ed è terreno di scontro politico: l’immigrazione rumena. Tema d’attualità che assume una luce diversa se raccontato da chi ha vissuto questa esperienza in prima persona, e conosce bene il muro di silenzio che si nasconde dietro la parola “integrazione”.Attraverso le parole di Irina emerge un’immagine viva della Romania, che pochi conoscono se non negli scorci che i mass media ci propongono, ma che, nella maggior parte dei casi, non rendono il quadro nella sua complessità.
Vi stupirete ritrovando un po’ di Italia nelle tradizioni rumene e incontrando le loro celebrità nazionali.
Francesca Barocco e Simona Brambilla
L'intervista
Sei in Italia da sei anni e nel frattempo hai avuto una bellissima bambina e hai un compagno che ti adora, ma non per tutti i rumeni che arrivano qui le cose funzionano in questo modo...
No, certo. Ma le sensazioni che qualsiasi straniero prova arrivando in un altro paese sono simili... Quando arrivi qui ti rendi conto che non sei più a casa, le persone parlano un'altra lingua, tu non capisci loro e loro non capiscono te, è difficile. Le strade che si possono prendere una volta arrivati qui sono due: vivere la propria vita isolandosi un po' dal contesto, creandosi il proprio mondo oppure tentare in tutti i modi di integrarsi, a costo di snaturare la propria vita.
Cosa significa “integrarsi”?
Significa, nella testa di molti rumeni che arrivano in Italia, imparare la lingua e poi arrangiarsi. Ma quando, come è capitato a me, impari la lingua, comunichi, lavori, studi, inizi a capire che sapere come farsi capire non è affatto integrazione. E' un processo complesso, a volte impossibile. Forse si può convivere, accettarsi e rispettarsi ma tentare di diventare una sorta di strano incrocio rumeno-italiano è pericoloso...

Perchè?
Il rischio è quello di acquisire tutti gli aspetti negativi di chi sta attorno a te, di metterti in testa di diventare qualcosa di altro, dimenticare la tua lingua, le tue tradizioni, e questo è sbagliato, perchè ti porta ad essere aggressivo, frustrato, perchè sei rumeno e non puoi diventare italiano. L'accoglienza non sempre è positiva, soprattutto ultimamente e questo, per chi arriva è un motivo in più per isolarsi o per frequentare persone poco positive...
Tu parli un italiano perfetto, ma anche l'inglese, e anche un po' di francese, oltre al rumeno
In Romania parlare inglese è normale, e il motivo è facile: la televisione. Forse non tutti sanno che nel mio paese arrivano tutti i canali satellitari, compresi quelli italiani e programmi o i film non sono tradotti in rumeno ma hanno i sottotitoli. E' anche così che impari le altre lingue, e anche qualcosa delle altre culture
Che immagine arriva dell'Italia in Romania attraverso la televisione?
Beh, un'immagine molto diversa dalla realtà. Attraverso alcuni programmi sembra davvero che l'Italia sia un paese in cui i soldi sono facili, che ci sia un benessere molto diffuco e che sia facile trovare la propria America. Ma quando arrivi capisci, come in qualsiasi altro posto del mondo, per ottenere bisogna faticare ed è questo che i giovani in Romania dovrebbero sapere prima di partire.
Il tema di cui non possiamo non parlare sono i Rom
C'è una confusione davvero grande e credo che la colpa sia di un'informazione fatta male.
Il tema dei Rom è complesso. Se vi dico che io la penso esattamente come la maggior parte degli italiani forse vi sorprenderò...
In che senso?
Rom e Rumeni sono due cose diverse. I Rom, o nomadi o Zingari, sono in molte nazioni del mondo. Ci sono i nomadi di nazionalità rumena, quelli di nazionalità ungherese, anche quelli di nazionalità italiana, i Sinti abruzzesi, per esempio. La popolazione rumena non li ama, come non li amate voi, perchè hanno una cultura che non può integrarsi con nessun'altra. Hanno un re, una lingua loro, simile al rumeno ma di ceppo indiano, non hanno la cultura del lavoro, spesso rubano. In Romania siamo abituati a trattare con loro, ma siamo anche molto rigidi...
Vuoi dire che in Italia non lo siamo?
I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Qui, forse, non si è affrontato il problema per tempo. Le leggi sono spesso a loro pro e il carcere qui, al contrario della Romania, non ha potere deterrente
Non hanno paura di finire dentro, insomma
In carcere in Romania è davvero diverso, i detenuti lavorano per mantenersi e poi...beh è molto più duro. Nessuno si augura di finirci. Quando vengono arrestati qui, dovrebbero essere mandati nei carceri delle loro terre d'origine.
Perchè si sceglie di partire?
Spesso i giovani partono alla ricerca di condizioni migliori. La Romania è un paese povero e l'idea di arrivare qui e fare la badante per 800 euro al mese per qualche anno, significa tornare in Romania con molti soldi... ma spesso le cose non vanno affatto così. Gli annunci sui giornali rumeni parlano di soldi e lavoro, in alcuni casi, soprattutto le ragazze si ritrovano in mezzo alla strada, senza documenti e non sanno più che fare.
“Alia, un sentiero diverso” è un romanzo d'amore, ma non solo
Già, la storia di Alia è un po' anche la mia storia, ma non è certo un romanzo autobiografico. Ci sono spunti che ho inevitabilmente tratto dalla mia vita, come le descrizioni della vita di una famiglia rumena in Italia, con le tradizioni, de difficoltà, le diffidenze, ma anche gli aspetti positivi, come quello che ho vissuto io. Ho voluto raccontare una storia che potrebbe anche essere un ponte per capire meglio la Romania e i rumeni, ma l'obiettivo finale non è quello. Io amo scrivere, lo faccio da sempre, per me è necessario.
Stai scrivendo un altro romanzo?
Si, questa volta si tratterà di una storia ambientata in Moldavia, la storia di uno stupro, da cui poi nascerà una lunga vicenda. Spero di poterlo pubblicare presto
La recensione
Ci sono dei momenti in cui si ha davvero bisogno di leggere una storia d'amore. Una di quelle che ti fanno aver voglia di essere innamorato e, se già lo sei, di sentirti ancora più innamorato di prima. Il primo romanzo di Irina Turcanu è proprio quella storia. Alia una ragazza di origine rumena arriva in Italia e in coda dal panettiere, circostanza normale ma dolcissima, incontra Dioniso, per tutti Don. Lei non lo sa, perchè la diffidenza le ha pietrificato il cuore, ma Don è l'amore della sua vita. Attraverso la storia di Alia, Irina Turcanu racconta anche la storia di una famiglia rumena, i suoi usi, le tradizioni, l'atmosfera chiassosa in cui la giovane protagonista vive spesso cercando di mostrare il lato più forte e razionale del suo carattere. Don fa lo psichiatra eppure non riesce del tutto a capire Alia, ma non esita, perchè l'amore non ha regole o limitazioni se è reale.

Alia e Don, si scrutano, si capiscono, lui s'innamora, perde la testa, vorrebbe non ci fosse altro nella sua vita se non lei, ma anche un solo piccolo sbaglio dettato dalla debolezza può cambiare tutto e così sarà. Alia capirà che all'Amore non si può chiedere due volte la stessa fortuna e che come sempre accade ciò che si ha lo si capisce bene solamente quando lo si perde del tutto. Pregio assoluto del romanzo è a capacità di mescolare una sottile ironia ad una profonda malinconia di fondo, che accompagna tutto il romanzo. Una storia intensa e appassionante che racconta anche uno spaccato della cultura rumena, della quale, soprattutto oggi, sarebbe bene sapere un po' di più.
Turcanu, Irina, Alia, su un sentiero diverso, Seneca Edizioni, pp.134, euro 15,00
Federica Giordani
Lo sapevate che.....
Nell’Università di Firenze presso la facoltà di Lettere e Filosofia c’è il corso di laurea in letteratura romena dove, nell’estate 2008, si è svolto il VI° Festival Internazionale di Poesia “Voci lontane, voci sorelle”, al quale hanno partecipato autori rumeni, Daniela Crasnaru una delle più importanti scrittrici rumene contemporanee e il famoso poeta Mircea Dinescu .
La sessantesima edizione del Festival di Cannes si è conclusa con il trionfo del giovane regista rumeno Cristian Mungiu, vincitore della Palma d’Oro con il suo 4 luni, 3 saptamini, si 2 zile (4 mesi, 3 settimane e due giorni). Ambientata nella Romania di fine anni ottanta nella quale vigeva ancora una dura legge anti-aborto, la pellicola narra del dramma personale di una studentessa incinta.
(2) E’ di Maia Morgenstern, di origini rumene, il dolce volto dagli occhi espressividi Maria in “La passione di cristo” diretto da Mel Gibson (2004). La sua carriera vanta anche il ruolo di Edith Stein in “La settima stanza”(1995), e nel suo ultimo lavoro “Mar Nero” recita accanto all’italiana Ilaria Occhini.
George Emil Palade:premio Nobel nel 1974 in Fisiologia e Medicina. A lui dobbiamo la scoperta rivoluzionaria del meccanismo cellulare di produzione delle proteine. Ha messo in evidenza i Ribosomi, anche detti “granuli di Palade” .
Daniela Crasnaru: una delle più famose poetesse rumene, ha vinto nel 1991 il Romanian Academy Prize, una delle sue raccolte più celebri è “Austerloo e altre battaglie”, riflessioni sui mali oscuri della società contemporanea. È stata una delle personalità politiche che più hanno osteggiato la dittatura di Ceausescu.
La Romania è terra di famosi matematici, come Isaac Jacob Schoenberg , famoso per il suo studio sulle funzioni spline, Imre Toth, che elaborò un pensiero sulla quadratura delle parabole di Archimede, Grigore Moisil,che si occupò di logica ed equazioni differenziali oltre ad aver contribuito all’introduzione dei primi computer in Romania.
Iolanda Balaş Soter: atleta rumena la cui specialità era il salto in alto, tra gli anni ’50 e ’60 vinse due titoli olimpici, stabilì 14 record del mondo e vincendo 140 gare consecutive si pose come vera dominatrice in questo sport
Come i nostri sportivi ben sanno, Fiorentina e Inter hanno ingaggiato due brillanti giocatori rumeni: Adrian Mutu e Cristian Chivu, rispettivamente attaccante e difensore. Questi sono solo due esempi recenti, ma la lista di calciatori ed ex calciatori rumeni è lunga.
Simona Brambilla e Francesca Barocco
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