Dismessa dal 1985, oggetto di un Programma Integrato di intervento, il cui iter burocratico è stato avviato nel luglio 2001 e si è concluso nel marzo 2004 con la stipula della Convenzione, l’area ex Motta è ora riqualificata, con i suoi nuovi condomìni, la “piastra commerciale”, la nuova via Terenzio, il suo giardino pubblico con i giochi per bambini, la pista di skateboard, e la palazzina ex ATM con quel suo caratteristico androne di accesso che presenta un fronte rettangolare ed un grande arco.
Due parole sulla storia di questa palazzina: prima di essere acquisita dalla Motta nel 1960, l’area su viale Campania, fra il Liceo Donatelli e la via Zanella, era occupata da un deposito ATM costruito nel 1926 per ospitare i tram (poco più a Sud fu costruito il Deposito di viale Molise, utilizzato per i filobus e tuttora in funzione). L’androne è del 1938 e la palazzina era destinata ad uffici di portineria ed ospitava anche un punto ristoro.
Fra gli oneri di urbanizzazione del Piano di Intervento, c’era il recupero e la cessione gratuita della palazzina all’Assessorato alla cultura (assessore all’epoca era Salvatore Carrubba) che voleva adibirla a centro di esposizione di arte contemporanea.

Purtroppo assistiamo ancora una volta ad un desolante copione: i lavori sono finiti da tempo, nessuno in Comune si è preso la briga di occuparsene, io stessa e il presidente del C.d.Z. Zanichelli abbiamo sollecitato prima l’ex assessore Sgarbi, poi abbiamo cercato di interessare il Direttore di Settore (introvabile). Più recentemente, in un incontro fra le associazioni culturali periferiche ed il nuovo assessore alla cultura Finazzer Flory, sono intervenuta per esporgli il problema e sollecitare una soluzione, e infine in Consiglio di Zona 4 è stata approvata una mozione a firma congiunta Aleni-Bassi per affrontare il problema della presa in carico della palazzina, suggerendone anche un suo utilizzo parziale a favore delle iniziative e degli eventi promossi dalle associazioni culturali della zona.
Ma quale è la situazione attuale? Abbiamo mandato sul luogo la nostra Federica Giordani. A seguire il suo resoconto.
Stefania Aleni
Qualcuno pensa che sia arte contemporanea?
Quello che per ora rimane sulle mura dell'ex deposito Atm di viale Campania sono solamente tanti, tantissimi graffiti. La palazzina, rimessa a nuovo sia internamente che esternamente, è stata abbandonata al suo destino. Bella, pulita, ridipinta di un bel giallo tenue, con ogni sistema di allarme e certificazioni, ma vuota, chiusa, abbandonata.
La struttura è sprangata; la domanda è: sarà ancora in piedi quando si deciderà che cosa farne? Quanti soldi si dovranno nuovamente spendere per ripulirla da tutti i graffiti che nel frattempo chi di dovere ha deciso di fare sulle mura pulite ed invitanti di una palazzina abbandonata?

Inoltre esiste anche un problema sicurezza. La palazzina, infatti, ha una scala che permette di accedere al suo piano superiore, dove si trova una bella terrazza che affaccia su Viale Campania. La porta di sicurezza che chiude l'ingresso alla scale, però, è aperta. Così ecco che i writers si sono impossessati anche del piano superiore. Vetri, muri, pavimentazione: tutto è ricoperto di scritte. Sorge allora un altro dubbio: e se qualcuno da quel terrazzino dovesse cadere? La responsabilità a chi dovremo attribuirla? Oltre agli altri si pone anche un problema sicurezza quindi, e forse andrebbe affrontato velocemente.
Federica Giordani
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