Da anni chi raggiunge la stazione di Rogoredo percorrendo il vecchio borgo, può vedere una cascina abbandonata con il cortile sgombro e le finestre murate per evitare le occupazioni abusive. Si tratta della Cascina Palma, storico edificio agricolo una volta posto sulla grande arteria che collegava Milano a Lodi e Piacenza. Una cascina nata all’inizio del cinquecento come cascina del Carmine, poco distante dalle scomparse Cassine de Rogore, e che ancora oggi resiste al tempo ed alla storia. Proprio davanti passava il Redefossi, ora coperto da asfalto e giardini; di fronte, alla fine dell’ottocento, i campi sono stati trasformati gradualmente nell’acciaieria Redaelli, alla fine del secolo scorso chiusa definitivamente e sostituita negli ultimi anni dalle abitazioni di Santa Giulia e dalla sede dell’emittente televisiva Sky.

La Cascina Palma, adibita ad uso agricolo sino a non molti anni fa, dopo essere stata per più di mezzo secolo di proprietà del Consorzio Canale Navigabile, è ritornata negli ultimi anni agli originari proprietari, a cui era stata espropriata nei primi anni venti per realizzare la grande opera del Porto di Mare.
Il Piano regolatore per questa area prevede delle funzioni compatibili con la mobilità, per cui la proprietà ha dovuto predisporre un progetto in linea con gli indirizzi del PRG vigente.
Nel novembre 2004 il Consiglio di Zona 4 ha dato parere favorevole al Piano Urbanistico (presentato su QUATTRO del gennaio 2005), in seguito approvato in via definitiva l’8 settembre 2006 dal Consiglio Comunale.
Ricordiamo che il progetto prevede un intervento di recupero complessivo del manufatto edilizio attraverso interventi di demolizione di piccole parti degradate; la ristrutturazione, il restauro e la conservazione di alcuni manufatti, al fine di ristabilire l’impianto originario. Nel dettaglio, la corte più grande verrà utilizzata come spazio per la sosta di autobus turistici, mentre gli edifici confinanti con la via Rogoredo (di nuova costruzione o quantomeno ricostruzione) e con i giardini verranno destinati ad ospitare funzioni pubbliche come il deposito bagagli, la biglietteria, la sala attesa e l’agenzia viaggi. Nella corte più piccola verranno collocate funzioni sia private (attività artigianali, residenza custodi), che di uso pubblico (attività di ristoro).
Nell’edificio esistente posto a cavallo tra le due corti verranno anche qui posizionate delle attività di uso pubblico come luoghi di ristoro e bar.
L’Agenzia della Mobilità, poi, ha richiesto che in questo ambito venga realizzata una “Stazione delle Biciclette” con annessa anche una officina per le riparazione dei cicli.
Le normative edilizie per questo progetto prevedono la valorizzazione dell’impianto tipologico esistente mantenendo le caratteristiche dell’edilizia tradizionale rurale della cascina lombarda.
Al momento dell’approvazione, il Consiglio di zona 4 aveva a suo tempo inserito nel suo parere che la parte più grande della cascina, il cosiddetto “stallone”, fosse utilizzato per funzioni di rilevanza sociale. Al momento della stipula della convenzione tra Comune di Milano e proprietà questa richiesta è stata ratificata ed inserita nel documento. Ecco quindi che (a distanza di 4 anni!) il Consiglio di Zona 4 è stato di nuovo interpellato per definire quali usi possibili permette questo ampio edificio di ben 760 mq, funzioni che siano compatibili sia con le esigenze della proprietà (l’edificio rimane comunque di proprietà ed uso privato), sia con le funzioni sociali richieste dal Consiglio.
Così, giovedì 29 gennaio è stata approvata all’unanimità dei presenti una delibera che prevede l’utilizzo dello “stallone” per attività di rilevanza sociale come potrebbe essere un asilo nido e ludoteca, una sala convegni o teatrale, una biblioteca, laboratori produttivi per persone diversamente abili (cooperative di tipo b), servizi socio sanitari alla persona (poliambulatorio).
Nel parere di pertinenza, è stata anche inserita la richiesta di non permettere, vista la già complessa situazione viaria del quartiere di Rogoredo, la sosta di pullman turistici lungo la via Rogoredo.
Dopo il definitivo passaggio in Giunta comunale, potranno infine iniziare i lavori.
Alberto Tavazzi
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