Secondo il nostro redattore Giuseppe Bastetti, che ha scattato questa foto, la neve caduta durante il periodo delle feste di Natale ha permesso di vivere in un Paradiso bianco senza ansie e solitudine: chiusi in se stessi ma aperti alla vita. Intorno il silenzio, anzi il suono del silenzio che non è desolazione, ma il silenzio dell’incantesimo, quasi surreale.
Meno idilliaco lo sguardo del nostro direttore, una delle tante vittime di quelle giornate di neve e ghiaccio, e quindi poco disposta a sognare, anche perché con la spalla fratturata si fa più fatica a dormire, figurarsi a sognare…

Avremmo molto da dire anche su come è stata affrontata “l’emergenza”, che poi emergenza non era, ma una grande nevicata preannunciata, in un periodo dell’anno in cui non c’è tanto da stupirsi se nevica. La cosa più grave è che, anche a distanza di giorni, vi erano tanti marciapiedi e passaggi ingombri di neve, che si sono sgombrati solo quando la neve si è sciolta da sola, “naturellement”. Così, “naturellement”, le persone cadevano.
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