Ortomercato, Porta 4, 5 del mattino

 

9 dicembre, 5 del mattino, via Vismara, porta numero 4 del mercato Ortofrutticolo.Fa freddo, ma questa è l’ora migliore per intervistare i tanti commercianti che ogni giorno attraversano la città, la provincia e la regione per comprare i prodotti alimentari che arrivano quotidianamente da tutta Italia.

Il periodo per i mercati agroalimentari è, nonostante la stagione invernale, molto caldo. Diversi organi di informazione nazionali si sono, infatti, interessati agli aspetti meno positivi correlati alle attività del centro, lavoro nero e presunte infiltrazioni malavitose su tutte, facendone articoli da prima pagina. Questi aspetti sono sicuramente degni di essere approfonditi e indagati, ma spesso i Mercati milanesi, in particolar modo quello ortofrutticolo, sono argomento di dibattito senza che sia realmente nota l’attività che si svolge all’interno degli stessi.

In quest’ottica, come Dottorando del Politecnico di Milano, ho cercato di analizzare i movimenti di mezzi che regolarmente interessano la struttura e che costituiscono parte del traffico veicolare non solo della zona 4, ma anche di tutta l’area metropolitana. Nonostante infatti sia cambiata molto negli anni la struttura distributiva di tutto il nostro Paese, più del 50% della frutta e verdura consumata passa ancora attraverso i mercati ortofrutticoli e quello milanese non fa eccezione: esso è, anzi, il più importante di Italia per quantità di merce che vi transita e per il volume di affari conclusi. E’ stato possibile effettuare l’analisi grazie alla disponibilità della società So.Ge.M.I., che è la controllata del Comune di Milano che sin dagli anni ’80 gestisce imercati e organizza la grande area commerciale, quasi 2 volte e mezzo parco Sempione.

Da sempre la peculiarità dei mercati è quella di poter scegliere direttamente la merce da acquistare: proprio per questo motivo, come luogo di scambio, esso è da considerarsi polo attrattore di mezzi di varie dimensioni e tipologie. Si va dai grandi autoarticolati che consegnano le derrate provenienti da tutta la penisola e dall’Europa, alle automobili che caricano qualche cassetta di frutta, verdura o pesce per il negozio di quartiere o per il piccolo ristorante. In un mese entrano nei mercati circa 120.000 veicoli che significano quasi 4.500 mezzi per ogni giorno lavorativo! La maggior parte di questi sono automobili o piccoli veicoli commerciali ad uso dei dettaglianti che acquistano e del molto personale che lavora ai mercati sia come venditore sia di servizio alla struttura. Dei 4.500 veicoli che quotidianamente si muovono per partecipare alla vita dell’area almeno 1.000 possono essere considerati di grandi dimensioni: grossi furgoni, camion o tir. Non si deve, però, pensare che l’attività dei mercati sia legata solo ai grandi automezzi che, anzi, si muovono prevalentemente sulle tangenziali ed entrano in città tramite le vicine uscite di Mecenate, Corvetto e in futuro Paullese. La parte principale dei movimenti è quella legata ai piccoli mezzi che sono quelli che danno un contributo più significativo al traffico urbano, e questi veicoli non viaggiano solo di notte: il mercato ha sì una anima notturna ma gli accessi che iniziano intorno alle 4 di mattina proseguono con vivacità almeno sino alle 9.00-10.00.

Ma da dove viene e dove va tutta questa frotta di auto, mini van, furgoni e camioncini? Per saperlo c’era solo una soluzione: chiederlo! E allora eccoci di fronte alla porta 4 con in mano un foglietto e una penna, in testa un berretto e al collo una pesante sciarpa. 200 interviste condotte in circa 4 ore, disponibilità massima da parte di tutti i veicoli fermati e anche il tempo è stato clemente. Da una prima lettura delle risposte, che sicuramente andranno ulteriormente verificate, emerge che quasi il 50% degli acquirenti ha come destinazione l’area di Milano e un altro buon 30% quella della Provincia. Se a questo si aggiunge che i veicoli, ancora secondo quanto risulta dall’intervista, viaggiano pieni solo al 50% si intuisce come i Mercati rappresentino un importante polo generatore di traffico e movimenti che se appaiono da una parte ancora necessari per sostenere la struttura distributiva urbana dall’altro potrebbero essere razionalizzati in termini diorari di ritiro e consegna della merce, di percentuali di carico, e magari di differenziazione delle modalità di trasporto (con ad esempio il ripristino della linea ferroviaria dedicata e ad oggi non più disponibile). Sicuramente lo sviluppo della Città del Gusto e della Salute, uno dei progetti chiave tra quelli proposti per l’Expo 2015, porterà risorse e innovazione nell’area: sarebbe importante sfruttare l’occasione che si presenta per ottimizzare e modernizzare anche i vecchi Mercati, consci che alla volontà della So.Ge.M.I. debba affiancarsi un forte impegno del Comune. Alessio Campi