Continuando la nostra ricerca sulle fabbriche di zona ci occupiamo in questo numero di una fabbrica quasi centenaria e tuttora operante. Si tratta della Cinemeccanica, in viale Campania, che dal 1920 produce proiettori per sale cinematografiche ed è la più importante in Europa in questo settore: un vanto per Milano e un segno delle capacità imprenditoriali italiane.
La costituzione della Cinemeccanica risale al maggio del 1920: da principio erano motori per motociclette e pezzi di fusione, ma l’espansione del fenomeno cinematografico nel secolo scorso dirotta la produzione verso le apparecchiature per le sale cinematografiche. Un’intuizione che ancora oggi si è dimostrata vincente di fronte agli ottimi risultati ottenuti nel tempo.
Cinemeccanica nel 1945 incomincia ad esportare i propri apparecchi in Francia prima dell’accordo con la Rank Organisation che installa gli apparecchi italiani nei suoi cinematografi e iniziandone la commercializzazione in 33 paesi. Due anni dopo esce sul mercato quello che è considerato la Rolls Royce dei proiettori: il Victoria 8 ancora oggi in “catalogo”. Nel ‘62 viene aperta una succursale a New York e nell’85 la filiale U.S. in Florida, oggi chiusa dopo il trasferimento in California. Cinemeccanica non è solo proiettori ma anche impianti sonori per le sale, e al riguardo importante è la collaborazione con i Dolby Labs, che porta allo sviluppo dei lettori del suono: uno per il formato digitale, l’altro un lettore analogico per il formato sonoro Sva che esalta maggiormente la qualità della riproduzione di queste tracce.

Cinemeccanica è diretta dagli eredi dei fondatori?
“Degli eredi dei vecchi proprietari non c’è più nessuno – ci dice Renato Vimercati, 35 anni “di servizio”, che ci racconta un po’ di storia di questa azienda -. Molti anni fa era stata lasciata in eredità al Politecnico che non potendola gestire la mise in vendita e fu rilevata dai dirigenti di allora”.
Durante la guerra nel 1942 lo stabilimento fu raso al suolo da un bombardamento mirato perché, interrotta la produzione, vi venivano costruiti sistemi di puntamento. Lo stabilimento era un obiettivo strategico e fu preso di mira dalle incursioni aeree. Dopo la ricostruzione postbellica lo stabilimento riprese la produzione che va avanti fino ad oggi. Un vanto dell’azienda è che il primo proiettore a marchio Cinemeccanica, il Victoria 1, è esposto al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano.

Quante persone lavorano in questo stabilimento?
“All’interno dell’azienda attualmente operano circa 100 persone – racconta il signor Vimercati -. Quando sono entrato nel 1973 le maestranze erano 250 e allora si costruiva tutto “in casa”. Persino le viti salvo le ottiche che arrivavano, come oggi, dalla Germania, ma ci siamo serviti anche delle lenti della Galileo. Avevamo un’officina completa di tutto per effettuare questi lavori. Oggi è rimasta solo per poche lavorazioni, ma anche per rifare componenti di proiettori di 30/40 anni fa che si rompono e che ci vengono portati per la riparazione”.
Negli anni 80 il cinema conosce un periodo di crisi; chiudevano le sale e non ne venivano riaperte di nuove.Questo ebbe ripercussioni ovviamente in Cinemeccanica, ma decentrando alcuni lavori, mantenendo assemblaggio e altre lavorazioni in sede e con il pensionamento di alcuni, la crisi fu presto superata e il mercato riprese a muoversi.
Come vi collocate nel mercato?
“In Europa siamo in un’ottima posizione, se non primi, avendo solo un concorrente tedesco, mentre a livello mondiale possiamo dire di essere tra le quattro maggiori aziende del settore”.

Una produzione notevole quindi?
“Siamo attorno ai 1500 pezzi l’anno e il 65 per cento sono esportati. Dovunque, attualmente stiamo esportando in Iran, la Russia è il nostro miglior cliente, la Cina acquista da noi. Non c’è continente dove in una sala non ci sia un proiettore Cinemeccanica”.
La presenza di questa azienda nel mondo è veramente capillare: rivenditori dei prodotti Cinemeccanicasono presenti dall’India all’Australia, dal Sudafrica alla Finlandia, dall’Argentina al Canada ai Paesi africani.
Proiettori per la classica pellicola 35 mm o anche digitali?
“Per ora le nostre macchine sono utilizzati per pellicola e il nostro lavoro è inquadrato nel settore metalmeccanico, anche se è stata adottata la tecnologia elettronica che permette il controllo remoto della proiezione da un luogo che non sia la cabina, la possibilità di non togliere la pellicola ma di farla andare avanti indietro quando si hanno due proiettori, un sistema di piatti che raccolgono la pellicola e poi la fanno rientrare nel proiettore. Bisogna però stare al passo con i tempi ed ecco che abbiamo immesso sul mercato un proiettore digitale avvalendoci della collaborazione di un’azienda del settore. Questa tecnologia fa un po’ fatica a partire a causa dei costi molto alti che deve affrontare il cinematografaro. Con il digitale poi non c’è più il problema di andare a prendere la pellicola, ma si riceve direttamente un file che, decodificato da un server in immagini, è inviato al proiettore e poi allo schermo. La qualità dell’immagine è la stessa, ma forse è ancora meglio quella della pellicola. Per lanciare il digitale attualmente stanno uscendo i film 3D, quelli che si vedono con gli occhialini, un sistema che è possibile realizzare solo con questo sistema e ciò potrebbe invogliare la gente a cambiare sistema”.
La produzione in Cinemeccanica si può considerare ancora artigianale perché l’assemblaggio dei vari componenti è fatto ancora a mano mentre certe lavorazioni sono lasciate a macchine a controllo numerico ed automatiche. Il resto, come detto, è manuale e soprattutto tutto made in Italy. Un esempio della manualità è il Victoria 8, il modello di punta, dal prezzo molto alto, ma la cui qualità è fuori discussione, dove tutti i movimenti sono dovuti solo ad ingranaggi, a differenza degli altri proiettori dove la trasmissione del moto avviene attraverso le cinghie.
Cinemeccanica non è solo proiettori ma commercializza tutto quanto è necessario per una sala. Ecco allora consolle, piatti, sistemi doppi, accessori per la cabina di proiezione e schermi. L’azienda ha sviluppato e prodotto sistemi di automazione, inclusi sistemi computerizzati per la gestione multiplex (1200 quelle installate in tutto il mondo). Come già scritto in precedenza Cinemeccanica ha una vasta gamma di apparecchiature per il suono ed esegue progetti ed installa sistemi completi di riproduzione proiezione/suono. Utilizzando un programma di disegno si possono realizzare progetti architettonici delle sale con particolare attenzione alla resa acustica.
Una curiosità: non tutti i proiettori Cinemeccanica sono nelle sale o multisale italiane e mondiali. Il grande Alberto Sordi, Celentano e l’attore Massimo Boldi hanno acquistato uno di questi apparecchi per la loro sala cinematografica privata.
Un’ultima domanda: chi vincerà tra pellicola e digitale?
“Vincerà a lungo andare il digitale, deve vincere la nuova tecnologia. Però sicuramente resterà nella storia che è meglio la pellicola. Chi gira i film spesso preferisce girarli ancora in pellicola, anche se la maggior parte ormai è ripresa in digitale. I fotografi usano ancora la pellicola”.
Il progresso deve proseguire il suo cammino e magari tra qualche anno, speriamo tra molti, accanto al Victoria 1 al Museo della Scienza troveremo l’ultimo proiettore Cinemeccanica per pellicola.
Sergio Biagini
![]() |