Dai tappi di plastica alle opere di bene

 

Una cascata di coloratissimi coriandoli di plastica scende veloce dal tubo di un silos per finire in una enorme “bag” di robusta tela plasticata che ne contiene dai 9 ai 12 quintali, per essere poi trasportata nelle aziende che li trasformeranno in oggetti di uso quotidiano come cassette per i fiori, sedie, panchine, scivoli per i giochi dei bambini e molti altri oggetti di uso quotidiano.

Ci troviamo alla Ecorec, nelle vicinanze dell’Ortomercato, dove questa operazione viene eseguita anche due volte alla settimana. Infatti la raccolta dei tappi di plastica delle bottiglie che utilizziamo quotidianamente, così come ogni altra chiusura di confezioni in plastica, si sta allargando e i contenitori pieni sono pronti per essere scaricati nell’infernale macchina che li ridurrà in piccoli pezzi. La Ecorec, che opera in zona da 50 anni iniziando come punto di raccolta e riciclo delle cassette della frutta ritirate nei mercati, oltre a proseguire in questo campo, da qualche anno ha investito nel settore della plastica con la trasformazione di questo materiale. Un’attività che è finalizzata anche ad opere di bene: infatti sono molte le persone che per conto di associazioni Onlus provvedono a raccogliere questi tappi (vedi l’articolo apparso su Quattro di giugno), che poi portano qui ricevendo in cambio un contributo che va a realizzare le iniziative della associazione. Un concetto doppiamente vincente: prima dal punto di vista ecologico con il riutilizzo abbastanza lungo di un prodotto e in secondo luogo mirato ad aiutare persone o finanziare progetti di diverso genere.

Seguiamo Enzo, uno dei proprietari della Ecorec, che ci mostra il nastro trasportatore su cui un addetto rovescia uno dei contenitori mentre altri due controllano che materiali non idonei non vadano a bloccare la macchina che “grattugia” in diverse misure i tappi di ogni colore e forma. “Abbiamo trovato forbici, tappi di sughero, oggetti in ferro e sempre tappi di metallo” – precisa Enzo.

Poi, vengono spinti da una coclea e attraverso un tubo immessi in un silos, della capacità di 30 quintali, dove sono rimescolati e ventilati in continuazione da un getto d’aria per separarli dalla polvere e da altri corpuscoli che finiscono in un altro contenitore. A mano a mano che avviene questo processo da due finestrelle del silos si controlla quanto materiale viene immagazzinato. Alla base intanto, una serie di tubi magnetizzati provvede a trattenere i pezzi di metallo sfuggiti al controllo. Quando tutto il materiale è stato processato si esegue un controllo della qualità, dopo di che si procede all’inserimento, come detto all’inizio, nelle “big bags” e immagazzinati sotto una tettoia in attesa del camion che li porterà verso la “fonderia”. Fin qui il processo meccanico. C’è poi l’aspetto ecologico-sociale di questo genere di raccolta. Attraverso la raccolta dei tappi, infatti, si sensibilizzano le persone alla pratica del riciclo e dall’altra parte, si opera anche a fin di bene. Quando le Onlus portano qui il materiale viene loro riconosciuto un compenso che spesso a fine anno raggiunge cifre significative. Alla Ecorec questa problematica del riciclo è molto sentita ed Enzo è convinto che basterebbe un minimo di buon senso e di buona volontà per contribuire a migliorare l’ambiente. “Un comportamento che dovrebbe essere insegnato ai bambini fin dall’asilo” – afferma Enzo - In questo modo, quasi per gioco, il bambino impara e quando è grande cresce con la consapevolezza di quanto sia utile questo comportamento”.

Sergio Biagini

Quali raccogliere

I tappi da raccogliere sono quelli delle bottiglie delle acque minerali, delle bibite, del latte, della nutella, dei cosmetici, dei detersivi, dei dentifrici o altri tubetti, i contenitori degli ovetti kinder, le scatole delle pellicole fotografiche e qualsiasi altro materiale plastico che riporta la scritta PE o PEHD. Questo tipo è infatti più “pregiato” del contenitore che chiude. Chi fosse interessato a raccoglierli, magari accordandosi con amici o condomini o con il barista sotto casa, una volta raggiunto un certo quantitativo può recarsi alla Ecorec in via Tertulliano 86 (tel. 02 55011370) e consegnarli indicando la associazione alla quale destinare il contributo.