Il lavoro giovanile: precariato unica speranza? (terza puntata)

 

Proseguendo la nostrainchiesta, che ci ha portato ad intervistare i responsabili dialcune delle più importantiagenzie per la ricerca del personale della zona 4, siamo approdati in viale Umbria, angolo via Muratorie abbiamo incontrato Alessandro Lavezzari, responsabile della Filiale di METIS S.p.A., societàche ha un chiaro sottotitolo che ne spiega la mission aziendale: lavoro in movimento.

Prima di affrontare l’incontro, ci siamo documentati sul sito Internet della Società, dove abbiamo appreso che Metisè una Agenzia per il Lavoro, nata nel 2000, che conta nel suo azionariato investitori sia istituzionali che privati, che ha una capillare presenza sul territorio, che può contare, al momento,su 150 filiali dislocate nei principali capoluoghi italiani e che ha sviluppato 9 divisioni specializzate per settore merceologico e per gamma di servizio, che vanno dalla telefonia alla pubblica amministrazione, dalla moda alla finanza.

Grazie, Dr. Lavezzari per averci ricevuto. La prima domanda è: Metis ha appena aperto una nuova filiale in zona 4. Perchè?
“La decisione aziendale è stata dettata dalla constatazione che si tratta di una zona di grande passaggio e potenzialità, dove non eravamo ancora presenti, mentre lo siamo già in altre quattro zone.”

Ovviamente le nostre domande saranno relative a chi da voi cerca lavoro. Vorrei iniziare con la domanda che ho già rivolto agli altri intervistati e cioè: Che cosa significa per la vostra organizzazione lavoro giovanile e quale è l’età di riferimento? E di conseguenza quale è l’età media dei vostri utenti?
“Le Agenzie per il Lavoro quest’anno hanno compiuto dieci anni di vita. In questi dieci anni di attività, sono stati in primis i giovani che si sono rivolti a noi per muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Il 60% dei lavoratori che si rivolgono alle nostre filiali, ha infatti una età compresa tra i 18 e i 29 anni. Tuttavia nel corso deglianni anche altre fasce di lavoratori più maturi hanno utilizzato i nostri servizi per rientrare o riposizionarsi nel mondo del lavoro. Questo soprattutto a partire dell’entrata in vigore della riforma Biagi in poi che ci ha permesso di poter offrire opportunità lavorative non solo a tempo determinato ma anche a tempo indeterminato.”

Si conosce quale è la percentuale di lavoro interinale in Italia rispetto alla forza lavoro impiegata in totale?
“A differenza di altri Paesi europei, in Italia la percentuale non è alta: non arriva all’1%. Questo per due ragioni: in Italia le Agenzia per il Lavoro operano da soli 10 anni, a differenza di altri Paesi in cui sono presenti da 30-50 anni. Inoltre il contratto di somministrazione del lavoro è, nella maggioranza dei casi, un contratto transitorio per un lavoratore che, dopo un certo periodo di tempo, viene assunto direttamente dall’azienda utilizzatrice.”

Il lavoro interinale, i contratti a termine portano inevitabilmente al precariato o hanno buone possibilità di essere l’anticamera per entrare nel mondo di lavoro in modo stabile?
“Dopo la prima missione di lavoro in somministrazione, già il 40% dei lavoratori viene assunto stabilmente nelle aziende nostre clienti. La somministrazione è una opportunità per entrare nel mondo del lavoro, per cambiare occupazione o anche per crescere professionalmente perché le Agenzie per il Lavoro offrono corsi gratuiti di formazione.”

Come è cambiato il mondo di lavoro negli ultimiannie quali sono le prospettiveper un giovane?
“Il mondo del lavoro è certamente molto cambiato; manon per forza in peggio. Forse non c’è più il mito del “posto fisso” di una volta, ma ci sono più opportunità. Si pensi al servizi per l‘impiego: sino a 10/15 anni fa non esistevano. C’erano solo gli uffici di collocamento. Oggi gli stessi uffici di collocamento si sono trasformati in centri per l’impiego, ci sono le Agenzie per ilLavoro, c’è Internet con i siti di recruiting online. Insomma per un giovane che si vuol dare da fare ci sono più opportunità.”

Voi che siete “sulla strada”, che tipo di rapporto avete, se lo avete, con il clientedi passaggioche entra nella vostra agenzia d’impulso senza un obiettivo preciso?
“Cerchiamo di capirne le esigenze e le qualità sia professionali che umane per potergli offrire l’opportunità di lavoro più adatta a lui.”

Quale è la percentuale di stranieri tra i vostri utenti?
“Circa il 10%”

Sul vostro sito vi proponete anche come sponsor sia per iniziative sociali che culturali e sportive. Può chiarirci meglio questo interessante aspetto della vostra organizzazione? Ecosa pensate della possibilitàdicondividere, in futuro, progetti ed attività , con gli operatoridellazona 4, di cui ora fate parte con pieno diritto ?
“Certamente. Metis sponsorizza diverse iniziative sportive e culturali, oltre a sostenere importanti cause sociali come quelle di Emergency e della Comunità di San Patrignano.Inoltre attraverso una società del gruppo, Partis (www.partis.it), gestisce il personale di questi eventi. Partis, ad esempio, qui a Milano, gestisce tutto il personale dello Stadio Meazza di San Siro nelle partite dell’Inter.”

Ed ora, per concludere, quali sono i consigli che vi sentite di dare a un giovane che deve affrontare un colloquio di lavoro?
“Consigliamo di essere se stessi. Non mentire mai. Valorizzare al meglio le proprie esperienze personali e le proprie attitudini ed essere sereni. Questi sono i migliori consigli!”

Grazie a Metis, al Dr.Lavezzari e al suo staff che ci hanno permesso conquesta intervista di capireancora meglio le dinamiche, le prospettive e le opportunità di lavoro per l’universo giovanile.

Tre mi sembrano gli elementi che emergono più forti da questo incontro: affrontare i colloqui con serenità ed essere se stessi; non sognare il “posto fisso” a tutti i costi; considerare le Agenzie per il Lavorocome consulenti non solo per che offre il lavoro ma anche per chi lo cerca.
Francesco Tosi